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Trovato a Dresda il teschio che Bernini scolpì nel marmo di Carrara per Papa Alessandro VII

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Un teschio di marmo proveniente dalla collezione di sculture fino al 1800 della Staatliche Kunstsammlungen Dresden (SKD) può ora essere attribuito allo scultore Gian Lorenzo Bernini (1598–1680).
In occasione di questa scoperta, il 28 maggio 2021 al Semperbau allo Zwinger e dal 1 giugno in forma digitale al www.skd.museum viene inaugurata la mostra speciale “Bernini, il Papa e la morte” .

Il capolavoro , precedentemente creduto perduto, è un teschio realizzato in marmo bianco di Carrara. È a grandezza naturale e progettato in modo così realistico che può essere scambiato per un vero teschio umano. Nulla sembra schematico e nessun dettaglio è stato trascurato: dalle suture craniche delicatamente arricciate agli zigomi sottosquadro al setto nasale sottile. La testa è cava e anatomicamente corretta anche nella parte inferiore.

L’opera è stata attribuita anche grazie alla particolare provenienza: il teschio in marmo proviene dalla collezione Chigi di Roma, che Federico Augusto I di Sassonia, meglio noto come Augusto il Forte, acquistò nel 1728 tramite il suo agente il barone Raymond Le Plat. Si trattava di un’importante raccolta di 164 sculture antiche, a cui si aggiungevano quattro opere contemporanee. Il teschio, totalmente integro, appare nel ritratto che un allievo di Bernini fece al papa. (Nell’immagine qui sotto)

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Guido Ubaldo Abbatini, Papa Alessandro VII con teschio del Bernini, 1655/56 © Collezione d’arte del Sovrano Ordine di Malta, Roma (Sovrano Ordine di Malta – Gran Magistero), Foto: Nicusor Floroaica

Come è stato ora dimostrato grazie ad un’attenta ricerca, un “teschio famoso” menzionato all’epoca proveniva in realtà dalla mano del Bernini. Fu anche la prima commissione che Alessandro VII affidò allo scultore tre giorni dopo essere stato eletto papa, il 7 aprile 1655: in un’udienza privata, Alessandro VII ordinò al Bernini un sarcofago di piombo, che pose sotto il suo letto e un marmo teschio che avrebbe dovuto essere sulla scrivania del pontefice. Il pontefice non voleva dotarsi di un macabro teschio vero per ricordare la caducità del mondo e tenerla sempre presente davanti a sé. Fu così che si affidò a una straordinaria mediazione artistica.

La mostra di Dresda affronta anche il capitolo della peste che flagellò Roma tra il 1656 e il 1657. Le altre sezioni della mostra sono dedicati alla famiglia Chigi collezionista d’arte e mecenate, alla competizione tra Bernini e Francesco Mochi e all’influenza che Bernini esercitò sull’opera dello scultore di corte di Dresda Balthasar Permoser.
Un catalogo riccamente illustrato sarà pubblicato per la mostra da Sandstein Verlag, curatori: Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Stephan Koja, Claudia Kryza-Gersch; 144 pagine, 134 illustrazioni per lo più a colori, ISBN 978-3-95498-615-6, € 19,80.

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