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Tag Archivi: I fiori nell’arte

Osanna Francesca Davi, viola meraviglioso. Quando i fiori parlano nella notte

L'artista, insignita del Premio finalisti 2018, analizza brevemente la propria opera: "'Botanica Notturna' è una serie in corso d'opera iniziata nel 2017 e si ispira alla celebre poesia di Sylvia Plath intitolata 'I Am Vertical', nella quale la scrittrice affronta i temi della vita e della morte, della mancanza di corrispondenze tra se stessa e il mondo con la conseguente incapacità di adattarsi. Tutte le fotografie sono realizzate all'interno di giardini botanici che mi piace visitare durante la maggior parte dei miei viaggi, sfruttando sia la luce naturale del posto alla sera, sia la tecnica del light-painting".

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Le meravigliose sculture e ceramiche di fiori di Vanessa Hogge. Il video dedicato alla tecnica

Al tempo stesso organici e ornati, spontanei e stilizzati, i wallflowers decorativi Vanessa Hogge conferiscono una dimensione materica e visiva unica a qualsiasi parete o tavolo. Lavorando prevalentemente in porcellana, Vanessa realizza i suoi fiori e vasi unici nel suo studio a Cockpit Arts Holborn. Modella con cura ogni petalo e antera a mano in modo che nessun fiore sia identico. I fiori efflorescenti, creati in porcellana e argilla nera, vengono cotti a temperature elevate per creare sfumature fragili e ossificate di bianco e nero lava. Ispirata dalla sua passione per la botanica e influenzata da artiste diverse come Frida Kahlo e Marianne North, Vanessa dà un autentico respiro di vita a dalie, crisantemi, margherite, ortensie e dafne. Vanessa vende i suoi lavori nel suo studio in Cockpit Arts a Londra. La Vessel Gallery espone anche una piccola collezione di queste splendide opere

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Un’invenzione botanica portò Monet a coltivare e dipingere ninfee. Perché? Il video

La svolta che Monet impresse alla propria pittura, passando dal paesaggio a campo largo, alla visione ravvicinata di porzioni di natura che preludono alla via dell'informale, fu consentita, oltre alle esigenze del pittore di rinnovare le modalità di rappresentazione dell'istante di luce, dal mercato della botanica che, proprio in quegli anni, si apriva all"invenzione", attraverso incroci tra specie esotiche e la bianca europea, delle ninfee colorate. In precedenza, da noi, questi fiori delle acque stagnanti erano nivei. Ma all'esposizione universale del 1889 Latour-Marliac, un possidente appassionato di giardini, presentò le nuove varietà, che conquistarono il pubblico e che gli valsero il primo premio nella propria categoria

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Georgia Totto O’Keeffe (1887-1986), quei grossi fiori carnosi che ricordano il sesso. Il video

A partire dal 1929 passò diversi mesi dell'anno nel Nuovo Messico, dipingendo alcune delle sue creazioni più famose in cui sintetizza l'astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona, per lo più colline desertiche disseminate di rocce, conchiglie e ossa animali. I contorni sono increspati, con sottili transizioni tonali di colori che variano fino a trasformare il soggetto in potenti immagini astratte, talvolta trasfigurate in senso erotico. Negli anni trenta e Quaranta O'Keeffe ricevette commissioni e lauree honoris causa da numerose università

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Pompeo Batoni, la rosa centifolia lascia presagire la sontuosità del sesso della modella. Il più bel fiore

Sontuosa, aulentissima centifolia. La regina delle rose, inventata dai giardinieri di Fiandra, per due secoli beniamina dei maestri della natura morta. Ne tiene un esemplare tra le dita grassottelle della mano destra, la protagonista della tela di Pompeo Batoni che qui mostriamo. Con la sinistra, la fanciulla sorregge un canestro traboccante di corolle, tutte splendide, tutte mirabili, seppur umilmente recline al cospetto di Sua Maestà. Il più bel fiore però è un altro. Il più bel fiore è un piccolo seno vezzoso, che vellica ignudo il profluvio di petali, e tallisce come un virgulto marzolino. Poc’anzi, le stoffe grevi della veste sono scivolate dalle spalle della giovinetta, giù, sempre più giù, fino a derapare in larghe, morbide crespe immote. Batoni realizza quest’opera a Roma nel 1744

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Fiori primaverili di cartoncino. Creano gioia. Come realizzare queste semplici e allegre decorazioni

Le immagini con le quali otteniamo una proiezione psicologica e spirituale, nei nostri spazi personali, contribuiscono notevolmente alla nostra gioia e alla nostra salute. La psiche percepisce trasformando in reazioni fisiologiche le immagini con effetto calmante. Poiché, ad esempio, guardare un prato fiorito è ben diverso che osservare lo stesso spazio sconvolto da esplosioni di bombe?  Serenità e inquietudine. I fiori portano colore e serenità Prosperità. Ritagliamoli nei cartoni colorati. 

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Tiziano e il ritratto della sua giovane amante – Il legame svelato nel quadro da una viola

Il fiore risulta molto evidente a un’osservazione ravvicinata della superficie pittorica. Esso è una tenera viola primaverile, uno di quei nastri prodigiosamente esili e freschi che sbucano con la silenziosa prepotenza dei timidi tra i cespi ancora vizzi dell’inverno.

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Nudi tra i fiori che colpiscono tutti i sensi. Le opere di Nancy Depew. Il video

Ottima pittrice nell'ambito delle texture floreali, che vira e satura fino ad ottenere splendidi effetti serici, l'americana Nancy Depew ha inserito, in questi contesti, figure umane che perfettamente condividono la bellezza dei petali multicolori. "Non so quale sarà l'opera finita, quando comincio - dice - Non parto da un progetto preciso, ma comincio con un gesto. È un'idea visiva, un'idea intuitiva, non un'enunciazione verbale o razionale. Non sono interessata a documentare la realtà. Faccio immagini tridimensionalmente credibili, ma non le penso mai come "reale". Mi interessa più l'indagine sull'aspetto intuitivo di un soggetto. Scavo nella natura dell'esperienza". Nancy Depew è nata nel 1955. a Plainfield, nello Stato del New Jersey.

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I significati del tappeto orientale. Il giardino paradisiaco, la fonte, i fiori, gli uccelli

Gli apparati decorativi restituiscono un linguaggio comune tra la cultura medio-orientale e l'Europa. La struttura del giardino, inteso come luogo perduto, ricostruito in terra, simbolo di pace e di allontanamento del Male che insidia in ogni passo la vita.

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