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Pittura erotica romana – Pompei, Ercolano. Storia, immagini, video

"Entrai. Iddio immortale! Vidi spettacolo orrendo! Degli oggetti che erano impegnati nel coito, così immodestamente che a parlarne solo, per farne descrizione, il sangue mi si gela nelle vene. Là vidi una donna sopragiacente a un uomo, ambo ignudi; qui una capra, che tien dietro l’altra col membro eretto, e che è nell’attitudine di coitare; in altra parte un uomo su di un altro, che commette il nefando vizio della sodomia; sparsi vari priapi, ed altri oggetti che mi fanno gelare la mano, e il core”.

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freccia COPERTINA

Dolce, sublime Amore che piangi la Fedeltà

Un fanciullo, personificazione di Amore, appare seduto su un tronco ideale mentre rivolge lo sguardo, velato di lacrime trattenute, verso la Fedeltà, rappresentata da un cane esanime posto ai suoi piedi. Un capolavoro di Pietro Freccia, scultore di grande sensibilità, morto a trentadue anni, nel 1856, a causa della caduta da un ponteggio. Il tema è sviluppato con una sensibilità estrema, volta a trasferire nello spettatore il conflitto da sentimenti eterni e trascinamenti inconsapevoli disposti da Eros stesso [caption id="attachment_12503" align="aligncenter" width="1213"]P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti P.FRECCIA, Amore e Fedeltà, 1840, marmo, Firenze, Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti[/caption]

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Anastasia Kole, la gioia di danzare nel vento. Il video della modella-fotografa

Anastasia Kole è una modella internazionale d'arte e una fotografa. Ha collaborato con numerosi artisti di fama, in tutto il mondo. Ha partecipato etenuto laboratori didattici, in campo fotografico, e i suoi lavori sono stati pubblicati su riviste ed esposti in gallerie. Anastasia divide il suo tempo tra l'Europa e il Nord America. Lavora soprattutto a New York, San Francisco, Milano e Kiev. Tende a lavorare su immagini eleganti, coltivando particolarmente un approccio emozionale

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grunewald

La pittura allucinata e allucinogena di Grünewald. Provate a guardare le sue opere

Essi hanno qualcosa di demoniaco, come apertamente satanici sono i mostri che appaiono a sant'Antonio, nel Deserto, altro dipinto particolarmente noto di questo maestro. Egli, nonostante avesse aderito al protestantesimo, sembra andare al di là di ogni pessimismo, riecheggiando le eresie bogomile e catare, in base alle quali nulla del mondo è buono, perchè frutto della creazione da parte di Satana. Questa pittura, attraverso le stampe o le copie, ha certamente costituito una base per il realismo deformante della coeva scuola bresciana - specie Romanino - e in certi modi precede - si osservi l'annunciazione e l'accostamento di colori acidi - Lorenzo Lotto, costituendo, attraverso la sua potenza, una base lontana ma possente per l'espressionismo novecentesco

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Pericle Fazzini, le sculture sferzate dal vento. Storia, immagini e quotazioni

Fazzini si colloca sempre tra memoria e invenzione, fedeltà al passato e innovazione. La sua esperienza è contrassegnta da un confronto continuo con gli esempi storici, prima nella bottega del padre artigiano del legno e poi a Roma, dove arriva sedicenne, nel 1929, e dove è subito attratto dal Borromini e dal Bernini. Sicché è il Barocco l’esempio sotteso alla sua capacità d’intagliare istintivamente e di movimentare prepotentemente le masse; straordinarie qualità plastiche già evidenti in opere come l’“Autoritratto” del 1931 e nel “Ritratto di Birolli” del 1932 e che emergono appieno nell’“Uscita dall’Arca”, del 1932.

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a poltrona

Cos’è, nel design, la Poltrona Proust?

“Sono un progettista che applica all’architettura e al design certi metodi tipici del contemporaneo dell’artista; e viceversa, sono un pittore che per dipingere usa certi metodi tipici di un progetto. La mia è un’attività ibrida in bilico tra queste ed altre discipline (grafica, scultura, moda performance, critica), che trova tra esse non una esigua linea di confine, ma grandi spazi liberi dove operare”. L’opera, realizzata nel 1978, fu riproposta in una mostra tenutasi al Mart di Rovereto nel 2007, in una versione del 2001, è rappresentativa del percorso di Mendini negli anni in cui ha sviluppato il suo concetto di re-design, nato dall’idea che tutto sia già stato inventato e ciò che resta da fare è una rivisitazione di oggetti preesistenti, magari aggiungendo elementi decorativi o strutturali che modificano la dinamica dell’originale. In questo caso egli ha scelto un tipo di poltrona in stile “barocchetto” di produzione contemporanea e l’ha fatta dipingere alla maniera del pointillisme, prendendo spunto da un particolare di un quadro di Signac.

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a leanor

Vita scandalosa e grandi opere di Leonor Fini, pittrice surrealista

Quando Leonor aveva un anno, la madre lasciò il marito in Argentina e, prendendo con sè la bambina, si traferì nella propria casa d'origine, a Trieste. Per evitare che Leanor fosse fatta rapire, la mamma la vestì per diversi anni da maschio. Malinconica e sensibile, Leanor cercò compensazione nella pittura. A 17 anni era a Milano, come ritrattista. Successivamente si trasferì a Parigi - era il 1931-1932 - per poter contare sulla possibilità ddi vivere di pittura, sviluppando il proprio linguaggio in libertà, nella città che, a quei tempi, era la capitale mondiale dell'arte. Lì, conobbe, tra gli altri, Paul Eluard, Max Ernst , Georges Bataille, Henri Cartier-Bresson, Picasso, André Pieyre de Mandiargues, e Salvador Dalí. Viaggiò in Europa in auto con de Mandiargues e Cartier-Bresson. Nel corso di questo viaggio venne fotografata nuda in una piscina da parte di Cartier-Bresson -quell'immagine sarebbe stata venduta per 305.000 nel 2007

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a cavallo

Dipingere un cavallo. Un breve filmato per capire come si fa

Non vogliamo, forzatamente, che voi diveniate artisti figurativi. Ma il confronto di studio con le tecniche del realismo risulta importantissimo nella formazione iniziale o permanente che sia. Non c'è nulla, nel campo della pittura ottica tradizionale che non accenda un'idea, magari affinchè sia trascendesa. La conoscenza del gesto tecnico equivale, in poesia, alla conoscenza di qualche parola. La letteratura ci insegna proprio a considerare che lo spontaneismo può produrre qualche fiamma molto luminosa, ma limitatissima nel tempo. E veniamo allo spunto di oggi: alleniamoci, anche solo osservando la mano dell'artista, sul muso di un bel cavallo di profilo. Piccolo segreto: il pittore ha già tracciato un disegno. Noi possiamo realizzarlo a mano libera o fermando il filmato all'inizio, stampando il disegno. Poi, se va bene delle dimensioni ottenute, lo ritagliamo ai bordi e, come una sagoma, passiamo una matita ai suoi bordi ricavandone la forma sulla tela o sul cartone che abbiamo scelto per la nostra opera. Se invece lo vogliamo ingrandire, senza far fatica, fotocopieremo il foglio con l'ingrandimento che preferiamo. Ritagliamo il foglio lumgo la silhoutte del nostro simpatico e nobile modello

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