Home / News / Adele Lo Feudo e la potenza evocativa del corpo umano
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

dust to dust

Adele Lo Feudo e la potenza evocativa del corpo umano

foto-58232_38475_24049_tIniziamo con una breve scheda anagrafica. Nell’ambito dell’espressione artistica può immediatamente specificare il suo orientamento stilistico ed espressivo? Sono una pittrice figurativo – concettuale.  Parto da un’immagine per stimolare l’osservatore a porsi delle domande, andando oltre.

Ci può raccontare imprinting visivi, immagini artisticamente ossessive, che hanno preceduto e   assecondato la scelta di intraprendere la strada formativa per diventare artista?  Da piccola avevo un grande sogno: fare la pittrice.  Così dopo lo studio mi dedicavo a designare parti del corpo umano.  Inoltre, spesso andavo con mia madre a fare visita ad un’amica artista.  Ricordo ancora oggi che mi piaceva l’idea di uno spazio tutto personale, pieno di tele e colori, dove   la fantasia e la creatività avevano libero sfogo. scarlet

La formazione vera e propria. Dove e su cosa ha particolarmente lavorato? Sono esistite, in quel   periodo, infatuazioni espressive poi abbandonate? Come si sviluppa e si conclude – nel senso   stretto dell’acquisizione dei mezzi espressivi – il periodo formativo?  Dopo il liceo classico mi sono laureata in legge.  La mia passione è però sempre stata la pittura e così ad un certo punto della mia vita, anche per   via di alcuni importanti accadimenti, ho deciso di tornare sui miei passi.  Prima ho conseguito il titolo di interior designer lavorando in tale settore per sette anni e poi,   siccome la pittura da passatempo era diventata una costante della mia vita, mi sono diplomata   “maestro d’arte”.  In tal modo ho avuto una formazione nel settore che amavo e poco conoscevo e nel quale mi ero   sempre mossa da autodidatta e sperimentatrice autonoma.  Ho molto lavorato sul corpo umano, in particolare viso e mani.  Ho raggiunto uno stile figurativo basato su di una scelta cromatica che, partendo dal bianco e nero   per richiamare il tema del doppio (vita–morte; bene–male; luce–ombra), inserisce, di volta in volta,   altri colori, a seconda di ciò che voglio esprimere. Nell’ambito dell’arte, della filosofia, della politica, del cinema o della letteratura chi e quali opere   hanno successivamente inciso, in modo più intenso, sulla sua produzione? Perché?  Mi ha colpito particolarmente Frida Kahlo, come artista e come donna, soprattutto per il tema del   doppio.  Sono affascinata dal figurativo, non tanto per la rappresentazione del corpo, quanto per quello che,   attraverso lo stesso e le sue posizioni, io riesco a cogliere e dire.  L’anima è per me fondamentale (Le due Frida). Eterna giovinezzaGli esordi come e dove sono avvenuti? Ci può descrivere le opere di quei giorni e far capire quanto   e come le stesse – anche per opposizione – abbiano inciso sull’attuale produzione?  Gli esordi sono avvenuti in una mostra ai tempi del liceo. Partecipavo con due tempere: Catullo e   Lesbia e Paolo e Francesca sorpresi da Cianciotto.   La pittura era semplice ma i moti dell’anima già mi coinvolgevano molto.  Senza quelle mie opere non sarei arrivata ai dipinti di oggi con inquadrature molto diverse, atte a   cogliere posizioni che evidenziano tensioni, dispiaceri, malinconie, sensualità.  Anche le pennellate dicono, se viste con attenzione, della caducità e fragilità della vita. Quali sono stati gli elementi di svolta più importanti dall’esordio ad oggi. Possiamo suddividere e  analizzare tecnicamente, espressivamente e stilisticamente ogni suo periodo?  Lo studio approfondito di vita ed opere di Frida Kahlo e di grandi architetti come Le Courbisier,   Wright, Giò Ponti, Ghery mi hanno portato a concepire l’opera in modo diverso ed a non   soffermarmi solo sulla resa pittorica.  Anche la frequentazione dell’Istituto d’arte ha inciso positivamente sulla mia abilità tecnica.  Prima dipingevo a tempera, poi sono passata all’olio.  Per un periodo ho applicato tale tecnica su supporti diversi dalle tele, utilizzando telai per il ricamo,   bandiere, scatole di legno a forma di gabbia, giradischi o valigia.  Poi ê stata la volta di garze, corde di chitarra, chiodi, filo da pesca, piume, molle, fino a praticare   anche dei tagli.  Per ragioni di salute sono passata all’acrilico.  Non mi piaceva ma in seguito mi sono resa conto che era la mia tecnica.  Richiedeva velature, velocità nella stesura ed idee chiare.  Oggi uso i colori acrilici come se fossero ad olio. passaggioCi sono persone, colleghi, collezionisti, galleristi o critici ai quali riconosce un ruolo fondamentale nella sua vita artistica? Perché?  Ho avuto come docenti i pittori Ugo Levita e Marco Balucani e lo scultore Marco Mariucci.  I loro insegnamenti e le loro opere mi sono state molto utili.  Mi ê sempre piaciuta la pittura di Franco Venanti.   Un ruolo importante ê stato svolto anche da Emidio De Albentiis, curatore della mia prima   personale. Mi ha fatto capire come organizzare una mostra e mi ha dato altri validi suggerimenti. Materiali e tecniche. Ci può descrivere, analiticamente, come nasce una sua opera del periodo   attuale, analizzandone ogni fase realizzativa, dall’idea alla conclusione?  Uso l’acrilico su tessuti di vario genere, anche montati su telaio.  Il tutto parte da un’idea che spesso di notte scatta nella mia mente. Subito la schizzo su una delle   mie agende, sotto forma di francobollo; in pratica piccoli ma completi dipinti. Un pó per omaggio a   mio padre, collezionista di francobolli, che mi regalò, quando avevo dieci anni, la prima valigetta   con colori ad olio, un pó perché, a differenza del passato, mi è sufficiente buttare giù velocemente   l’idea senza ricorrere ad un disegno di maggiori proporzioni.  Poi realizzo degli scatti fotografici sul soggetto da rappresentare, manipolandone anche il colore.   Infine dipingo. L'amore va oltreProgetti nell’ambito espressivo e tecnico? Ho da poco finito un ciclo di ventuno opere sul cimitero monumentale di Perugia e vorrei realizzare   una personale dal titolo “Qui non si muore”.  Le opere dovrebbero essere disposte in modo tale da far comprendere il vero tema trattato: un   inno alla vita ed ai valori perduti.  Ha gallerie di riferimento? Dove possono essere acquistate le sue opere?  Oldrado da Ponte di Ambrogio Ferrari (Lodi) ed Art Gallery Santa Teresa (Fano). dust to dustOrientativamente, quali sono le quotazioni o comunque i prezzi delle sue opere, indicando le  commisurazioni?  € 1.200 per un’ opera di un metro per un metro.
A parte lei – che diamo come autore da acquisire – può indicarci il nome di colleghi di cui acquisterebbe le opere nel caso fosse un collezionista? Marica Fasoli
Eventuali indirizzi o numeri di contatto: adelelofeudo.it  Adelelofeudo@gmail.com
SE HAI GRADITO IL SERVIZIO E STILE ARTE, VAI ALL’INIZIO DELLA PAGINA E CLICCA “MI PIACE”

x

Ti potrebbe interessare

F. HAYEZ, I profughi di Parga, 1831, olio su tela, 201 x 290 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Vade retro, Romantico

a manzoni copertina

Marco Manzoni primo premio assoluto al Nocivelli 2016. L’intervista