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Tag Archivi: Il culo nell’arte

Per un’iconografia del culo. Brevissima storia delle natiche nell’arte. Tra peso e levità

Tre muscoli che si sono sviluppati in loro insieme alla capacità di camminare erette, magari con un tacco 11, di ancheggiare e di farci girare la testa; di come Lutero sia passato alla storia anche per aver spesso mostrato le chiappe al demonio e fatto leva sull’invidia suscitata con il gesto per far si che il maligno distogliesse lo sguardo dalla sua persona; di Giano bifronte che per guardarsi il culo non aveva bisogno di quegli specchi che sembra, invece, fossero cari a Gabriele D’Annunzio; di come presentare le natiche in un atteggiamento di inchino abbia sempre significato segno di remissione, l’antropologia culturale ci insegna poi del come, in alcune società tribali, l'inchino di saluto venga fatto volgendo addirittura le spalle alla persona cui è rivolto

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Gerard Petrus Fieret, fotografo, è come Bukowski, poeta. Leggete la sua storia, guardate le sue opere

Quasi nessun altro Corpus fotografico è così strano e idiosincratico come quello di Gerard Fieret (1924-2009). Questo eccezionale fotografo era un registratore ossessivo di tutto ciò che gli accadeva e di tutto ciò da cui era circondato: persone, animali, scene di strada e se stesso. Soprattutto, tuttavia, amava fotografare le donne - modelle, studentesse, giovani madri, ballerine e cameriere - o solo parti del loro corpo, come il seno, i piedi o le gambe lunghe. E forse questa visione parziale dipendeva sì da un'accentuazione del vigore erotico dell'immagine, ma pure dal fatto che alcune signore accettavano di scoprire una parte dell corpo senza però mostrare il volto. Sebbene le sue attività fotografiche ininterrotte siano state concentrate in un periodo di soli dieci anni (1965-1975), Gerard Fieret ha generato una produzione enorme. Nei Paesi Bassi è considerato un pioniere della fotografia come forma di arte visiva autonoma. Negli ultimi anni il suo lavoro ha anche suscitato un crescente interesse internazionale

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Toulouse-Lautrec, performance contro il mondo: prima merda d’artista sulla spiaggia (1898)

E poiché verso la fine degli anni Novanta, le cose al piccolo Henri, andavano proprio male, lui e Maurice si ritrovarono a cercare qualche momento di infantile serenità al mare.Maurice aveva portato, naturalmente la macchina fotografica, e a Henri venne in mente che sarebbe stato un bell'omaggio a tutta quella gente dalla quale era disonorato offrire la sintesi estrema della sua ribellione e della sua considerazione del mondo. Defecare pubblicamente

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Il pesce d’aprile del Cinquecento

La virtù punisce il vizio. O secondo il titolo originale: l'Amor virtuoso punisce l'Amor ferino. Ma il gioco ambiguo si rivela immediatamente, quasi in un ribaltamento dei ruoli. Il pesce, simbolo sessuale, viene utilizzato dal maschio per "picchiare" la procace signora. E' un disegno giocoso, che fa l'occhiolino a chi lo guarda Francisco Venegas (c 1525 -. 1594), l'autore, è un pittore spagnolo che fu attivo in Portogallo nel corso degli ultimo tre decenni del XVI secolo. Nato a Siviglia intorno al 1525, esercitò inizialmente la professione dell'orefice e si formò, sotto il profilo artistico, nella bottega di Luis de Vargas

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Cosa significa Venere Callipigia? E perchè il lato di B di Kim è mostruosamente mitico?

Oggi un'altra callipige cammina per le strade americane. E' Kim Kardashian, proprietaria del più ingombrante supporto semisferico che la natura possa concedere alle signore. Lei è piuttosto piccola - un metro e 59, misure: 86-66-99 - e ha misure imponenti, soprattutto nella parte inferiore del corpo. Fuori dai canoni classici, Kim ha sfruttato l'eccedenza di madrenatura diventanndo l'attrice con il sedere più guardato della storia. Guardato da chi -magari gli uomini - notano in esso il potenziamento smisurato di un richiamo sessuale o dalle donne che si interrogano sul rapporto, non sempre idilliaco, tra sé e quella parte del corpo. Nella foto anche Venere Callipige guarda. Invidiosa? Spaventata? Per esprimere poi il proprio dissenso?

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La sculacciata erotica. Mani e natiche, dalla pittura dell’800 a 50 sfumature di grigio

Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, assistiamo al moltiplicarsi, all'interno delle tavole e dei dipinti di arte erotica, della sculacciata. Sopraffazione e sottomissione, ricordi di antiche punizioni corporali - legate a un'educazione punitiva - ammissione di essere in una condizione pre-erotica che va al tempo stesso punita e portata a termine nel disdicevole e nel peccato, coscienza dell'imminente liberazione di pulsioni proibite costituiscono i complessi rinvii di una pratica che oggi non alligna più come un tempo, in modo ossessivo, nel rapporto tra educazione repressiva e spudoratezza nell'esercizio della sessualità, ma che trova uno spazio diverso, come esplorazione delle diverse integrazioni tra corpi.

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Scopri il lato B: cosa c’è sul retro dei dipinti antichi

E' quasi un gioco infantile. Una delle prime cose che si imparano sono i concetti davanti-dietro, prima-dopo. E attorno a questi punti cardinali che ruota la conoscenza del mondo. La scoperta delle cose - che vanno esaminate anche nel lato nascosto, con creatività di uno sguardo che non si accontenta della visione frontale - e la dimensione del tempo. E' per questa magia, che da adulti applichiamo con sistematicità nella vita e nella sfera sessuale, che certi giochi di pittori risultano molto eccitanti perchè uniscono il disvelamento alla scoperta, alla sorpresa, al rivelarsi del lato ordinariamente proibito

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Quando le donne venivano messe all’asta. I quadri erotici, la paura araba

Maxime Du Camp, che aveva viaggiato estesamente nel Vicino Oriente, ha esaminato il dipinto al Salone parigino del 1867. Ha sostenuto di aver trovato gli elementi per riconoscere il mercato degli schiavi del Cairo e ha descritto il dipinto come "una scena sul posto". "La povera ragazza . ha scritto - è in piedi, sottomessa, umile, rassegnata, con una passività fatalistica che il pittore ha reso, con abilità, molto evidente"

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L’ispezione. Rowlandson (1756-1827) insegna come guardare ed essere guardate

I giochi di specchi, non solo costituiscono un viaggio in mondi paralleli, ma più concretamente sono utilizzati nell'eros, soprattutto dai maschi, per moltiplicare i punti di vista e creare una sorta di visione tentacolare del corpo femminile. Alle donne, generalmente, piace essere guardate. Così le superfici che catturano immagini proibite, sono appaganti per entrambi i generi. Thomas Rowlandson (1756-1827) introduce in modo acutissimo l'elemento dello sguardo, da un lato, e dell'esibizione, dall'altro, con straordinarie capacità comico-analitiche, creando una sorta di opera aperta. La minuscola psiche da tavolo di boudoir, collocata sul pavimento, è utilizzata per accendere l'immaginazione dello spettatore. E chi guarda dall'esterno dell'acquerello - tutti noi - compone automaticamente l'immagine di ciò che lo specchio inquadra: la parte più bassa delle natiche, nel punto in cui si annodano dolcemente, come elementi curvilinei, alla verticale discesa della linea decorata del sesso femminile

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