Tag Archivi: Sesso: immagini divertenti

Thomas Rowlandson – Sesso gioioso e comico tra Settecento e Ottocento

Gli abiti, le sottane alzate, i cappelli o le acconciature, non dimostrano soltanto la rapinosità del raptus erotico, la sua impertinente apparizione in contesti che gli non gli appartengono normalmente; ma intende sottolineare che tutti cadono nel peccato; e con grande gioia; cameriere, contesse, principesse, frati, timide ragazzine; tutti travolti dall'istinto, sempre all'improvviso, che porta alla consumazione di un piacere imprevisto, poichè l'eros ha la parvenza di essere sempre, in Rowlandosn, qualcosa di clandestino, furtivo, imprevedibile, fuori dalle corrette convenzioni sociali

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Moreau Le Jeune, il sesso elegante nel 1789, anno della rivoluzione

Le opere sono molto definite nei tratti perchè sono state realizzate con una penna e un inchiostro bruno. Le ombre sono state ottenute acquerellando un lieve chiaroscuro teso a matita, Una delle tre presenta una data terribile e inequivocabile. Il 1789, anno della rivoluzione che avrebbe accresciuto i poteri della borghesia, creando però drammi incommensurabili. Verrebbe da pensare che l'autore di questa sequenza - masturbazione di lei, masturbazione di lui, penetrazione - sia stata disegnata prima di luglio, mese di presa della Bastiglia. Comunque sia l'opera è perfettamente settecentesca e ancien regime. L'incontro avviene su un elegante e non amplissimo sofà. Ai muri sono appesi quadri o stampe di soggetto erotico.

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Albero dei peni e dell’abbondanza a Massa Marittima: significato politico, storia

La visione dell’opera parietale ha portato immediatamente a costatarne la singolarità e l’apparente complessità – dice Bernardelli Curuz - Abbiamo visto la prima scena, quella relativa al litigio. La seconda è rappresentata dall’albero di foglie decidue che divide lo spazio semicircolare sul quale fu steso l’affresco, pianta sulla quale prosperano due dozzine di falli in erezione, con il glande scoperto e la sacca scrotale in evidenza. L’albero è la capillare opera di convogliamento idrico di piccoli vasi nell'ambito della realizzazione di una rete idrica ordinata dal podestà

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Paul Chenavard (1807-1895), com’è bello far l’amore guardandosi allo specchio

Ma qui non ci occupiamo di gradi realizzazioni come lo sconfinato disegno per il Pantheon, denso di storia e di religione, quanto di minuscoli acquerelli, alcuni dei quali messi a fuoco con rapidi ed eleganti tratti di penna, che sono in grado di ricavare l'essai erotico di un tempo, nella sua immutabilità. E' l'assoluta freschezza delle invenzioni - pur riecheggiando i cinquecenteschi Modi, cioè il Kamasutra italiano - che rendono merito a questo artista che fu tanto libero in questo pensieri privati e tanto germanicamente greve di filosofia, nelle pubbliche realizzazioni, da apparire insopportabile ai conterranei dell'epoca

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Magritte erotico, i disegni nascosti del grande surrealista. I sogni sessuali. Il video

René Magritte, surrealista altamente e ordinatamente onirico - di un onirismo apollineo e metafisico - esplorò anche i sogni erotici, attraverso disegni in parte pubblicati e - probabilmente - in parte conservati gelosamente da collezionisti e archivi. La produzione erotica avrebbe caratterizzato una ricerca compiuta soprattutto negli anni Quaranta. In occasioni di alcune mostre le tavole furono esposte, in sale riservate e comunque con avvertimenti al pubblico

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Il divertente anti-disney. Le svolte irriverenti delle fiabe-cartoon nelle opere di Loaiza. Il video

Concetto tipicamente di sinistra, quello dell'anti-eroe. O quella ricerca della critica a miti consolidati dell'Occidente, che spesso diventa una modalità di maniera aggressivamente "progressista". Comunque sia, se non ne radicalizziamo il messaggio "contro", risulta simpatico pensare alla variante, non reale, ma realmente probabilistica di una sorta di degrado o di slittamento dell'ideale. José Rodolfo Loaiza Ontiveros è un artista messicano che rivede maliziosamente i personaggi di Disney, in contesti macabri, irriverenti, crudamente materiali

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Milo Moirè – L’arte di deporre uova colorate dalla vagina. Il video

Essa non agisce più semplicemente con il corpo, ma sul corpo, lambendo pertanto le performance della citata Abramovich attraverso esperienze che fanno pensare all'autolesionismo. Poichè la semplice nudità non bastava più, Milo ha deciso di svuotare le uova di gallina, di siringarle con colori acrilici e di inserirle nella vagina, per poi eiettarle su una carta dove si spezzano, sprizzando colore. Il foglio, terminata la perfomance viene piegato in due ottenendo un disegno informale che ricorda spesso, poichè simmetrico, l'apparato genitale femminile interno, dominato dalle ovaie, nelle tavole anatomiche

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Bunga-bunga. Cosa significa esattamente? E com’era disegnato tra Ottocento e Novecento?

L'espressione bunga bunga ha radici linguistiche, da noi, ottocentesche e deriva, nel periodo colonialista e dei grandi viaggi,da singolari espressioni esotiche che assunsero, trasposte nelle lingue occidentali, un'evidenza onomatopeica scherzosa, a volte sessuale e grottesca. Nell'Ottocento e nel Novecento si sedimentò, grazie a barzellette e a battute di spirito, un significante simile a festino sessuale, in cui pubblicamente si consumassero rapporti sessuali, con la sottomissione di alcuni appartenenti al gruppo stesso. L'onomatopea bunga bunga riporta a un linguaggio primordiale, che riflette la reiterazione della penetrazione

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Il quiz. Cosa guardavano questi due pompeiani mentre facevano l’amore?

Lui ha il braccio ripiegato dietro la testa, in posizione di appagante abbandono - tipica postura maschile - ma guarda davanti a sé. E sorride  E' un momento di gioia che non è soltanto legato al piacere sessuale. Sorride, osserva con uno sguardo empatico qualcosa o qualcuno che sta fuori dal nostro punto di vista. Lei sembra rapita dall'ascolto di qualcuno che parla. E' l'atteggiamento di chi presta attenzione a un racconto interessante. E la voce di marmo sembra giungere dallo stesso punto fuori scena verso il quale il giovane indirizza sguardo e sorriso.  I moti dell'anima sono perfettamente colti dallo scultore. Le espressioni sono inequivocabili. E ciò aiuta a ricostruire la scena

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Cynthia Plaster Caster, la scultrice timida che faceva calchi dei peni di Hendrix & Co.

Fu per vincere una granitica timidezza nei confronti del mondo e nei confronti dei maschi. Attraverso la scultura e la libertà sessuale sbriciolò ogni ritegno. L'idea le venne durante un'ora d'arte, a scuola, una di quelle ore tristi in cui le sembrava che tutto il mondo le crollasse addosso. Non era facile vivere in famiglia, con un padre instabile a causa dell'alcool. Non era facile sentirsi addosso quell'America pre-'68, ancora più falsa e opprimente di quanto sia oggi. E così iniziò la sua fuga, la vittoria sulla ritrosia patologica. Cynthia Plaster Caster (il suo vero cognome è Albritton, ed è nata a Chicago, il 24 maggio 1947) intendeva, negli anni della Pop art,celebrare i peni delle grandi star del rock per farne un museo.

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