Tag Archivi: Roberto Manescalchi

Il Leonardo Lucano non è purtroppo un amaro. Dalle impronte digitali al restauro digitale

Possibile che sia del genio di Vinci o che al genio un oscuro artefice abbia avuto l’ardire di mostrare la povertà della sua opera e che il genio abbia tenuto, sicuramente per poco, l’opera in mano? Le parole hanno tutte semantica e significato ben preciso e va da sé che leggendo il vocabolario si possono apprendere le diversità che intercorrono tra compatibilità e identità e questo malgrado le indicazioni di Arma e Università che in questo caso sembrerebbero essere indirizzate ad avvalorare la tesi del presunto autoritratto

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Vergine delle rocce: dal numero magico ai misteri del quadro-enigma di Leonardo

Roberto Manescalchi ci porta in un viaggio appassionante dedicato al celeberrimo dipinto: dal confronto tra l'opera del Louvre con quella londinese alla ricostruzione del progettato polittico, dai disegni alle repliche e alle copie che costituiscono un'enciclopedia di variazioni stilistiche attorno allo stesso modello che ebbe un impatto sconvolgente sulla pittura

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La Gioconda e le sue sorelle. Gemelle. O più giovani o vecchie. Qual è la vostra Monna Lisa ideale?

Il successo di Monna Lisa, che nacque a ridosso dell'esecuzione del ritratto stesso e che raggiunse l'apice con il furto del quadro, non conobbe requie. La dipinsero in tante maniere, tenendo il cardine della stella polare vinciana. Ed è comunque bello osservare il variare di forma, di sorriso, d'espressione nella stessa modella

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Salvator Mundi. Quante copie antiche da Leonardo! Pazzesco. Scegli la migliore. Nell’articolo

2019, Festeggiamenti in onore di Leonardo… Ciaccie fritte, bombarde, fuochi d’artificio, ricchi premi & cotillons. Intervenite numerosi. E che dire del buon Salvatore del mondo comprato per una cifra spaventosa dagli arabi? Roberto Manescalchi è andato a caccia delle copie, delle revisioni, delle interpretazioni che in circa un secolo si svilupparono dal disegno di Leonardo. E tra questi quadri qual è l'originale? Ciò che è stupenda è la carrellata di varianti sul tema. Chi ha l'occhio, entri e guardi. Un vero spettacolo

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Pittura, la prova assurda del Bianco di Titanio. Falsi, falsari, caccia alle streghe e Santa Inquisizione.

La presenza del Bianco di Titanio nelle opere d'arte è considerata una prova negativa, rispetto ai dipinti di pittori che operarono fino ai primi anni del Novecento. Il brevetto risale agli anni della Belle Epoque, ma la registrazione ufficiale di un prodotto non preclude una possibilità al suo utilizzo precedente, anche con altre formule di estrazione. Perchè Sargent lo utilizzava nel 1882? E perchè alcuni testi dicono che il Titanio fu estratto nel settecento? Spesso si assolutizzano i dati, per vere ordalie con il fine di "annegare" un'opera. Ma perchè il bianco di Titanio è considerato compatibile con un dipinto, ad esempio di Sargent, del 1882 e non con i dipinti parigini di Modigliani, quando il suo stesso amico Picasso lo utilizzava, mentre gli stava accanto? Quando la scienza è nel letto di Procuste. E tira la coperta, dove fa comodo

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Modigliani e la scandalosa modella Elvira. Ritratto inedito e foto di nudo. I nuovi indirizzi della ricerca

La più bella prostituta di Parigi: Elvira’, 'La Quique' - la dolce cicalina - tradotto molto liberamente. Un inno divino alla sensualità e un viso d’angelo. Crediamo di non sbagliare a ritenere che sia lei nelle due vecchie foto che vi proponiamo. Ci sovviene prepotentemente la rappresentazione del suo nudo disteso. Secondo la figlia dell’artista suo padre ed Elvira si sarebbero rinchiusi, muniti di tele, colori, alcool e droghe nello studio della place J.-B. Clément. Lo studio testimone dell’incontro con Elvira, secondo altri, potrebbe essere, invece, quello di Rue Ravignan (spesso confuso con il primo menzionato) e quindi l’incontro posticipato al 1914. Propendiamo per la prima ipotesi perché abbiamo buoni motivi per sostenere che il nostro nudo sia stato in proprietà di Paul Alexandre e non di Paul Guillaume che nel frattempo era subentrato al primo amico e mercante del livornese

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Per un’iconografia del culo. Brevissima storia delle natiche nell’arte. Tra peso e levità

Tre muscoli che si sono sviluppati in loro insieme alla capacità di camminare erette, magari con un tacco 11, di ancheggiare e di farci girare la testa; di come Lutero sia passato alla storia anche per aver spesso mostrato le chiappe al demonio e fatto leva sull’invidia suscitata con il gesto per far si che il maligno distogliesse lo sguardo dalla sua persona; di Giano bifronte che per guardarsi il culo non aveva bisogno di quegli specchi che sembra, invece, fossero cari a Gabriele D’Annunzio; di come presentare le natiche in un atteggiamento di inchino abbia sempre significato segno di remissione, l’antropologia culturale ci insegna poi del come, in alcune società tribali, l'inchino di saluto venga fatto volgendo addirittura le spalle alla persona cui è rivolto

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Vero o falso o vero e falso assieme? I casi del Salvator Mundi attribuito a Leonardo e dei Modigliani

Ha compreso dott. Carlo Pepi perché la deve finire con i falsi Modigliani? La deve finire con i falsi Modigliani perché alla fine, a forza di arrabbiarsi, ne risentono le coronarie… io sono un po’ più giovane, ma la capisco bene. Più giovane, ma conduco vita insana e rischio di arrabbiarmi e che mi saltino quanto e più di Lei. Leonardo, Boltraffio, Luini, 450 milioni da Christie’s e 45 sterline da Sotheby’s… in questo mondo confuso è ormai tutto vero e tutto falso senza remissione dei peccati. Perché ho tirato in ballo Pepi, commercialista, autodidatta in arte e maggior esperto (autoproclamato, ma concordo) di Modigliani al mondo? Perché dopo i circa venti presunti falsi di Genova, quelli di Spoleto (indagini e processi che mi pare ancora in corso) ha denunciato in questi giorni ulteriori due presunti falsi che sarebbero presenti in un'altra mostra

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Madonna del parto di Piero della Francesca. Toccarle l’ombelico su un video dalla stanza accanto

"Avevo visto l’affresco in video, ma ora mi sarei finalmente immerso -dice Roberto Manescalchi - Mi sono messo di buon grado ad aspettare il mio turno per accedere al touch screen. I ragazzi delle scuole se ne sono andati dopo una quarantina di minuti transitando distrattamente per la stanza che ospita l’affresco… alcuni senza neppure un occhiata. Tra quelli che non hanno guardato sono stati gli insegnanti per primi. Passando parlavano della sosta per la cena, durante il viaggio di ritorno, ignorando bellamente la sacra icona, ma erano appena emersi".

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Dov’è che Piero dipinse la sua Resurrezione? Fu staccata, allora? Fessure e altre prove dicono che…

Quel che ci pare, invece, dia il colpo di grazia è l’esame comparato del quadro fessurativo generale della parete che non prevede la possibilità di alcun inserto per le due categorie di lesioni rilevate: quelle quadrate in senso verticale orizzontale evidenziate in blu che ricalcano l’apparecchio murario retrostante e quelle diagonali che nella resurrezione scendono da destra a sinistra che invece sono di trascinamento di un pannello solidale alla parete e dello stesso tipo di quelle che presenta il resto della parete (qui omesso, ma che abbiamo) evidenziate in rosso. Alla faccia di chi sostiene, ci pare di averlo letto o sentito, ma non abbiamo voglia di cercare il riferimento, che la parete dove è dipinto l’affresco non sia ben ancorata alle adiacenti. La foto che ha consentito il rilievo delle lesioni è una foto eseguita negli anni 90 del secolo scorso

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