Tag Archivi: La merda nell’arte

Gli artisti che dipingono con feci, sangue, sperma, urina e tampone vaginale

Escrezioni e secrezioni. Così l'arte della provocazione è arrivata a manipolare e a utilizzare le sostanze prodotte dal corpo umano come medium tecnico per la realizzazione di corrosive e volutamente ributtanti opere d'arte. Un viaggio tr gli artisti che hanno percorso e percorrono la strada proibita

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Toulouse-Lautrec, performance contro il mondo: prima merda d’artista sulla spiaggia (1898)

E poiché verso la fine degli anni Novanta, le cose al piccolo Henri, andavano proprio male, lui e Maurice si ritrovarono a cercare qualche momento di infantile serenità al mare.Maurice aveva portato, naturalmente la macchina fotografica, e a Henri venne in mente che sarebbe stato un bell'omaggio a tutta quella gente dalla quale era disonorato offrire la sintesi estrema della sua ribellione e della sua considerazione del mondo. Defecare pubblicamente

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Dipinti nella torre: feci e sangue per i fumetti cinquecenteschi del prigioniero innamorato

Nel 1947, in seguito a lavori di consolidamento del Torrione medievale danneggiato durante il secondo conflitto mondiale, sotto l’ultima rampa di scale fu scoperta una cella di appena mt. 1,20 x 2,00, con le pareti interamente ricoperte di iscrizioni e disegni rossastri, come in un fumetto. Era l’angusta prigione a cui messer Filippo aveva affidato il racconto della sua triste storia d’amore.Dagli archivi marchigiani è emerso che un certo Filippo detto il Diavolino – uomo colto, esperto in diplomazia e navigazione - frequentava la corte del Ducato di Camerino ( comprendente anche il territorio di Fermo) durante il periodo della reggenza della Duchessa Caterina Cybo Da Varano ( 1527-1535). La coincidenza di nome e soprannome del protagonista della nostra storia, oltre alla relazione con stemmi nobiliari, non lascia dubbi.

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La merda, così un brano di teatro diviene performance mitica. Il filmato

Una pièce e, insieme, una performance d'arte contemporanea, attorno al tema dello sfogo, della liberazione di quel misero peso del ventre - com'era definito dagli antichi - diventato simbolo di un'umanità e di una società escrementizie. Ciò che dovrebbe essere sottoprodotto della sotto-cultura, viene, nell'Occidente, innalzato a elemento vincente. E tutto viene sporcato, tutto viene toccato o maledetto attraverso all'assimilazione alle escrezioni. Silvia Gallerano è l'interprete straordinaria della pièce scritta da Cristian Ceresoli che ha avuto grande successo al Festival di Edimburgo nel 2012, vincendo il First Fringe Award. a merda

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Il cane portafortuna del principe-scultore Troubetzkoy

Al di là del soggetto, ironico e sconcertante per il mondo artistico ufficiale, che voleva che l'arte si misurasse soltanto con i temi più alti, il principe opera una ricerca, con questa piccola scultura - è alta dieci centimetri - nell'ambito di u a suggestione plastica che veniva, negli stessi anni, esplorata da Matisse: la rappresentazione di corpi compressi, in grado di suscitare, nello spettatore, l'idea di uno scatto successivo. Il cane, modellato nel 1916, presenta la firma dell'autore e il timbro A.Valsuani, fonderia artistica che operava con i maggiori scultori del mondo

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Piero Manzoni – Cosa c’è nelle scatole di “merda d’artista”. Record: un pezzo schizza a 275mila euro

Piero Manzoni produsse, nel 1961, 90 scatolette di 30 grammi, che vendette a peso, moltiplicando grammi per il valore dell'oro. Oggi un contenitore vale attorno ai 120mila euro, il costo di un piccolo appartamento. La curiosità sul contenuto implicherebbe la distruzione dell'oggetto e il suo annullamento di valore. Anche questo fu voluto da Manzoni per moltiplicare i campi concettuali. Ma un artista amico, Bonalumi, confessò che...

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