Tag Archivi: La metafisica nell’arte

Il pittore delle notti, del mistero e del sogno. Alphonse Osbert e gli spiriti. La vicinanza ai Rosacroce. Video

L'amicizia con i poeti simbolisti e con il pittore Puvis de Chavannes, lo induce ad abbandonare il suo approccio naturalistico e dipingere visioni interne, sogni, idee eterne richiamate in simboli pittorici. Ispirato da Puvis, ha semplificato le forme del paesaggio, che servivano da sfondo per figure statiche e isolate dissolte in luce misteriosa. Grazie alla combinazione di stesure a piatto a una tecnica pointilliste, tratta da Seurat, - che era amico del suo vecchio insegnante, Lehmann - smaterializza le forme e aggiunge luminosità

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Conosci altri quadri di Arnold Böcklin oltre a questo? Guarda qui l’antologia in video

Le quotazioni e gli esiti d'asta sempre aggiornati elle opere di Arnold Böcklin (1827-1901). Cicca sul link, sotto. All'inizio della nuova pagina troverai, se ci fossero, opere all'asta in questi giorni. Sempre dopo aver cliccato sul link, scendi poi con il cursore in fondo alla pagina per vedere i risultati d'asta.

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Fotografie metafisiche, Kenro Izu cattura l’istante di rivelazione delle pietre. Il senso del sacro. Video

Kenro Izu (1949) è un fotografo di origini giapponesi che risiede negli Stati Uniti. Ha frequentato il Nihon University College of Art di Tokyo dal 1969 al 1972. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti nel 1972, ha lavorato per due anni come assistente fotografico a New York City e successivamente ha creato il suo studio, specializzato in still life. Dal 1979, oltre al suo lavoro commerciale ben consolidato, Kenro ha iniziato il suo serio impegno professionale per la sua fotografia d'arte, spostandosi per il mondo per catturare i sacri, antichi monumenti di pietra. Ha viaggiato e documentato Egitto, Siria, Giordania, Inghilterra, Scozia, Messico, Francia e Isola di Pasqua (Cile)

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Mare, bagnanti e cieli immobili nell’estate neo-metafisica di Ram, dopo l’esperienza futurista. Perché?

Pittore, scultore, cartellonista, scenografo, illustratore, Ruggero Alfredo Michahelles, conosciuto con lo pseudonimo di RAM, insieme al brillante e più noto fratello maggiore Ernesto, in arte Thayhat, famoso inventore del rivoluzionario abito tuta, rappresenta ancora oggi un caso singolare di artista polimorfo difficilmente etichettabile se non prendendo a prestito la definizione che Alberto Savinio coniò per se stesso, di «centrale creativa».

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Capire Giorgio de Chirico – Come e perché nasce la pittura metafisica. I paesaggi e le vedute atemporali

Prima la scultura greca; poi Tiziano, ad annunciare la resurrezione dell’arte; quindi i maestri del Quattrocento toscano, per finire con lo splendore dei ritratti barocchi. Tutte le illuminanti rivelazioni di de Chirico, che s’innamorava dei classici e intanto cambiava le sorti della pittura del Ventesimo secolo

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Michelangelo Antonioni andò a lezioni di regia dal pittore Giorgio Morandi

Il detto pascaliano che Antonioni ripeteva citando Morandi: “Il vero artista è colui che sa stare da solo in una stanza”, rende il senso di autosufficienza creativa che non prevede un ruolo autonomo per gli interpreti. L’uso di colori freddi e opachi gli permette di arrivare al “non figurativo”, all’eclisse stessa dei personaggi, in un parossismo di alienazione. Con un “silenzio a colori” (anche quando i colori sono l’intensità del bianco e del nero), Antonioni evoca le proprie storie costruite intorno al vuoto eloquente di inquadrature indirette, a cogliere sottilmente sospensioni di immagini che enunciano le realtà interstiziali natura morta foto 5 interna già con dida

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Pittura e Psicologia. Cosa significano le malinconiche finestre di Hopper

Secondo l’opinione di Hillman, sia in pittura che nel cinema, questo elemento architettonico ha svolto e svolge tuttora un ruolo decisivo per il nostro immaginario. E proprio Hopper è stato un “genio della finestra”, colta sia dall’interno che dall’esterno. Prima di lui, nell’affrontare il tema, “geni” erano stati Rembrandt, Vermeer e molti altri. Tornando ad Hopper, è d’obbligo riconoscere che egli sia stato, con i suoi ambienti silenziosi e le scene distaccate, un interprete profondo delle relazioni umane. Al tempo stesso, le architetture rivestono un ruolo primario all’interno delle sue composizioni, e per questo motivo il pittore ha giocato con elementi lontani dalla mera realtà: finestre sproporzionate rispetto alla mute figure umane e una luce il più delle volte “tremenda”

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