Tag Archivi: La fellatio nell’arte

La gioia dell’amore nell’anno 1000

Personaggi in atti sessuali dolcissimi, come quelli flessuosi in copertina. Ma pure situazioni orgiastiche, con una decina di uomini e donne che fanno l'amore in una disposizione elegante e coreografica. E persino atti di zoofilia - probabilmente rituale - che mostrano il legame tra un uomo e una cavalla. I "modi" sono 64. Non è chiaro il motivo di così tante scene erotiche in questi templi indiani nella cittadina Khajuraho, 20mila abitanti, situata nella parte alta del Madhya Pradeshin. Alcuni fanno derivare questa varietà di pose dal Kamasutra mentre altri credono che semplicemente al tempo della costruzione, tra il 950 e il 1150, prima della presa di potere dell’impero Mughal, le pratiche tantriche fossero ancora accettate e diffuse. Una religione dell'amore cosmico che plasmava la realtà nel senso dell'unione e della fecondità. a ind 1

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Leggiadre gambe a volo di cigno. E tante posizioni. Gli affreschi delle terme di Pompei

Nello spogliatoio (apodyterium) delle di Pompei vennero realizzati sedici affreschi erotici - di cui otto ancora visibili - in cui venivano esplorati i modi, cioè le posizioni e le combinazioni offerte dalla sessualità. Peraltro, pare di capire, i realistici dipinti eseguiti da un ottima mano non dovevano costituire soltanto un elemento decorativo, ma, probabilmente, una sorta di pubblicità di un lupanare che si ipotizza fosse al piano superiore. Questo stabilimento termale era pubblico come utilizzo, ma di proprietà di un privato. Pertanto è ipotizzabile che, pur evitando la presenza, proibita, di prostitute alle terme, l'imprenditore potrebbe aver trovato il modo di aggirare la norma collocando le ragazze in un edificio attiguo o al piano superiore

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Utamaro – Il pittore che spiava le cortigiane. Le ardite posizioni dei giapponesi

Il più grande artista giapponese dopo Hokusai raccontò per immagini la vita delle “case verdi”, il quartiere delle prostitute della Tokyo del primo ’800. Un resoconto nato dalla diretta esperienza del suo autore. Le “sorelle minori” entravano nelle Case verdi come apprendiste a dodici-tredici anni, e vi rimanevano sotto la guida di una “sorella maggiore” fino ai diciassette-diciotto, quando diventavano cortigiane a tutti gli effetti

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Pierre Gandon, il lato B di Mademoiselle. Di-sogni erotici di un disegnatore di francobolli

Donne e uomini sembrano tratti da statuette di porcellana. E' un Settecento da remake, quello che negli anni Venti del Novecento venne evocato negli arredamenti e negli apparati decorativi. Un Settecento di damine leziose e di imparruccati cavalieri. Così Pierre Gandon, tra i maggiori disegnatori di francobolli del mondo, rievocava un mito lezioso, manierato, di buone maniere, producendo disegni proibiti, ma non troppo. Le sue figure sono languide e rispettose. Ciò che appare immediatamente sono le forme opime del posteriore delle sue donzelle aggraziate

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Francesco Hayez – Disegni erotici e torride confessioni dell’amante Carolina

Le opere erano conservate a Torino dalla famiglia Zucchi. Realizzati da Francesco Hayez (Venezia, 1791 - Milano,1882) nel decennio compreso tra i suoi trenta e i quarant'anni e donati alla sua giovane modella e amante, Carolina Zucchi, i disegni erotici dell'artista ottocentesco sono di qualità tecnica elevatissima e di un'estrema verità. Realizzati tra il 1822 e il 1830, le opere si contraddistinguono per pochi tratti, sicurissimi di matita nera su carta velina

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I disegni erotici di Füssli (1741-1825), frenetici amplessi tra ninfomani e briganti

“Il sublime risiede anche nel male, poiché persino nell’empietà può esserci qualcosa d’ammirevole”, scrive nel 1771. Nell’inferno-paradiso dell’immaginazione tutto può accadere, nell’arte è lecito tutto e il contrario di tutto, senza censure o impedimenti. “Qui almeno saremo liberi; qui l’Onnipotente non ha edificato nulla di cui potesse essere geloso

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Feodor Stepanovich Rojankovsky – Dipinti erotici anni Trenta. La Primavera

Qualcosa è cambiato, nel costume, o si tratta soltanto della sensibilità del disegnatore? Il Novecento lascia alla donna la possibilità di prendersi nuove libertà, rispetto al proprio corpo, nonostante molto spesso finga di non apprezzare, per attenersi ad una morale ancora abbastanza rigida. Ciò che è interessante, sotto il profilo antropologico,è una grande attenzione del disegnatore nei confronti dei preliminari. Il sesso,canta Rojan, è gioia e attenzione alla bellezza del corpo dell'altro.

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Gerda Wegener – Disegni di ragazze Déco che sperimentano l’amore saffico

Elegante illustratrice, fino all'esasperazione del tratto liberty, poi interprete del Déco, disegnatrice apprezzata nell'ambito delle opere erotiche, pittrice di talento, Gerda Wegener (1889-1940),  era nata in Danimarca, a Copenaghen, da una famiglia di lontane origini francesi, i Gottlieb. Frequentò l'accademia di belle arti della capitale danese e qui conobbe il collega Einar Wegener, del quale assunse il cognome. Fu un legame importante drammatico. Einemar sacrìficò sé stesso e il proprio talento per aiutare la moglie e cercando,al tempo stesso, un'identità sessuale che non trovava. Einemar era ermafrodita. Nel 1930 si sottopose ad operazione chirurgica per diventare donna e il matrimonio fu annullato dal Re di Danimarca.

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Iconografia – Perchè le antiche romane facevano l’amore tenendo il reggiseno?

Uno scarso interesse del maschio latino nei confronti del seno? Da escludere. Una rapinosa velocità nel giungere all'atto? Forse, ma non del tutto. La principale ragione per la quale nei dipinti erotici le donne romane appaiono sempre con il reggiseno risiede in un motivo legato a una pur semplice ragione semantica. La fascia pettorale di stoffa o, nei casi più raffinati, collane sottili che assecondano la rotondità della mammella, lambendo dolcemente i fianchi, sono una necessità iconografica per sottolineare la differenza tre le donne e le dee. Pur avendo le stesse forme, le divinità esibiscono il seno nudo, mentre il pittore sottolinea la natura delle donne normali con la fascia.

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