Tag Archivi: Le orge nell’arte

Rarissimo d’epoca: disegni dei misfatti erotici di Maria Antonietta. La disinformazione politica

Nelle opere grafiche, prima clandestine, poi in libera circolazione, a Parigi e in Francia, la coppia viene rappresentata sempre in questo modo; lei avvinta in un abbraccio clanddestino con uomini o donne, lui con un triste organo sessuale senza forza. Queste caratteristiche furono certamente oggetto di un'amplificazione di natura politica. Maria Antonietta era considerata da tutti i francesi, sprezzantemente, l'Austriaca, cioè una nemica, mentre la presunta impotenza sessuale del sovrano sembrava la trasposizione della sua incapacità di governare. Certamente il distacco forzato dal proprio ambiente d'origine e il trasferimento a Versailles, in giovanissima età e in un'assurda solitudine colma di cortigiani, portò Maria Antonietta a divenire capricciosa e frivola, assetata di lusso, ma poi il suo atteggiamento mutò. [caption id="attachment_47539" align="aligncenter" width="498"]francia orgia Orgia nella stanza circolare. Quello che sembrerebbe un putto, sotto la regina, in reealtà, nelle intenzioni dell'illustratore, sarebbe l'amatissimo terzogenito di Maria Antonietta. Al bambino, dopo la Rivoluzione, furono estorte confessioni orribili sulla sua partecipazione alle presunte orge organizzate dalla madre. Maria Antonietta, durante il processo, si difese da queste accuse con un discorso ricco di autentico sentimento materno, che raccolse l'applauso e la condivisione delle donne presenti tra il pubblico[/caption]

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Spartak Dermedjiev. L’arte erotica è un’arma contro il totalitarismo. A partire dai Soviet. Sculture e disegni

Nato nel 1954 a Sofia, in Bulgaria, si è diplomato all'accademia di Belle arti nel 1982. E' cresciuto pressato dall'estetica di stampa comunista. E si è ribellato. Fino a lasciare il proprio paese e liberarsi dall'ossessione dell'opprimente comunismo, scegliendo Parigi come luogo della libertà espressiva". "Sono nato all'ombra dell'arte totalitaria. - racconta con dolore - Mi è stato insegnato a sacrificare il mio talento per le necessità dell'arte totalitaria. Come gli antichi gladiatori, fui sacrificato. La società voleva sangue e l'ha ricevuto. La mia vita è stata deliberatamente sprecata e la mia creatività è stata irrevocabilmente contaminata. Il mio lavoro è diventato il mio unico combattimento. Ma se sei già stato contrassegnato come una vittima, rimani vittima fino alla fine, anche se i sistemi politici sono cambiati. E oggi sento ancora la "agghiacciante brezza dell'Ombra".E oggi la mia arte è la mia unica resistenza"

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Bunga-bunga. Cosa significa esattamente? E com’era disegnato tra Ottocento e Novecento?

L'espressione bunga bunga ha radici linguistiche, da noi, ottocentesche e deriva, nel periodo colonialista e dei grandi viaggi,da singolari espressioni esotiche che assunsero, trasposte nelle lingue occidentali, un'evidenza onomatopeica scherzosa, a volte sessuale e grottesca. Nell'Ottocento e nel Novecento si sedimentò, grazie a barzellette e a battute di spirito, un significante simile a festino sessuale, in cui pubblicamente si consumassero rapporti sessuali, con la sottomissione di alcuni appartenenti al gruppo stesso. L'onomatopea bunga bunga riporta a un linguaggio primordiale, che riflette la reiterazione della penetrazione

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Justine di De Sade, il Bene viene inesorabilmente deriso e punito. Le immagini

Alcune opere del pensatore francese furono dotate, sin dalle prime edizioni, di ottime ed eloquenti illustrazioni. Tra queste, Justine o le disavventure della virtù, romanzo del 1791; si tratta della seconda versione di Justine, precedente alla terza e definitiva intitolata La nuova Justine, pubblicata otto anni dopo. Il racconto, in prima persona, narra di una giovane, Justine, di nobile lignaggio. Rimasta orfana diviene molto devota al Cristianesimo e intende vivere secondo la virtù. Ma la ragazza subirà passivamente ogni sorta di violenza da personaggi sempre più perversi che la coinvolgeranno in orge, assassinii e torture. Ciascuno di essi, per licenza poetica dell'autore, le concederà un discorso esemplificativo circa la motivazione della natura crudele, propria e dell'essere umano. La ragazza puntualmente e fortunosamente riuscirà a scampare alla morte certa

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Le orge nell’arte – Le illustrazioni originali delle opere di De Sade furono ispirate dal Teatro del sesso

L'osservazione delle illustrazioni originali delle opere di De Sade pone in luce una traduzione iconografica del testo, basata, molto probabilmente,su suggestioni che gli illustratori traevano dagli orribili spettacoli teatrali di asservimento e di sesso di gruppo che si tenevano in tanti palazzi ein piccoli teatri parigini. Gli equilibrismi, la complessità e macchinosità delle figure, la forzatura delle pose, il ricorso costante a strumenti di contenzione, i gruppi di corpi circensi, le arrampicate, l'avvinghiarsi coreografico, la presenza di cornici teatrali o di palchi non lascia equivoci. Qualcosa in queste immagini tristi teatralizza la sterilità e l'impotenza, in un cortocircuito che trasferisce all'atto sessuale la pulsione di morte. Le incisioni sono tratte dalle prime edizioni della Nouvelle Justine e Juliette, risalenti al 1799. E non è un caso che l'angoscia suscitata da questi infortuni dell'umanità ispiri un senso di prigionia e di crollo simile alle incisioni delle Prigioni di Piranesi

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Grand Hotel Budapest, dipinti degli anni Trenta raccontano cosa avveniva dietro le quinte

Il fascino signorile, distaccato della "personalità" dei Grand Hotel, quella distanza che appare assoluta dalle cose ordinarie del mondo, nascondeva, specie negli anni Trenta, l'esplosione, dietro le quinte di passioni assolute. Nel film Grand Hotel Budapest, l'attività consolatoria che il direttore esercitava nei confronti di un esercito di signore e gli strani ritmi di vita d un grande edificio all'apparenza immoto, hanno aperto uno squarcio poetico su questi luoghi. Ma già negli anni Trenta, epoca del massimo fulgore di queste gigantesche raffinate, c'era chi coglieva pittoricamente e disegnativamente tanti vizi privati dietro pubbliche virtù

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1910. Nei disegni di Leporini l’Eros in vacanza lavora il doppio: pic-nic, passeggiate, gite e tanto sesso

Fameni Leporini è uno di quei nomi misteriosi di pittori che si legano al mondo dell'illustrazione, cercando una copertura rispetto all'attività principale. Di lui si dice che sia nato a Parigi nel 1888. Si è invece certi del fatto che è stato l'autore delle immagini per gli scritti del marchese de Sade e che ha prodotto una serie di disegni eroticamente espliciti, diversi dei quali legati all'eros all'aria aperta, durante le vacanze, la villeggiatura, lo sport. Fatto nuovo, dovremmo dire, perchè è proprio negli anni in cui l'artista nasce che tutti si scoprono salutisti, sportivi, amanti del sole e della luce.

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Sesso, vino e orge anti-risorgimentali negli acquerelli tedeschi del 1865

I personaggi sono caricati dal disegnatore e piegati verso una rappresentazione, comico-grottesca. Vino e donne dominano l'orizzonte, moltiplicando attraverso il numero delle signore a disposizione e pertanto le possibilità di soddisfacimento di ogni desiderio. Il sesso reazionario - a differenza da quello libertino, di marca francese - è crasso e punta allo scarico delle tensioni attraverso atti che portano al godimento alimentare e sessuale, come una delle forme di mantenimento dello status quo.

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