Tag Archivi: la vagina nell’arte

Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Il disegno di Marylin Monroe. Si raffigurò nuda e scrisse il titolo: “Donna che attende con le gambe aperte”

Marilyn realizzò un autoritratto semplice ma inequivocabile per Aronson. Un'opera rapida che voleva essere un invito esplicito nei confronti di quello che era divenuto l'amico di famiglia. Sul foglio la Monroe disegnò, con una sanguigna una figura femminile con le gambe aperte e provocatoriamente pose la didascalia. Eccone la traduzione letterale:" Per Boris - attesa - chiedendo - donna Marilyn Monroe Miller"

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Chi era la donna che posò a gambe aperte per l’Origine del mondo di Courbet

Lo specialista di Dumas, Claude Schopp rivela nel suo libro L'origine del mondo, in uscita il 4 ottobre, che la modella utilizzato dal pittore per il suo famoso dipinto si chiamava Constance Quéniaux, ex ballerina dell'Opera - nella foto -. È lavorando sulla corrispondenza tra il figlio di Alexandre Dumas e George Sand che il grande specialista francese Dumas, Prix Goncourt della biografia nel 2017, ha risolto un enigma di 152 anni. Nel 1866, Constance Quéniaux ha 34 anni. Non balla dal 1859 ed è una delle amanti di Khalil-Bey, committente del dipinto

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Carezze profonde e preludi erotici nelle grafiche antiche. Le immagini, l’analisi

Con la precisione assoluta dell'arte del primo Ottocento, Achille Devéria, (tavola, qui sopra) non finisce di stupire per la qualità assoluta delle sue immagini e per la scanzonata allegria delle sue scene di sesso. E' per questo che può essere annoverato tra i migliori artisti d'eros di ogni tempo. Egli, in quest'opera, coglie una cenetta intima a base di uccelli, bagnata da ottimi vini. I due protagonisti sono giovani, belli, dal volto pulito e disteso, ma concluso il pasto, eccoli prendere altre direzioni

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Cosa vuol dire “fare le fiche” o “far le fighe”. Il gesto della Divina Commedia

In questo modo si rappresenta l'organo sessuale femminile - la fica o figa, nel gergo volgare- che viene posseduto dal pene rappresentato dal pollice. Esso è un gesto di sopraffazione, come sopraffazione era intesa, un tempo il rapporto erotico tra uomo e donna. Il maschio dominante si riferisce in questo modo alla potenza del suo pene e della sua figura, lanciando un messaggio di dominio territoriale

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Heinrich Lossow (1843-1897), i desideri irrefrenabili della signora in sovrappeso

Qualche chilo di troppo, dovuto a una vita tranquilla, pasticcini, buone letture e tanti peccati di gola. Alla donna, nuda e sdriata, che mostra le sue forme opime, viene vaghezza d'altri appetiti. Così chiama il maggiordomo, che si affaccia alla tendina. La voluttà della gola, le si estende agli altri sensi. E sembra trattare il maschio come una buona pietanza. Di grandissima resa disegnativa, queste opere di Heinrich Lossow (Monaco di Baviera, 10 marzo 1843 – Schleißheim, 19 maggio 1897) costuiscono una sequenza erotica ad alta temperatura, che intende dimostrare, pur anche in posture nelle quali sembrerebbe il maschio a dominare, l'assoluta potestà della donna, in qualunque cosa di questo mondo

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Rarissimo d’epoca: disegni dei misfatti erotici di Maria Antonietta. La disinformazione politica

Nelle opere grafiche, prima clandestine, poi in libera circolazione, a Parigi e in Francia, la coppia viene rappresentata sempre in questo modo; lei avvinta in un abbraccio clanddestino con uomini o donne, lui con un triste organo sessuale senza forza. Queste caratteristiche furono certamente oggetto di un'amplificazione di natura politica. Maria Antonietta era considerata da tutti i francesi, sprezzantemente, l'Austriaca, cioè una nemica, mentre la presunta impotenza sessuale del sovrano sembrava la trasposizione della sua incapacità di governare. Certamente il distacco forzato dal proprio ambiente d'origine e il trasferimento a Versailles, in giovanissima età e in un'assurda solitudine colma di cortigiani, portò Maria Antonietta a divenire capricciosa e frivola, assetata di lusso, ma poi il suo atteggiamento mutò. [caption id="attachment_47539" align="aligncenter" width="498"]francia orgia Orgia nella stanza circolare. Quello che sembrerebbe un putto, sotto la regina, in reealtà, nelle intenzioni dell'illustratore, sarebbe l'amatissimo terzogenito di Maria Antonietta. Al bambino, dopo la Rivoluzione, furono estorte confessioni orribili sulla sua partecipazione alle presunte orge organizzate dalla madre. Maria Antonietta, durante il processo, si difese da queste accuse con un discorso ricco di autentico sentimento materno, che raccolse l'applauso e la condivisione delle donne presenti tra il pubblico[/caption]

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Il fico nell’arte – Allegorie sessuali dell’organo femminile. A partire da Eva

Il fico, per forma e per precedenti visivi risulta pertanto collegato - e ciò avviene piuttosto spesso nell'iconografia occidentale - alla sfera sessuale femminile, alla nascita e alla vita, come elemento vegetale primario seguito dalla zucca, dal melone e dalle more, intese come frutti di bosco

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Lev Tchistovsky, masturbazione e tumide orchidee. Le opere

Nudi femminili conturbanti, in pose dolcemente contratte, in molti casi mentre una mano tocca l'inguine. E, dall'altro lato, un pittura che ha per soggetto le orchidee, fiori che ricordano sia i testicoli - dai quali prendono il nome - ma, soprattutto, visivamente, la vulva. Nudi raffinatissi, ma provocanti e fiori. Tripudio dei colori chiari dell'arte Déco e della commistione tra linearismo e rievocazione rocaille. Lev Tchistovsky nacque nel 1902 a Pskov,in Russia. Terminati gli stuudi all’Accademia di Belle Arti di Leningrado. Lasciò l’Unione Sovietica nel 1925 e per due anni frequentò le lezioni della Reale Accademia di Belle Arti di Roma, dove incontrò Irene Klestova, che divenne sua compagna fino alla morte. Per dipingere orchidee, ne coltivò di bellissime nel giardino con serra della sua residenza estiva di Cenevieres nel sud della Francia.

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Aslan, com’erano belle le zie dei nostri amici negli anni Settanta. Il video dei dipinti

Forse non c'è disegnatore che meglio del francese Aslan abbia saputo rendere forme e colori dell'universo femminile tra anni Sessanta e Settanta. La moda sbarazzina, un mondo sospeso tra austerità e ammiccamenti sbarazzini, che faceva nascere un atteggiamento di malizia, oggi perduto. Non esiste più la malizia, intesa come andata e ritorno e pertanto come una commedia della vita che sarebbe divenuta un celeberrimo film interpretato da Laura Antonelli.

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