Tag Archivi: Lo specchio nell’arte

Il significato dello specchio in Balthus. Ragazzine si guardano. Ma non è pedofilia

Le opere di Balthus sono state oggetto di un postumo boicottaggio da parte di gruppi femministi e tradizionalisti statunitensi poichè mostrano adolescenti in pose di abbandono, mentre si guardano allo specchio, con alcune parti del corpo non perfettamente coperte, in ambienti domestici rispetto ai quali manifestano un profondo distacco. Seppur sensuali - forse per chi guarda - le bambine di Balthus sono dominatrici di uno spazio divino, all'interno di un equilibrio nuovo, quello dell'inizio dell'adolescenza. Uno spazio sorprendente, di casta intangibilità, che muterà nel primo contatto con un maschio. Tutto è pertanto inscritto nella sacralità della vergine, sospesa in una propria autonomia superiore

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Milo Moiré, performance. Il desiderio erotico nello specchio. Il video

Alterità erotica del sé, lo specchio insegna a baciare e a portare l'autoerotismo adolescenziale in un punto esterno. Quell'esterno che prelude al contatto con l'altro. Milo Moiré, artista tedesca di origini svizzere, gioca con la propria immagine in un travolgente gioco del doppio/altro che riporta agli schemi percettivi più profondi della scoperta del sesso

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Riflettere sui riflessi. 20 immagini per gli effetti-base ottenuti con uno specchio. Per selfie o foto

Appartenenti agli effetti basici del riflesso, questi 20 esempi costituiscono una simpatica antologia da cui partire per elaborare altre idee o per farsi un selfie surreale o surrealista. Il gioco dello specchio consente, come vedremo, di far sparire il busto di un corpo o di creare un volto cubista

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Fotografarsi in un vecchio specchio. Le immagini di Katia Chausheva, ovattate come pittura. Il video

Katia Chausheva è una fotografa bulgara che ha lavorato intensamente e proficuamente attorno al tema dello specchio come rivelatore dell'anima. L'artista opera in ambienti spogli, con un cromatismo alla Saudek e con effetti assimilabili alla pittura della Scapigliatura. Specchi dalla superficie riflettente abrasa o costellata da macchie rugginose dissolvono la parte corporea penetrando in un luogo intenso, interno, dominato da una dolce malinconia e da sentimenti di intimo affetto e di attesa

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Pol Bury, l’arte del ferro e dell’acciaio specchiante dell’artista surrealista. I motori nascosti. Il video

I quadri realizzati dall'artista alla fine degli anni Trenta e nella prima parte degli anni Quaranta furono esposti al Salone Internazionale del Surrealismo di Bruxelles. Bury cominciò a includere metalli o motori elettrici in molte delle sue sculture, a partire dal 1957. I motori nascosti attivano il movimento  delle opere, che girano, si inclinano o si alzano

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I quadri dipinti sugli specchi dal Settecento a Pistoletto. La tecnica e il gioco di riflessi

Dai dipinti su vetro - realizzati dai tempi degli antichi romani, con oro e pigmenti - alle opere settecentesche sulla superficie degli specchi. Per questi lavori era necessario preparare una miscela vicina alle lacche, utilizzando gomma arabica e colore. Oggi effetti analoghi sono ottenuti miscelando sulla tavolozza la vernice finale al colore ad olio desiderato. La gomma arabica o la vernice finale spary di oggi sono molto aggrappanti e consentono di stendere il colore su superfici idrorepellenti come quelle del vetro. Il piccolo segreto è solo questo. Per quanto concerne i dipinti su vetro, essi vengono realizzati nella parte interna, affinchè il colori non presenti la minima asperità, mentre quelli su specchio generalmente venivano realizzati sulla superficie esterna - evitando, in molti casi di abradere la superficie riflettente - per aumentare la possibilità del gioco con i riflessi

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Paul Chenavard (1807-1895), com’è bello far l’amore guardandosi allo specchio

Ma qui non ci occupiamo di gradi realizzazioni come lo sconfinato disegno per il Pantheon, denso di storia e di religione, quanto di minuscoli acquerelli, alcuni dei quali messi a fuoco con rapidi ed eleganti tratti di penna, che sono in grado di ricavare l'essai erotico di un tempo, nella sua immutabilità. E' l'assoluta freschezza delle invenzioni - pur riecheggiando i cinquecenteschi Modi, cioè il Kamasutra italiano - che rendono merito a questo artista che fu tanto libero in questo pensieri privati e tanto germanicamente greve di filosofia, nelle pubbliche realizzazioni, da apparire insopportabile ai conterranei dell'epoca

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Gli spazi doppi, i fili di Penelope, gli specchi e le opere di rifrazione nella poetica di Paolo Masi

Il titolo Doppio spazio vuole sottolineare l'attitudine di Paolo Masi di far convivere lo spazio dell'arte e quello della vita, il gesto del singolo con le esigenze della collettività, la libertà dalle regole con le regole della libertà. In questa prospettiva, emergono tre aspetti fondamentali e costanti del suo lavoro: l’indagine della vibrazione del colore in dialogo con la storia della pittura e con l'aderenza alla propria attualità, la libertà combinatoria tra linee, superfici e relazione colore-materiali, e infine la dialettica con lo spazio pubblico

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Attraverso lo specchio, nell’arte contemporanea. Il piatto-analisi di Gualtiero Marchesi

Gli specchi di Baj. “Certamente” scriveva nel lontano 1960 il poeta e critico d’arte francese André Pieyre de Mandiargues “si sarebbe già dovuto pensare a meglio utilizzare lo specchio tra gli innumerevoli materiali impiegati nell’arte moderna, tanto più che gli antichi specchi di Venezia avevano già mostrato, dietro le loro figurine incise, profondità pallide e insondabili. Spettava quindi a un italiano di constatarne e utilizzarne la scoperta.

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Il gioiello-scimmia in Rubens avvertiva, con lo specchio, rischi della vanità nelle bambine

la scimmia che è raffigurata sulla manica della nobile bambina, ritratta nel 1601 circa da Rubens, simboleggia prosperità e protezione dalle malattie, come il corallo – rappresentato anche nel Ritratto di Giovanni de’ Medici, dipinto da Bronzino nel 1549 -, rimedio contro malocchio e infermità, proprio grazie ai rametti appuntiti che avevano la capacità di deviare l’influsso malefico [caption id="attachment_27740" align="aligncenter" width="684"]P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni (part.), 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum P.P.RUBENS, Ritratto di Eleonora Gonzaga all'età di tre anni, 1601 ca., olio su tela, cm. 76 × 49,5, Vienna, Kunsthistorisches Museum. Nel cerchio, il gioiello portafortuna che allude, al tempo stesso, alla vanità femminile. La scimmia, infatti si specchia[/caption]

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