Tag Archivi: I moti dell’anima

Inedito. Lifting o reggi-sorriso? Come Leonardo gonfiò le labbra alla Gioconda. Ecco i punti di sutura

Bernardelli Curuz: "Il pittore blocca un istante, quello dell'inizio della contrazione delle masse muscolari. E mette una "mensola" obliqua sotto le labbra della Gioconda. La visione ravvicinata del dipinto permette di evidenziare, in modo assoluto, una sorta di cicatrice obliqua, una sottostruttura di natura architettonica. La mensola obliqua, come vediamo qui, sostiene il rigonfiamento della parte sinistra delle labbra della Gioconda che sono asimmetriche, non solo per un gioco prospettico, ma perchè la Gioconda sta iniziando a sorridere e nel suo volto si avvia un processo che, qualche istante dopo, sarebbe quasi irrapresentabile senza renderla irriconoscibile".

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Il sorriso nell’arte. Chi è il personaggio biblico che sorride e perchè?

Daniele era profeta ebreo, che visse sino all'epoca di Ciro e che scrisse il libro della Bibbia che prende il suo nome. Fu deportato tra i primi a Babilonia, autore del libro omonimo. Il contemporaneo Ezechiele, nella Bibbia stessa, lo indica come una persona straordinaria, dotata di santità mentre Matatia, morendo, ne indicava idealmente la figura per provare l'aiuto di Dio a quanto gli sono fedeli. Perchè? Perchè condannato a morte per calunnia e destinato ad essere sbranato dai leoni, fu salvato da Dio e dal re. Potrebbe essere considerato il compensatore degli errati giudizi, assai frequenti, della giustizia umana

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Leonardo, gli occhi che parlano. I visi che comunicano. Cosa sono i moti dell’anima e chi li ha inventati

Furono Antonello da Messina - che viene poco citato in questo ambito, ma fu un pittore di introspettive finissime - e Leonardo da Vinci. Ecco, allora, nascere la donna e l'uomo della modernità, che non sono più classificabili, soltanto, nelle macro-categorie dei caratteri psicologici maggiori, ma vengono letti, uno ad uno, come persone uniche. Una rivoluzione davvero straordinaria, che sta alla base della modernità e alla progressiva valorizzazione dell'individuo che diviene, sacralmente, persona: simile agli altri, ma irripetibile

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Desiderio da Settignano – La divina grazia dell’infanzia. La gioia, il sorriso. La vita

Dolcezza, forza e luminosità sono le caratteristiche salienti dell’opera di Desiderio da Settignano, artista che, come la maggior parte degli scultori precedenti Michelangelo, è stato lungamente e ingiustamente trascurato dalla critica, ma che, con le sue creazioni di estrema intensità espressiva, di grande carica emotiva, di levità e di grazia, esercitò in realtà una forte influenza nella particolare fioritura della scultura che caratterizzò il terzo quarto del Quattrocento fiorentino

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Pierino da Vinci rubò allo zio Leonardo volti e sorrisi per le sue statue

Nonostante non si fossero mai conosciuti, il ragazzo di Vinci fu cresciuto nell’aura straordinaria del celebre fratello del papà. Al punto che fece propri gli esiti della grazia leonardesca, suscitati da un enorme rispetto per la figura umana e dall’attenzione ai moti dell’anima. Le sue sculture dimostrano un’attenta osservazione dei dipinti di quell’illustre familiare che ne divenne il “padre a distanza”

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