Tag Archivi: Roberto Manescalchi

La figlia di Gigi Porco e le osterie dei macchiaioli. Alla ricerca del tempo perduto

Carlo Lorenzini in “Occhi e nasi” ricorda altre due osterie in cui si poteva tirar tardi, probabilmente presenti nella stessa area e o in aree limitrofe: Beppe sudicio e Cencio Porcheria. La scarsa igiene dei locali, considerati i nomi, era probabilmente una costante, ma delle ultime due non ci è stato dato di reperire ulteriori tracce. Dalle caricature di Tricca al Corpus macchiaiolo di Carlo Pepi

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Nella reggia di Sua Maestà Carlo Pepi, il cacciatore mondiale di falsi Modigliani

Tra i fondatori e poi direttore della casa di Modigliani a Livorno, diede le dimissioni dall’incarico perché in disaccordo su alcune attribuzioni avallate da altri, i nomi non servono, nel novero dello staff. Da decenni ormai difende strenuamente quel mondo, che fu suo a pieno titolo, denunciando ogni nuovo falso e, purtroppo, ne compaiono senza soluzioni di continuità. Fu Jeanne la figlia di Dedo, così chiamano confidenzialmente a Livorno Amedeo Modigliani, a volerlo negli Archivi Legali da lei fondati e a ribadire il suo desiderio di averlo ancora al fianco in una lettera scritta il giorno prima della sua tragica morte conferendogli, in qualche modo, una sorta di investitura morale

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L’uccello di Leonardo e le “teste de cazo” nell’arte del Rinascimento

La testa fallica ci pare rappresentazione del: Totus. in. Toto. et. Totus. in. Qualib(et).Parte. Evocazione scolastica dell’essenza dell’anima: “tutto in tutto, e tutto in qualsiasi parte” idea che arriva a Firenze nel 1439 con le casse dei libri caricate sulle venti mule che si dice seguissero il Cardinale Bessarione. Nelle corde di Leonardo certamente, in quelle di Salviati non sappiamo e comunque idea che mutua dall’antico ben prima della nascita di Salviati

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Tutto sulla Madonna dei Fusi di Leonardo. Originale perduto? E’ tra repliche e copie?

Purtroppo l’originale di Leonardo è andato perduto e conosciamo l’opera solo attraverso le numerose repliche dei suoi allievi cosicché più che della “Madonna dei Fusi” potremmo dire che presentiamo oggi tutta una serie di “Madonne dei Confusi”. Anche se potrebbe essere successo che Leonardo abbia supervisionato l’opera di qualche allievo e o possa anche essere intervenuto direttamente nella realizzazione/correzione di un qualche particolare la produzione della sua bottega è di qualità manifestamente inferiore e certo non può essere paragonata con quella del maestro. Le copie possono solo rendere una vaga idea di quel che il maestro poteva aver realizzato.

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Il Leonardo Lucano non è purtroppo un amaro. Dalle impronte digitali al restauro digitale

Possibile che sia del genio di Vinci o che al genio un oscuro artefice abbia avuto l’ardire di mostrare la povertà della sua opera e che il genio abbia tenuto, sicuramente per poco, l’opera in mano? Le parole hanno tutte semantica e significato ben preciso e va da sé che leggendo il vocabolario si possono apprendere le diversità che intercorrono tra compatibilità e identità e questo malgrado le indicazioni di Arma e Università che in questo caso sembrerebbero essere indirizzate ad avvalorare la tesi del presunto autoritratto

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Vergine delle rocce: dal numero magico ai misteri del quadro-enigma di Leonardo

Roberto Manescalchi ci porta in un viaggio appassionante dedicato al celeberrimo dipinto: dal confronto tra l'opera del Louvre con quella londinese alla ricostruzione del progettato polittico, dai disegni alle repliche e alle copie che costituiscono un'enciclopedia di variazioni stilistiche attorno allo stesso modello che ebbe un impatto sconvolgente sulla pittura

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La Gioconda e le sue sorelle. Gemelle. O più giovani o vecchie. Qual è la vostra Monna Lisa ideale?

Il successo di Monna Lisa, che nacque a ridosso dell'esecuzione del ritratto stesso e che raggiunse l'apice con il furto del quadro, non conobbe requie. La dipinsero in tante maniere, tenendo il cardine della stella polare vinciana. Ed è comunque bello osservare il variare di forma, di sorriso, d'espressione nella stessa modella

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Salvator Mundi. Quante copie antiche da Leonardo! Pazzesco. Scegli la migliore. Nell’articolo

2019, Festeggiamenti in onore di Leonardo… Ciaccie fritte, bombarde, fuochi d’artificio, ricchi premi & cotillons. Intervenite numerosi. E che dire del buon Salvatore del mondo comprato per una cifra spaventosa dagli arabi? Roberto Manescalchi è andato a caccia delle copie, delle revisioni, delle interpretazioni che in circa un secolo si svilupparono dal disegno di Leonardo. E tra questi quadri qual è l'originale? Ciò che è stupenda è la carrellata di varianti sul tema. Chi ha l'occhio, entri e guardi. Un vero spettacolo

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Pittura, la prova assurda del Bianco di Titanio. Falsi, falsari, caccia alle streghe e Santa Inquisizione.

La presenza del Bianco di Titanio nelle opere d'arte è considerata una prova negativa, rispetto ai dipinti di pittori che operarono fino ai primi anni del Novecento. Il brevetto risale agli anni della Belle Epoque, ma la registrazione ufficiale di un prodotto non preclude una possibilità al suo utilizzo precedente, anche con altre formule di estrazione. Perchè Sargent lo utilizzava nel 1882? E perchè alcuni testi dicono che il Titanio fu estratto nel settecento? Spesso si assolutizzano i dati, per vere ordalie con il fine di "annegare" un'opera. Ma perchè il bianco di Titanio è considerato compatibile con un dipinto, ad esempio di Sargent, del 1882 e non con i dipinti parigini di Modigliani, quando il suo stesso amico Picasso lo utilizzava, mentre gli stava accanto? Quando la scienza è nel letto di Procuste. E tira la coperta, dove fa comodo

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Modigliani e la scandalosa modella Elvira. Ritratto inedito e foto di nudo. I nuovi indirizzi della ricerca

La più bella prostituta di Parigi: Elvira’, 'La Quique' - la dolce cicalina - tradotto molto liberamente. Un inno divino alla sensualità e un viso d’angelo. Crediamo di non sbagliare a ritenere che sia lei nelle due vecchie foto che vi proponiamo. Ci sovviene prepotentemente la rappresentazione del suo nudo disteso. Secondo la figlia dell’artista suo padre ed Elvira si sarebbero rinchiusi, muniti di tele, colori, alcool e droghe nello studio della place J.-B. Clément. Lo studio testimone dell’incontro con Elvira, secondo altri, potrebbe essere, invece, quello di Rue Ravignan (spesso confuso con il primo menzionato) e quindi l’incontro posticipato al 1914. Propendiamo per la prima ipotesi perché abbiamo buoni motivi per sostenere che il nostro nudo sia stato in proprietà di Paul Alexandre e non di Paul Guillaume che nel frattempo era subentrato al primo amico e mercante del livornese

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