Tag Archivi: pittura bresciana

Vincenzo Foppa e i Caylina. Dynasty tra pittori-parenti e pittori-serpenti

Non semplice lite, ma caso giudiziario senza esclusione di colpi. La vecchia madre dei Caylina, infatti, aveva lasciato in eredità la casa di famiglia, invece che ai figli, a Vincenzo, in cambio del suo mantenimento. Tale volontà fu contestata da Bartolomeo. Già dal 1481 Foppa si era rivolto nientemeno che al duca Gian Galeazzo Sforza affinché fosse interrotto il comportamento molesto del cognato, che non solo lo accusava di non aver rispettato i patti di mantenimento, ma addirittura di aver “venduto la casa di Sant’Agata”

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Pitocchetto – La storia della committenza e dei passaggi del ciclo Salvadego di Padernello

Il Ciclo di Padernello è da ritenersi, all’interno dell’articolata e a volte inaspettata, vicenda pittorica di Giacomo Ceruti (1698-1767) una raccolta di opere intesa come “summa artistica”, senza chiaramente dimenticare e sottovalutare alcuni efficaci ritratti nobiliari, altre tele di soggetto pauperistico, le nature morte, e qualche esempio di pittura religiosa. Il Ciclo è composto da quindici grandi tele, acquisite da Bernardo Salvadego, attraverso l’antiquario Achille Coen, all’asta della collezione Avogadro, Fenaroli -Avogadro, Maffei Erizzo che si tenne il 20 aprile 1882, in Palazzo Fenaroli, a Brescia

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Il Savoldo a Quinzano. L’attribuzione e l’analisi di Sandro Guerrini

Lo studioso: "E' proprio all’alba del ritorno della Signoria di Venezia sul territorio bresciano (1516-1517) che il pittore più misterioso ed affascinante del Cinquecento bresciano dispiega un canto trionfale di gioia e di colore in una tavola fino ad oggi dimenticata dalla storiografia artistica. Si tratta della pala dell’altar maggiore della Parrocchiale di Quinzano d’Oglio – un tempo attribuita dubitativamente al Moretto ed oggi passata come opera del Ferramola - che celebra il Cristo risorto ed i Santi Faustino e Giovita in armi, al culmine dell’entusiasmo per la liberazione dagli stranieri e per lo scampato pericolo della peste del 1512- 1513".

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Francesco Filippini, il dossier. Uno splendido pittore morto a 42 anni di tisi

Nonostante Filippini sia morto in giovane età, durante la sua attività durata circa un ventennio, lavorò moltissimo. Ma così come scarne sono le notizie biografiche, così risulta piuttosto arduo riuscire a contestualizzare le numerosissime tele che instancabilmente realizzò nell’arco di tempo compreso tra il 1878 il 1895. Questa difficoltà nasce innanzitutto dall’abitudine del pittore bresciano di firmare solo raramente e di non datare quasi mai le sue composizioni

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Arnaldo Zuccari

La vita Arnaldo Zuccari nasce a Brescia nel 1861. Il padre Innocente praticava la professione di orefice presso la chiesa di San Lorenzo. Di famiglia agiata, Arnaldo non ebbe in giovinezza di che preoccuparsi per il suo avvenire. Oltre alla casa in città, la famiglia possedeva una proprietà a San Zeno, rustico e residenza padronale; luogo estivo molto amato e ...

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