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Tag Archivi: Le farfalle nell’arte

Van Gogh bambino, il collezionista di insetti. La sua infanzia strana raccontata dalla sorella Elisabeth

Il grande Vincent nelle memorie di una delle sorelle del pittore olandese. Di grande interesse le pagine dedicate alla giovinezza. Il suo carattere, le sue piccole ossessioni. "Un cappello di paglia nascondeva i corti capelli rossicci. Aveva una faccia strana, non giovane, l’ampia fronte già solcata di rughe, le sopracciglia corrugate dai pensieri. Gli occhi, piccoli e infossati, passavano dall’azzurro al verde, a seconda del momento. Ma nonostante l’aspetto sgraziato, si intuiva in lui una grandezza, si percepivano i segni inconfondibili di una profonda vita interiore".

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Il dna degli uomini primitivi: i segni “innati” sopravvissuti nei ritratti moderni. Mosche, farfalle, libellule, stelle…

L’arte rupestre appare come l’espressione di un linguaggio primordiale, anche se con differenti dialetti, che può essere letto indipendentemente dall’idioma moderno nel quale una persona pensa e comunica. Gli archetipi sono ancora funzionanti e trasmettono messaggi immediati e profondi

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Polli bruciati vivi e altri animali uccisi per arte. Stop. Protesta. Le vittime, il video

 Il recente scandalo, in Francia, suscitato dall'orribile performance di Adel Abdessemed, che ha bruciato vivi polli appesi a un muro per trasformare quest'atto in un'opera d'arte ha scatenato infinite proteste. Una campagna promossa dai colleghi francesi di Expo in the city, che vogliono sollecitare una diversa attenzione, da parte degli artisti, al rispetto degli animali. Stop, dicono i critici francesi, alle azioni degli artisti  che tatuano i maiali per venderne la cotenna colorata. Ma un invito anche agli artisti che, pur senza pianificare la fine di un animale per la propria opera, utilizzano animali morti o imbalsamati. Nel video alcune opere per le quale si chiede, nel futuro, un superamento

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Memento mori a Pompei, cosa significa la farfalla?

La ruota è la fortuna. La fortuna della vita. Essa gira fino a quando l'uomo è vivo e può sospingerlo, per puro caso o per qualche piccolo merito, orientandone il corso, verso la ricchezza - rappresentata dal bel mantello, alla nostra sinistra o verso la povertà (gli abiti rudi, la bisaccia, il bastone del povero e del vagabondo). Comunque sia è sempre il caso, considerata la circolarità della ruota, a creare una fortuna - anche economica - all'individuo o a costringerlo nella povertà assoluta.

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Le farfalle segnano il punto d’incontro tra la donna e l’anima. Le foto di Ione Rucquoi

Nata nel 1975, a Oxford, Ione Rucquoi è una fotografa e artista concettuale che lavora molto sull'ossessione e sul rapporto irrisolto tra le giovani donne e il corpo.La libertà di sentirsi e di osservarsi, pare diventare un incubo legato alle interiora e a quanto la bellezza dell'epidermide nasconde. Anche l'angelicazione della maternità si trasforma nel sogno inquieto di partorire figure-altre, creature mostruose. Testimonianza delle enormi difficoltà di autopercezione di un equilibro tra la parte culturale e quella materiale, il tema è antropologicamente centrale nei nostri decenni - viene esplorato anche da Vanessa Beecroft - e perfettamente narrato da Rucquoi affinchè possiamo riconoscerlo e distaccarcene, in direzione di nuovi contrappesi.

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Capire Emilio Isgrò, l’elogio della cancellatura

Emilio Isgrò intende eliminare il velo dell’apparenza, della percezione consolidata e dei falsi valori a favore della ricerca di una più vera realtà. Ambisce così a riscrivere, con insolenza e umiltà, la storia del mondo. Operazione di sottrazione, da lui trasformata in occasione di ricca articolazione di significati, ora elegantemente ironici, ora irriverenti e provocatori, la cancellatura è la base della sua poetica. Figlia di un tempo di avanguardia, riflette la necessità di scendere nell’agone con un gesto irrevocabile e insieme con l’idea di chiudere in modo definitivo con la stessa avanguardia.

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Il pittore seicentesco maniaco dei serpenti e delle farfalle. Vanitas e dolore

Quando il male ha il sopravvento. Ottone Marcellis dipingeva in modo ossessivo rettili che divoravano farfalle. Vanitates crudeli, che poggiavano sul piccolo zoo casalingo allestito dal pittore per copiare dal vero. Il piano dei simboli. I soggetti che proponeva agli acquirenti sembrano invariabilmente quelli: muta la prospettiva, cambia lo scenario, ma i protagonisti sono sempre loro. Serpi viscide (con la variante di chioccioline striscianti) e farfalle vibratili, intrise di luce-colore. Nato in Olanda - a Nimega, nel 1619 -, ha viaggiato in Francia, Inghilterra, Germania e Italia, luogo in cui è stato apprezzato più a fondo, tanto è vero che è conosciuto anche con il nome italianizzato di Ottone Marcellis

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Christian Schloe, voi donne tenete le vostre farfalle sul viso. Le opere, il video

Compresa nel proprio sogno; rinchiusa nella propria anima che non le permette di osservare le lacerazioni del mondo, la bella dama con farfalle pone un interrogativo allo spettatore, di fronte al proprio mistero. E la risposta al quesito non è lontana da quanto abbiamo indicato poco sopra. Opere aperte, comunque, quelle di Christian Schloe, un artista austriaco che lavora con il computer unendo, fotografia, illustrazione e pittura, con una netta propensione magrittiana, dedicata, in particolare, al mondo femminile.. Molto popolare in rete, Schole è autore di opere digitali visionarie. Ogni suo lavoro sembra contenere un appello alle donne affinchè non smettano di essere tali. Contro una cultura che proclama la bellezza della diversità e chiede l'omologazione

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Il diavolo nella pittura – I travestimenti di Satana nell’arte e nell’immaginario

Quando le creature infernali vengono rappresentate da pittori e incisori sotto forma di insetti. Mosche, cervi volanti, colorati lepidotteri. Un bestiario meraviglioso, inquietante ed ironico. Dalle farfalle alle mosche. Il legame è qui più diretto e immediato. La mosca era simbolo non solo del demonio, ma, in generale, del peccato. Né va dimenticato che il nome stesso di Belzebù deriva da Baal-Zebub, ossia “Signore delle mosche”, l’antica divinità siriaca citata dalla Bibbia come responsabile della distruzione e della putrefazione.

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Federica Cipriani, i messaggi sussurrati che giungono dalle piccole farfalle di carta

Parla l'artista: “Senza Titolo #F23” è l'opera con cui ho partecipato al premio Nocivelli: si tratta di sagome di carta sospese su chiodi di diversa altezza che creano un'architettura tridimensionale. Nasce da una riflessione sul presente: ho voluto esorcizzare il senso d'oppressione che si prova durante l'adempimento degli obblighi fiscali, scegliendo una carta emblematica, moduli F23 e F24, e dandole forma seguendo i parametri d'armonia che contraddistinguono la mia ricerca. Il senso di movimento, a cui solitamente tendo sia per ricerca formale che per l'idea di libertà che esso suscita, in quest'opera è sostituito da una composizione rigorosa, metafora del senso di staticità che pervade la società di oggi"

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