Tag Archivi: Immagini divertenti del pene

Paul Avril, i piaceri sfrenati dell’artista-soldato dell’Ottocento. Il video

Buon illustratore e pittore, specializzato nel disegno erotico più spinto e blasfemo, anticlericale e probabilmente massone, lettore dei libri proibiti francesi - disegna anche una celebrazione liturgica dedicata all'organo sessuale femminile - Édouard-Henri Avril - detto Paul - si inserisce in quel clima di dissacrazione, attraverso il sesso, dell'esile crosta del mondo delle apparenze, atteggiamento eversivo e sovversivo che, in Francia, aveva contribuito al crollo degli antichi poteri. Ex militare in congedo per gravi ferite, il 23enne deve occupare costruttivamente la propria vita e si dà alla mondanità e al disegno. Era nato il 21 maggio 1849, ad Algeri

Leggi Articolo »

Signore dell’Ottocento, non ascoltate di notte il canto delle rane

Achille Deveria fu illustratore e un pittore mitico. Di grande abilità, percorse ogni possibilità espressiva, lasciandoci opere serie e un buon numero di tavole erotiche o comiche erotiche. Sempre pungente, cercava di mettere in luce le contraddizioni di una società perbenista, che viveva con esibizioni di facciate irreprensibili, ma che, naturalmente, scivolava poi lontano dai propri propositi e dalle durissime leggi morali. Divertentissimo questo lavoro nel quale egli prosegue sulla linea dei pericoli che le signore incontravano durante la villeggiatura in campagna. Seguendo un suono singolare e suadente - ma saranno rane a cantare melodie così belle? - la signora lascia la casa e si avventura nel bosco. I diavoli hanno preparato una grande tentazione per lei. Con quel concerto, con quella serenata è impossibile non concedersi all'uomo che arriverà tra breve.

Leggi Articolo »

Gabriele D’Annunzio pittore. Ecco le sue tele tormentate

Il giovane Gabriele lavorò con la tavolozza. Negli anni del liceo dedicò al primo amore “un tramonto d’estate pieno di luce opalina”. E Stile ha ritrovato una “Marina” dipinta dal Vate nel 1892. Qui la storia e le immagini delle opere dell'aspirante pittore e le quotazioni dei suoi cimeli. “Nella sala di pittura il mio quadro mi parve così goffo e scolorito che mi venne la tentazione di sfondarlo con un colpo di pennello alla Goya”. E ancora il 13 maggio, a sera: “Il quadro l’avrai quanto prima; aspetto la cornice che ho già ordinata all’officina ma t’avverto ch’è un lavoraccio ripreso con moltissima fatica, e a forza di lenti d’ingrandimento, da un piccolo schizzo del Marcot”

Leggi Articolo »

La donna e gli uccelli, tutti i poetici (ma non troppo) sottintesi in pittura

Con il tempo, il gioco dell'uccello e della gatta ha divertito, per i mille sottintesi erotici, i nostri antenati. E ciò risultava semplice perchè si voleva equivocare, da Lesbia in poi, la tenerezza manifestata dalle signore per i piccoli volatili tenuti in gabbia o lasciati svolazare per la casa. Agli occhi dei maschi quegli animaletti volanti non rappresentavano altro che una traslazione del desiderio sessuale delle gentili compagne, che però disponevano, da parte loro di un animale ben più terribile, la gatta. In italiano il termine uccello è rimasto, tra le tante denominazioni attribuite al pene, a identificare l'organo sessuale maschile, mentre abbiamo perso il termine gatta, in alcune zone a favore del termine topa.

Leggi Articolo »

Come facevamo l’amore al tempo degli Etruschi, accusati di eccessive libertà sessuali

L'assoluta emancipazione della donna donna etrusca e una libertà di costumi, che somiglia, per certi aspetti a quella dell'Occidente contemopaneo, furono la causa di una sistematica diffamazione dei Tirreni da parte dei Greci. Il sostantivo etrusca designava, presso gli ellenici, le prostitute. Uno scrittore greco del IV sec. a.C., storico e retore, allievo di Isocrate, vicino a Filippo il Macedone, scrisse degli etruschi riferendosi all'assoluta vergognosa promiscuità in cui vivevano. Amori di gruppo, paternità indistinta, mogli bevitrici che sedevano accanto al primo venuto, durante il banchetto; nudità, rapporti sessuali in pubblico e provocazioni esibizionistiche di varia natura

Leggi Articolo »

Il preservativo nell’arte antica e nella storia

Al di là dell'arte a noi contemporanea, che ha spesso utilizzato il preservativo come ready-made, nell'ambito di composizioni, spesso ironiche, spesso grottesche e aggressive - come nel ritratto figurativo di Benedetto XVI, composto da 17mila profilattici colorati, accostati come tessere di un mosaico dall'artista Niki Johnson- esistono testimonianze artistiche e didascaliche ben più antiche che,accanto alle fonti scritte, fanno risalire l'uso di questi anticoncezionali e presidi protettivi a un periodo proto-storico, almeno dagli egizi in poi.

Leggi Articolo »

Nei disegni della anni Venti, la nuova intraprendenza sessuale della donna

Le tavole di Reunier presentano elementi di transizione verso il Déco. Esse raffigurano le donne in atteggiamenti piuttosto aggressivi o comunque dominanti, in linea con l'idea degli anni ruggenti - 1923-1929 - dominati dal Charleston, dalle proteste delle post-suffragette, dal mutamento della linea degli abiti, sempre più sportivi e simili a quelli maschili e dal mutamento della pettinatura, con una notevole riduzione della lunghezza dei capelli,tagliati alla "maschietta".

Leggi Articolo »

Perchè si giocava a mosca cieca? La gioiosa testimonianza in un quadro del primo Ottocento

Tra i giochi quasi definitivamente archiviati, nella società occidentale, figura la cosiddetta mosca cieca. Il gioco stesso, nelle prime fasce d'età, tendeva ad affidare la gestione corporea, in situazione di dissimulata difficoltà -com'è quella dell'incedere notturno - a più piani sensoriali al di là della vista. Davanti agli occhi di un bambino o di una bambina, come ben sappiamo, veniva legata una fascia di stoffa che impedisse alla "mosca" di non vedere nulla, nemmeno la punta dei propri piedi. Gli altri bambini iniziavano a fuggire, normalmente in campo definito di gioco. I passi impediti e il lento, goffo incedere del giocatore, provocavano le risate di chi aveva gli occhi liberi e la possibilità di fuggire

Leggi Articolo »

Mia cara, ora ti mostro il mio orologio. L’arte della seduzione in immagini segrete

Pressati da una forte richiesta dai vicini francesi, gli svizzeri - sommi produttori di meccanismi a orologeria e di orologi - realizzarono a partire dal Settecento anche "montre" davanti-dietro, che consentivano ai proprietari di divertirsi e divertire gli amici con scene erotiche parzialmente automatiche. Lo formula più diffusa era quella di realizzare un orologio da tasca, elegante e casto, nella parte del quadrante; ma poichè il meccanismo veniva chiuso nella circolare cassa d'oro, apribile sia nella parte che scopriva la superficie sulla quale giravano le lancette che, nel verso, dove erano visibili i meccanismi, i produttori inserivano nella seconda parte, quella che rimaneva più nascosta, un cerchio di copertura dei meccanismi stessi sul quale, in lamiera più o meno preziosa, inserivano scene di sesso

Leggi Articolo »