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Tutto su “Il fuoco nell’arte”

Monsù Desiderio: notte, fuoco, eleganza, ruderi, inferno. Gli incubi antichi. Il video delle opere

Di lui si sa pochissimo, nonostante sia stato un autore dotato di una carica onirica intensa, così da essere apprezzato, secoli dopo, da Breton e dai surrealisti. Il mistero è moltiplicato dal fatto che, dopo la sua morte, nella bottega napoletana l'opera fu continuata dal pittore connazionale Didier Barra, sicchè si era pensato che monsù Desiderio fosse lui, come risulta da antichi inventari

50 camini divertentissimi o fonte di ardente curiosità. Design eccessivo oppure rarefatto. Video

C'è davvero da divertirsi, da inorridire per il kitsch o da restare ammutoliti da soluzioni eleganti. Il focolare è un punto proibito della casa poichè ne è l'anima arcaica, rimossa quasi completamente dal contemporaneo. Eppure nelle revisioni di ogni revisione ci accorgeremo presto che il caminetto non equivale al peccato

Bernard Aubertin – Quotazioni gratis, l’intervista, i periodi, l’autobiografia. Concerto per fiamma e materia

Bernard Aubertin cerca l’energia pura con l’uso scientifico del fuoco e i dipinti monocromi. L’artista francese racconta a Stile l’incontro con Klein, la filosofia del Gruppo Zero, la contrarietà all’arte-video ed il significato d’un percorso che esclude la soggettività

Alberto Burri: fiamma, cellophan e dita. Nel filmato come modellava le sue opere

Burri raramente ricorreva all’uso della pittura e del pennello, prediligendo la lavorazione della superficie per mezzo di cuciture, combustioni e lacerazioni, per citare alcune delle sue tecniche. Ciò che si può affermare è che egli utilizza materiale di scarto o lavorazioni di tipo edilizio e artigianale per produrre opere d'arte. E veniamo al filmato che lo vede alle prese con la fiamma e il cellophan che egli modella, una volta fuso, con le dita. Questi lavori risalgono soprattutto agli anni Cinquanta. Nel 1954 realizza piccole combustioni su carta. Continua a utilizzare il fuoco anche negli anni successivi, realizzando Legni (1956), Plastiche (1957) e Ferri (1958 circa).