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Posts tagged as “Il culo nell’arte”

Il pesce d’aprile del Cinquecento

La virtù punisce il vizio. O secondo il titolo originale: l'Amor virtuoso punisce l'Amor ferino. Ma il gioco ambiguo si rivela immediatamente, quasi in un ribaltamento dei ruoli. Il pesce, simbolo sessuale, viene utilizzato dal maschio per "picchiare" la procace signora. E' un disegno giocoso, che fa l'occhiolino a chi lo guarda
Francisco Venegas (c 1525 -. 1594), l'autore, è un pittore spagnolo che fu attivo in Portogallo nel corso degli ultimo tre decenni del XVI secolo. Nato a Siviglia intorno al 1525, esercitò inizialmente la professione dell'orefice e si formò, sotto il profilo artistico, nella bottega di Luis de Vargas

Lo specchio dell’eros. L’ispezione. Rowlandson (1756-1827) insegna come guardare ed essere guardate

I giochi di specchi, non solo costituiscono un viaggio in mondi paralleli, ma più concretamente sono utilizzati nell'eros, soprattutto dai maschi, per moltiplicare i punti di vista e creare una sorta di visione tentacolare del corpo femminile. Alle donne, generalmente, piace essere guardate. Così le superfici che catturano immagini proibite, sono appaganti per entrambi i generi. Thomas Rowlandson (1756-1827) introduce in modo acutissimo l'elemento dello sguardo, da un lato, e dell'esibizione, dall'altro, con straordinarie capacità comico-analitiche, creando una sorta di opera aperta. La minuscola psiche da tavolo di boudoir, collocata sul pavimento, è utilizzata per accendere l'immaginazione dello spettatore. E chi guarda dall'esterno dell'acquerello - tutti noi - compone automaticamente l'immagine di ciò che lo specchio inquadra: la parte più bassa delle natiche, nel punto in cui si annodano dolcemente, come elementi curvilinei, alla verticale discesa della linea decorata del sesso femminile

André Martins De Barros, arcimboldista del ‘900. I suoi compositi dipinti di corpi e volti

La composizione per assemblaggio coerente di materiali appartenenti a categorie omogenee di oggetti o di organi suscitò anche l'interesse dei surrealisti e di quella generazione, temporalmente successiva, che crebbe sulla linea del maestro Breton. Tra loro che loro André Martins De Barros, un pittore francese nato nel 1942 nella cittadina francese del quale vediamo qui alcune divertenti opere

Gerard Petrus Fieret, fotografo, è come Bukowski, poeta. Leggete la sua storia, guardate le sue opere

Quasi nessun altro Corpus fotografico è così strano e idiosincratico come quello di Gerard Fieret (1924-2009). Questo eccezionale fotografo era un registratore ossessivo di tutto ciò che gli accadeva e di tutto ciò da cui era circondato: persone, animali, scene di strada e se stesso. Soprattutto, tuttavia, amava fotografare le donne - modelle, studentesse, giovani madri, ballerine e cameriere - o solo parti del loro corpo, come il seno, i piedi o le gambe lunghe. E forse questa visione parziale dipendeva sì da un'accentuazione del vigore erotico dell'immagine, ma pure dal fatto che alcune signore accettavano di scoprire una parte dell corpo senza però mostrare il volto. Sebbene le sue attività fotografiche ininterrotte siano state concentrate in un periodo di soli dieci anni (1965-1975), Gerard Fieret ha generato una produzione enorme. Nei Paesi Bassi è considerato un pioniere della fotografia come forma di arte visiva autonoma. Negli ultimi anni il suo lavoro ha anche suscitato un crescente interesse internazionale

Toulouse-Lautrec, performance contro il mondo: prima merda d'artista sulla spiaggia (1898)

E poiché verso la fine degli anni Novanta, le cose al piccolo Henri, andavano proprio male, lui e Maurice si ritrovarono a cercare qualche momento di infantile serenità al mare.Maurice aveva portato, naturalmente la macchina fotografica, e a Henri venne in mente che sarebbe stato un bell'omaggio a tutta quella gente dalla quale era disonorato offrire la sintesi estrema della sua ribellione e della sua considerazione del mondo. Defecare pubblicamente

Scopri il lato B: cosa c'è sul retro dei dipinti antichi

E' quasi un gioco infantile. Una delle prime cose che si imparano sono i concetti davanti-dietro, prima-dopo. E attorno a questi punti cardinali che ruota la conoscenza del mondo. La scoperta delle cose - che vanno esaminate anche nel lato nascosto, con creatività di uno sguardo che non si accontenta della visione frontale - e la dimensione del tempo. E' per questa magia, che da adulti applichiamo con sistematicità nella vita e nella sfera sessuale, che certi giochi di pittori risultano molto eccitanti perchè uniscono il disvelamento alla scoperta, alla sorpresa, al rivelarsi del lato ordinariamente proibito

Le natiche alla finestra. Grande pittura e illustrazioni. Macchiaioli e Dalì

Il fascino delle natiche femminili appare, in anni antichi, anche nel quadro di un pittore macchiaiolo, che coglie così la propria moglie, mentre osserva il giardino dalla finestra, nella postura all'apparenza meno studiata, ma non per questo meno foriera di incendi. L'opera è di Vito D'Ancona. S'intitola "Vista sul pomaio". E' del 1873. Lei ha i fianchi contro il muro sottostante la finestra, i gomiti appoggiati, la parte anteriore del corpo protesa verso il vuoto. E leggiadro, in semitrasparenza, appare il lato B, intuibile sotto l'abito. Più esplicita, in quella posa, è la giovane donna di Salvador Dalì. La ragazzina - la sorella - appare alla finestra in un tuttoblu di matrice spiritualista che non può nascondere la bellezza delle natiche

Loïc Dubigeon, opere iperrealiste di sesso

i rilievo le sue illustrazioni per "Histoire d'O" e il lavoro svolto nel capo del disegno erotico. In questo settore il maestro si distingue per un iperrealismo che giunge ad osservare la realtà nella più profonda crudezza degli atti. Molte le scene ravvicinate in cui sono esclusivamente inquadrati vulva, pene, l'area perineale, eiaculazioni, fellatio, rapporti sodomitici tra uomo e donna, nonché numerose scene di sadomasochismo, giarrettiere, indumenti fetish e fruste che si abbattono sul complice corpo femminile, lasciando numerosi segni in rilievo.

Stampare con le natiche. L’artista americana Liz Wierzbicki, nel filmato

Risalente, in modo più diffuso, agli anni Sessanta e alle avanguardie di body art, il body-print - stampa con il corpo - è stato praticato in numerose performance. L'artista americana Liz Wierzbicki ne dà la propria versione rossa in Love me, not (after Cheryl Donegan's KMRIA), nella quale cita, appunto un noto filmato in cui l'importante collega Cheryl Donegan esegue stampe con le natiche, utilizzando il colore verde