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Tutto su “pittura erotica”

Félicien Rops, disegni erotici

Félicien Joseph Victor Rops (1833-1898) è stato un pittore, incisore e disegnatore belga, che ha interpretato, talvolta con senso angosciante, talora con dirompente carica eversiva la sessualità come arma dell'ordinaria, quotidiana follia. Divenuto amico di Baudelaire, Rops respirò il mondo di valori ribaltati proposto dal poeta francese; valori di verità contro la superficiale copertura etica del borghese; per questo egli recupera in modo prepotente il supremo fleur du mal, la vagina, misurando le cadute del mondo al cospetto di essa

Harem e antichi postriboli nell’arte

Parente ricco e nobile del postribolo - del quale la popolazione maschile ottocentesca erra assidua frequentatrice - l'harem costituiva un sogno di più alta cifra semantica e onirica. Fu per questi rinvii numerosi nell'immaginario e per il sogno malcelato del maschio occidentale di avere a disposizione più donne contemporaneamente soggiacenti ai suoi desideri, che la pittura esplorò, con pura immaginazione, i luoghi chiusi dei sovrani orientali, accrescendoli di decorazioni, orpelli e di donne

Dalì sex show

Dalla paura ossessiva per il corpo femminile dell’età dell’adolescenza all’ostentazione voyeuristica dell’estrema vecchiaia. La produzione erotica del pittore spagnolo tra psicoanalisi, provocazione e assai meno nobili finalità commerciali

L'abito del monaco per la principessa libertina, che si spogliava per amanti e pittori

Nipote del Re Sole, intima di Voltaire, la bellissima e disinibita Mademoiselle de Charolais era solita in privato indossare un saio di frate francescano. Non per zelo religioso, ma per potersi spogliare più velocemente, senza sfidare l’impazienza dell’amante di turno. E i più famosi pittori facevano a gara a ritrarla in quella veste inconsueta

Disegni erotici cinesi. Le stampe, il video

Ricavate da tavole singole o da illustrazioni librarie, queste incisioni erotiche cinesi sono comprese temporalmente in un periodo che si colloca tra il XVII e il XVIII secolo. Appare subito evidente che esse non tendono a un'esposizione manualistica dell'eros e degli "infiniti modi", per dirla con l'Aretino, ma costituiscono la raffigurazioni di gioia