Tag Archivi: Leonardo da Vinci e il pene

Il pene commentato da Leonardo. Il pinchellone ingombrante, insubordinato e ribelle che..

L'analisi che Leonardo dedica all'organo sessuale si muove tra il senso fastidioso di ingombro e di insubordinazione del pene e la celebrazione del "ministro della specie umana". Il foglio risalirebbe al 1508, quindi al periodo della maturità dell'autore. Leonardo, nel 1508, aveva 56 anni. Scrive: "Molte volte capita che l'uomo dorma e che lui sia sveglio. Così come capita che l'uomo sia sveglio e sia lui a dormire. Molte volte l'uomo vorrebbe usarlo, ma lui non vuole. Molte volte lui vuole e l'uomo glielo vieta. Quindi pare che questo animale abbia spesso un'anima e una mente separati, rispetto a quelli dell'uomo. E sembra che, sbagliando, il maschio si vergogni di nominarlo. Anzi: lo copre e lo nasconde, anziché onorarlo e mostrarlo con solennità, considerando il fatto che è il ministro della specie umana".

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Leonardo, l’intensa erezione del pene dell’angelo incarnato. Perchè?

Un disegno del Genio rinascimentale, che raffigura una figura angelica ermafrodita con il pene in erezione. Una frase biblica che allude all'incesto - L’opera fu ceduta nell’Ottocento da un’imbarazzata corte inglese a collezionisti tedeschi con altre undici, tutte di soggetto “abominevole”, secondo la definizione della nipote di Goethe, che ne vide una a Weimar - Lo scopritore è Carlo Pedretti, il maggior esperto mondiale di Leonardo, che dichiara a Stilearte: “Giuste e doverose le interpretazioni psicoanalitiche, ma penso che quella volta il Maestro avesse anche una gran voglia di divertirsi”.

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