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Tag Archivi: L’acquerello nell’arte

Balene, balene, balene. Vittoriose e immortali nelle opere di Griffa, Antinori, Collesano e Pedrazzini

Le balene esistono da molto prima di noi uomini terricoli, legati alla gravità, dipendenti da sensi poco sviluppati. Loro, invece, con salti maestosi e immersioni repentine sfidano le leggi della fisica e occupano un mondo, ben più vasto del nostro dominio terrestre, che a noi rimane tanto invisibile quanto misterioso. Seppur scientificamente classificate, per noi sono aliene: seguono campi magnetici invisibili, vedono grazie al suono e sentono con il corpo. Allora – ipotizza Griffa riprendendo le parole di Ismaele, il marinaio narratore in Moby Dick – prima o poi rimarranno solo loro e torneranno a nuotare, come un tempo, dove ora ci sono le Tuileries, il castello di Windsor e il Cremlino

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Disegnare dipingere gli iris – Consigli e tanti tutorial

Fiori intensi, forti e imponenti, gli iris e le loro foglie lanceolate sono divenuti, grazie a Van Gogh, un'autentica icona floreale; se nel Novecento i fiori più amati dal pubblico, nell'ambito della produzione del maestro olandese, erano i girasoli, oggi il pubblico sembra cromaticamente conquistato dal blu notte e dal viola degli iris vangoghiani. Fiori non docili al pennello, come vedremo

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Carlos León-Salazar: congiunzioni di corpi e anime in acquerello

Nell'ambito dell'arte del nudo e dell'arte erotica contemporanea, Carlos León-Salazar, nato a Caracas nel 1968, è una straordinaria eccezione di qualità. Se, ad esempio, Rodin utilizzava l'acquerello dopo aver marcato e conchiuso le linee delle forme, per dare una parvenza di verità carnale ai propri disegni di nudo, Carlos León-Salazar lavora in modo straordinario la macchia, all'interno di una tecnica che si rivela particolarmente complessa e desueta, sotto il profilo espressivo. L'acquerello è sempre legato, negli ultimi due secoli, con prevalenza non esclusiva, all'idea di antichi paesaggi o alla pittura di fiori. E proprio l'artista di origine venezuelana dà sorprendente corpo a un medium così lieve, ectoplasmatico, che tanto piaceva ai rilievi di natura romantica, proiettandolo in una dimensione nuova.

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Trasparenze e luci fotografiche dell’eros negli acquerelli di Steve Hanks. Il filmato

Molto fedele alle convenzioni fotografiche d'ambiente, Steve Hanks - nato San Diego, negli Stati Uniti, nel 1949 - è, sotto il profilo dello sviluppo tecnico, un acquerellista magistrale che coglie, fin quasi a una perdita , nel sole, ogni istante luminoso. Abbacina i sensi, li percuote, pur se la paletta - cioè gli accordi cromatici - rinviano a un gusto anni Ottanta-Novanta a trasparenze 1

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Il fascino dell’acquerello e della tempera nei dipinti di Anja Ganster. Video

Anja Ganster (1968) è un'artista che vive ed opera tra la Germania e la Svizzera e che produce ottime opere con i colori che hanno il legante ad acqua. Stiamo parlando dello "spinoso" acquerello e della tempera. Ganster ha risolto i problemi di staticità e di opacità dei medium attraverso una moltiplicazione della scioltezza del polso, in grado di intervenire con pennellate in dissolvenza, che rendono contemporanea queste tecniche che leghiamo spesso alla più statica pittura antica. Il gioco tra luce ed ombra vive nel contrasto tra interni di case o di uffici e grandi finestre che abbacinano lo spettatore

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Splendida Venezia negli acquerelli di John Singer Sargent. Ecco un delizioso filmato

Mi sono avvicinato a lei, l’ho girata sull’altro fianco, il sinistro, perché - pur restando sdraiata - potesse rivolgere lo sguardo verso le finestre e vedere lo spettacolo dei gabbiani reali impazziti sul Canal Grande nella notte che sprofondava verso le tre. Turbinavano candidi, nell’oscurità, divinamente spettrali, assorbendo i residui di luce elettrica emanati dalle rive

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Dipingere un temporale sul mare come Turner. Ecco l’anatomia tecnica di un suo dipinto

Turner dipinge qui con l’acquerello su carta. Era la sua tecnica preferita, all’aperto, per raccogliere soggetti paesaggistici dal vero. L’acquerello non richiede dotazioni ingombranti. Il foglio misura 17,8 x26 . La base è cioè poco più lunga di una spanna. L’artista afferra l’istante e costituisce un importante precedente per gli Impressionisti. L’opera è caratterizzata tecnicamente dall’uso di un pennello medio- grosso e piatto , che imprime pennellate direzionali, non lineari. Ben visibili le tracce delle setole

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