Home / Tag Archivi: pittrici donne

Tag Archivi: pittrici donne

Artemisia Gentileschi. Orgoglio donna. Ecco perchè firmò l’autoritratto. Fai clic e ingrandisci

Questa posa dinamica, che pare scattare da una reazione di ribellione, è frutto del temperamento dell'artista che, dopo la violenza sessuale subita da parte di un collega del padre, l'inganno protratto di costui che le aveva promesso un matrimonio riparatore, le deposizioni al processo per violenza, il pubblico dileggio, aveva assunto un'autonomia e un orgoglio che la portarono spesso a difendere i propri spazi e a proclamare la propria presenza come autrice e probabilmente come modella di se stessa. L'autoritratto come Allegoria della pittura fu siglato per evitare che altri ne assumessero la paternità, per ribadire la specificità dell'autrice e probabilmente anche per una forma pubblicitaria. Volto e sigla avrebbero riportato alla sua identità. Com'è noto, a quell'epoca i quadri erano raramente siglati o firmati

Leggi Articolo »

Vita scandalosa e grandi opere di Leonor Fini, pittrice surrealista

Quando Leonor aveva un anno, la madre lasciò il marito in Argentina e, prendendo con sè la bambina, si traferì nella propria casa d'origine, a Trieste. Per evitare che Leanor fosse fatta rapire, la mamma la vestì per diversi anni da maschio. Malinconica e sensibile, Leanor cercò compensazione nella pittura. A 17 anni era a Milano, come ritrattista. Successivamente si trasferì a Parigi - era il 1931-1932 - per poter contare sulla possibilità ddi vivere di pittura, sviluppando il proprio linguaggio in libertà, nella città che, a quei tempi, era la capitale mondiale dell'arte. Lì, conobbe, tra gli altri, Paul Eluard, Max Ernst , Georges Bataille, Henri Cartier-Bresson, Picasso, André Pieyre de Mandiargues, e Salvador Dalí. Viaggiò in Europa in auto con de Mandiargues e Cartier-Bresson. Nel corso di questo viaggio venne fotografata nuda in una piscina da parte di Cartier-Bresson -quell'immagine sarebbe stata venduta per 305.000 nel 2007

Leggi Articolo »

Marie-Ange Daudé, pittura a piuma. Sperimentazione tra Impressionismo e Scapigliatura

L'artista Marie-Ange Daudé riporta i volti del passato in una versione poetica contemporanea, scolpita con pennellate a forma di piuma. La sperimentazione si inserisce in un punto di mediazione tra la pennellata separata, ma sciolta, degli impressionisti, e la pittura a "piuma" degli Scapigliati. Ma se questi ultimi utilizzavano un segno a forma di piuma, pur con inclinazioni diverse, per dare al dipinto un senso di indefinitezza e di morbidezza, Daudé usa questo segno in modo ordinato, come se dovesse accostare pixel. Il video

Leggi Articolo »

Orazio e Artemisia Gentileschi, padre e figlia: ombre, bagliori e trasparenze

Il padre, Orazio, fu folgorato dall’incontro con Caravaggio, senza però rinnegare la formazione toscana: compostezza compositiva e ricorso ad una luce sempre più chiara sono gli elementi che definiscono la peculiarità della sua creazione - La figlia, Artemisia, superò di slancio i pregiudizi sociali ed un terribile dramma personale per affermarsi tra i pittori più significativi del tempo

Leggi Articolo »

Frida Kahlo vista dall’amante fotografo Nickolas Muray. La storia. Le foto

Nel maggio 1931, Nickolas Muray, (Seghedino, 15 febbraio 1892 – New York, 2 novembre 1965), fotografo di origine ungherese, viaggiò in Messico dove incontrò l'artista Frida Kahlo, (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954) una donna che non avrebbe mai dimenticato. Figlio di un postino, Nickolas era emigrato negli Stati Uniti, facendo l'incisore e successivamente il fotografo. Scelse di immortalare le dive ed ebbe fortuna. L'incontro con Frida, che divenne passione amorosa ed amicizia, fu favorito da tanti elementi in comune. Il papà delle pittrice, infatti era un fotografo ungherese come Muray. Tra le più belle e intense fotografie di Frida figurano, appunto quelle scattate da Nickolas, che pose in luce i tratti caratteriali della donna, le sue passioni. E che utilizzò il colore come elemento in grado di fare luce su una donna che viveva in un mondo di divine policromie

Leggi Articolo »

Marica Fasoli, le avventure divine degli origami dipinti

Il realismo è a un punto tale, al di là di se stesso, che i dipinti appaiono davvero carte giapponesi piegate o pezzi di cielo di Giulio Romano dominati da Zeus, brillanti, diamanti gemme geometriche, che spesso assumono i colori déco dei tessuti della de Lempicka. Non ho usato volutamente termini quali trompe-oeil, illusione ottica, inganno visivo. Perchè il fine di Marica Fasoli - pur imponendo sé stessa come virtuosa - non è quello di un prestigiatore che fa apparire o scomparire la materia. In lei si fa avanti questa programmatica nobilitazione dei materiali visivi all'apparenza poveri, ai quali riservare una tale celebrazione ottica da trasformarli in qualcosa che è battuto da un vento-luce divino. Marica Fasoli interpreta il rapporto tra ordine e caos

Leggi Articolo »

Il filo e la corda nell’arte contemporanea. Le opere di Yolanda Carbajales Ferreiro

Yolanda Carbajales Ferreiro (Caracaa, 1968), laurea in Belle Arti a Salamanca nel 1991, è un'artista venezuelana che è passata da una figurazione tradizionale - di matrice collocata tra realismo e surrealismo poetico - a un'indagine condotta sulle forze espressive prodotte da fili e corde. Disegni, dipinti, ready made riproducono e colgono le torsioni della filatura. E' da notare che, spesso, corde e filo sono utilizzati come mezzi espressivi dell'arte femminile, come ciò che unisce e separa, che cuce e che strappa. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Spagna e in altri paesi, tra cui Portogallo, Inghilterra, Svezia, Francia e Italia

Leggi Articolo »

Yolanda Dorda, quando la pittura arde pensieri di dolce fuoco. Le opere

Yolanda Dorda è un'ottima artista spagnola, che lavora con pennellate larghe e rapide, ottenendo notevoli effetti di composizione dell'immagine, sulla retina dello spettatore, a distanza. L'ampliamento del segno impressionista crea un notevole movimento di corpi e di luce nelle sue opere, anche grazie al coinvolgimento percettivo del fruitore che completa gli spazi mancanti, attraverso l'azione attiva della propria mente. Ciò produce un senso di pienezza e di piacere. Dorda non lavora soltanto alla pittura sensuale, anche se mostra una notevole specializzazione nella figura e nel nudo.

Leggi Articolo »