Tag Archivi: Il selfie nell’arte

L’autoritratto “in famiglia” di Crespi. Un’istantanea straordinaria ed ironica

In una stanza dalla luce talmente soffusa da impedire il riconoscimento dell’ambiente circostante, presumibilmente il soggiorno, l’artista emiliano si effigia mentre è intento a trainare giocosamente un carretto di legno sul quale è posto, immerso in morbidi cuscini e calde coperte, il figlio minore, Luigi. Alle spalle del padre ecco Maurizio, il primogenito, che ritto a cavalcioni di un bastone, è intento a imitare un cavaliere sul suo destriero

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Il disegno di Marylin Monroe. Si raffigurò nuda e scrisse il titolo: “Donna che attende con le gambe aperte”

Marilyn realizzò un autoritratto semplice ma inequivocabile per Aronson. Un'opera rapida che voleva essere un invito esplicito nei confronti di quello che era divenuto l'amico di famiglia. Sul foglio la Monroe disegnò, con una sanguigna una figura femminile con le gambe aperte e provocatoriamente pose la didascalia. Eccone la traduzione letterale:" Per Boris - attesa - chiedendo - donna Marilyn Monroe Miller"

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La fotografia insidiò la pittura? Per Van Gogh e i grandi fu un colloquio costruttivo

Vincent Van Gogh, come altri pittori dell'epoca, fece uso, in alcuni casi, della fotografia per il proprio lavoro. La diffusione della riproduzione ottico-chimica della realtà aveva certamente cambiato anche la pittura e la sua avanzata inesorabile, inizialmente, fu un evento traumatico per il mondo dell'arte, che dovette prendere atto delle nuove acquisizioni tecnologiche per intraprendere strade nuove nel campo della rappresentazione. L'atto artistico non doveva più colmare le lacune lasciate dalla mancanza di immagini oggettive. Poichè l'oggettività, pur fredda, nel rilievo del reale era affidato alla macchina fotografica

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Pietro Torrigiani – Che vita dura, dopo aver rotto il naso a Michelangelo

Se Buonarroti piangeva, peraltro, non rise molto l’irascibile Torrigiani. Che, proprio a ragione dl suo gesto avventato, subì addirittura l’esilio da Firenze. Scultore abilissimo, Torrigiani fu segnato da quel pugno e dall'esilio; al punto che la sua reale grandezza si disperse tra l'Inghilterra e la Spagna dove morì in prigione per aver sfregiato un Cristo da lui stesso modellato; il gesto fu interpretato come un'azione sacrilega e non come una protesta nei confronti dei ritardi di pagamento da parte del committente

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Video incantevole. Gli autoritratti in movimento di Van Gogh svelano una personalità dolce e malinconica

La  visione sequenziale ininterrotta degli autoritratti di Van Gogh, intesi, ognuno, come singolo fotogramma di un breve film,lascia emergere lati della personalità che ogni singolo frame non ci avrebbe comunicato. Quell'uomo di roccia friabile, duro e al tempo stesso fragile, che appare, ad immagine e fissa nei quadri allo specchio, qui rivela una grande dolcezza, una timidezza adolescenziale e una malinconia struggente nella quale si cela uno sconfinato, doloroso desiderio dì'amore.

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Tess, selfie? No, meglio l’autoscatto nuda. Esplorarsi con autoritratti che arrivano alla pelle

Tess è una fotografa francese, che ha rifiutato le formazioni canoniche, per compiere un percorso che, appresa la tecnica, la lasciasse libera da malposture didattiche che spesso colpiscono chi ha compiuto un cursus accademico. Ribaltando la superficialità del selfie, che spesso è soltanto un'esca visiva dal potere rapidamente, Tess ha lavorato sull'autoscatto e, pertanto, sull'autoritratto che si estende al corpo intero. Sappiamo bene quanto l'autoritratto sia stato un'ossessione esplorativa del sè, nella storia dell'arte. E un modo fondamentale per vedersi e per conoscersi assumendo il punto di vista degli altri. Tess lavora bene, in tal senso, come dimostrano le immagini del filmato.

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Sorprendente – Ecco gli elefanti-artisti che dipingono un autoritratto perfetto. Il video

L'intelligenza placida degli elefanti addomesticati e la versatilità di motricità della proboscide offrono uno spettacolo allegro e sorprendente. In Thailandia questi animali monumentali sono stati addestrati a produrre autoritratti che poi vengono venduti ai turisti e ai curiosi per circa 60 dollari. Gli elefanti sembrano perfettamente a loro agio nel tracciare le linee con il pennello. Alcuni, come accade agli uomini, sono più portati per la pittura, altri meno. E' possibile persino identificare stili diversi. Generalmente si avvicinano ai Fauves o al linearismo dell'ultimo Matisse.

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