Tag Archivi: Sculture erotiche

Dopo 80 anni di ricerche riappare in soffitta il grammofono erotico dei surrealisti

Jamais è un grammofono a trombone. La campanula acustica aspira una donna nel meccanismo. Sul piatto, rotante,due seni o due natiche vengono accarezzate da una mano. La svolta delle indagini sull'opera d'arte compiuta è avvenuta nel momento in cui, tra le mani del direttore del museo sono giunte due fotografie inedite scattate, nel 1947, da Nick de Morgoli e conservate in una collezione privata. Nelle immagini, il grammofono appariva nello studio di Picasso; in una delle due foto è presente lo stesso pittore catalano che osserva l'oggetto

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Il tempestoso parco delle sculture del pene, in Sud Corea. 300 statue del fallo placano una vergine. Video

Tutto nasce da un'antica leggenda in base alla quale il simulacro del pene venne donato ritualmente allo spirito di una giovane vergine per placare il suo tormento sessuale e il suo attaccamento alla vita. La futura sposa sarebbe caduta dalle rocce della scogliera, mentre il fidanzato era più sotto, in una baia vicina, per raccogliere alghe. La morte della ragazza fu seguita da terribili tempeste con venti forte e onde gigantesche. I pesci diradarono fino quasi a scomparire. Fu allora che sacerdoti e pescatori ritennero che il tormento fosse provocato dallo spirito della giovane vergine. Nel punto in cui era morta - all'Aebawi Rock, non lontano dal luogo in cui si tiene una cerimonia religiosa due volte all'anno - portarono peni di legno, in forma di statua o di pesce. Il pene e il pesci sono strettamente correlati sotto il profilo simbolico, al punto che in zone marine il pene viene chiamato pesce, nello stesso modo in cui il nome volgare più diffuso, in terraferma, è uccello Il parco ispira richiama soprattutto le donne che costituiscono il 60 per cento dei 12 mila visitatori annui. Gli antropologi non escludono che falli di legno fossero utilizzati realmente dalle giovani donne, quando i mariti erano distanti. Statuette e peni lignei sarebbero stati pertanto anche sussidi alla fedeltà monogamica

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Spartak Dermedjiev. L’arte erotica è un’arma contro il totalitarismo. A partire dai Soviet. Sculture e disegni

Nato nel 1954 a Sofia, in Bulgaria, si è diplomato all'accademia di Belle arti nel 1982. E' cresciuto pressato dall'estetica di stampa comunista. E si è ribellato. Fino a lasciare il proprio paese e liberarsi dall'ossessione dell'opprimente comunismo, scegliendo Parigi come luogo della libertà espressiva". "Sono nato all'ombra dell'arte totalitaria. - racconta con dolore - Mi è stato insegnato a sacrificare il mio talento per le necessità dell'arte totalitaria. Come gli antichi gladiatori, fui sacrificato. La società voleva sangue e l'ha ricevuto. La mia vita è stata deliberatamente sprecata e la mia creatività è stata irrevocabilmente contaminata. Il mio lavoro è diventato il mio unico combattimento. Ma se sei già stato contrassegnato come una vittima, rimani vittima fino alla fine, anche se i sistemi politici sono cambiati. E oggi sento ancora la "agghiacciante brezza dell'Ombra".E oggi la mia arte è la mia unica resistenza"

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