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Tag Archivi: Il seno nell’arte

Guido Cagnacci – Verità e splendore della donna e del seno

Guido Cagnacci visse le inquietudini del Seicento barocco senza rinunciare alla dialettica tra anima e corpo, tra spiritualità e fisicità. Celebre per l’erotismo dei suoi nudi femminili, fu insuperabile nel porre in scena grandi storie religiose

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Il Figliol prodigo nell’arte – Piaceri sfrenati sulla tela per assecondare i cinque sensi. I quadri

La vita dissoluta del figliol prodigo, nella pittura tra Cinquecento e Seicento,  è un immaginoso prologo di peccati rispetto all’episodio evangelico nel quale viene rappresentata la grazia effusa del perdono paterno. L’episodio, che è  ben noto, ha per protagonisti un anziano e i due figli: uno virtuoso, che contribuisce alla conservazione e alla crescita della proprietà familiare, l’altro dissipatore - prodigo, appunto - che, lontano da casa, sperpera il denaro fino a cadere in rovina. Quando quest’ultimo, senza più risorse, è costretto a tornare al villaggio natio, è accolto dal padre con immensa felicità, che suscita stupore e dolore nel figlio morigerato.

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Il bacio di Munch. Opere erotiche del maestro norvegese. Il piacere alla finestra. Donne vampire

Una posizione spesso ripetuta. Non pose sconvolgenti, come quelle di Klimt, ottimo pornografo. Tutto si ferma prima. Ma è travolgente. E' l'inizio dell'arsione. Uomo. Donna. E Una finestra. Più grande, più piccola. Quella finestra oltre la quale c'è il mondo. E il bacio, rubato alla visione di tutti, dietro le tende, in un punto isiolato, nel quale il tempo accende la propria vampa, ma tutto sembra eterno. Munch è un ibseniano. E, per capirlo meglio, siccome egli discende dai pensatori schopenaeuriani, somiglia per tanti aspetti al nostro Leopardi, nonostante egli operi quasi un secolo dopo. L'amore è il pensiero dominante, ma solo perchè è necessario alla specie. E' una volontà della natura. E tutto è un possente errore. Grande realista - nel doloroso linguaggio espressionista - o supremo nichilista? Munch è certo devastato dal nulla. E anche quando gli si prospetta qualche legame sentimentale importante rifiuta di avere relazioni più stabili poichè ritiene che la pittura richieda una solitudine sacerdotale

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La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Sensualissime, una carrellata nella pittura erotica tra Rinascimento e ‘900 di fuoco. Video

E' più un gioco visivo corroborante che un viaggio lungo le vie infinite della sensualità dell'arte. Ma il il filmato presenta, accanto a soggetti erotici del passato remoto, alcuni interessanti dipinti di grandi autori del Novecento o contemporanei che si sono misurati con particolare intensità con il tema dell'erotismo

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Il nudo femminile nella pittura dell’Ottocento. Sogno e realtà. L’educazione dei maschi nei bordelli

Al di là degli studi di nudo, che colgono una sola persona, la pittura ottocentesca che rappresenta donne senza veli si sviluppò generalmente in ampie visioni dei corpi femminili - se eccettuiamo il gioco de L'origine del mondo, garantite, in genere, da scene mitologiche o storiche o esotiche che rappresentavano soprattutto gruppi di donne tra le quali scegliere visivamente. Questo orientamento visivo dipendeva, probabilmente, dall'iniziazione sessuale dei nostri antenati, che spesso avveniva nei bordelli e dalla vita che i giovani svolgevano, al di là del sesso, nei salotti delle case chiuse. Un viaggio rapido nella pittura ottocentesca di nudo ci offre pertanto la situazione dell'harem come principale chiave del desiderio maschile dell'epoca

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Il bikini nell’iconografia – Dalle ragazze dell’Antica Roma alla rivoluzione del Novecento

Una fascia per il seno e il subligaculum, gli slip dell'epoca. Così, con un certo effetto straniante appaiono le ragazze dell'antichità, che indossavano, per le attività all'aperto, costumi succinti. Giovani, perlopiù, che giocavano a quello che può apparire come un antenato del volley, della pallamano o una sorta di soft-rugby, con palla ovale, da impugnare

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Lucrezia casta e fedele o Cleopatra, nella pittura antica un pretesto per vedere un bel seno

Che sia una lama, piantata nel candido seno o un aspide che, strisciando, morde il braccio - come un monile dalle morbide spire - o la zona del torace femmineo, gli strumenti di morte delle storie pittoriche di Lucrezia Romana e di Cleopatra, che un analista freudiano non esiterebbe a legare indissolubilmente ad elementi di natura fallica, comportano la narrazione sensuale di una parte cruciale del corpo muliebre

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Eccitare i ricordi. Le miniature delle signore dell’Ottocento, a seno nudo, donate agli amati

In alcuni case le giovani donne posavano anche a seno nudo affinchè il proprio amante tenesse con sè un'immagine intensa e conturbante, capace di riaccendere i sensi. Ricordo, amore, sesso, promesse, sogni erano racchiuse in un cerchio di cinque o sei centimetri.Per questo l'attività del miniatutista - che peraltro veniva messo al corrente di aspetti molto riservati della vita dei propri clienti - era molto redditizia. Le piccole opere venivano realizzate a fronte del pagamento di cifre molto elevate

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