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Colorismo in pittura – Il colorismo veneto. Definizione, concetto ed esempi

Il colorismo è una modalità tecnico-pittorica - che ha caratterizzato, in passato soprattutto la scuola veneta - che assegna all'atto pittorico un'importanza maggiore rispetto al reticolo disegnativo steso, in preparazione, sul supporto del dipinto. La pittura viene così generalmente stesa senza che sulla tela o sulla tavola, al contrario della pittura dell'Italia centrale, molto vincolata al disegno - sia realizzato un minuzioso disegno preparatorio. Sicchè si può affermare che mentre i grandi maestri del rinascimento fiorentini o romani, di fatto, coloravano un disegno, restando ad esso vincolati, i veneti procedevano a plasmare la luce-colore con minori vincoli, utilizzando più il pennello che il lapis o il carboncino.

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Tiziano & C., la scelta vincente della pittura tonale

Cosa differenzia la pittura veneta dalle altre scuole? Soprattutto un nuovo uso della luce: ogni quadro è contrassegnato da un’unica fonte luminosa e il colore dominante, attraverso toni, semitoni e riverberi, s’estende ad ogni punto del dipinto - Ciò contro il chiaroscuro leonardesco - L’espressività e il realismo dell’arte lombarda e la grande, sensuale retorica della Laguna - Flavio Caroli ci porta in viaggio tra Bellini e il “profondo Leonardo lombardo”. Passando per Giorgione ecco il solenne magistero di Tiziano.

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