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Al Madre la storia della cultura d’avanguardia a Napoli e in Campania

PER_FORMARE UNA COLLEZIONE (INTERMEZZO)
a cura di Alessandro Rabottini, Eugenio Viola
Museo Madre – Napoli

Info:
+39.081.193.13.016
info@madrenapoli.it

ORARI
DAL 14.06.2014
Lunedì / Sabato
10.00 – 19.30
Domenica
10.00 – 20.00

Martedì chiuso

Per_formare una collezione (Intermezzo) è il nuovo capitolo che amplia e prosegue il progetto in progress Per_formare una collezione, dedicato alla costituzione progressiva della collezione permanente del museo Madre di Napoli. Per_formare una collezione (Intermezzo) conferma le due direttrici principali che la collezione del Madre sta assumendo: da una parte racconto della storia della cultura d’avanguardia a Napoli e in Campania (fra arti visive, teatro, cinema, architettura, musica e letteratura) e dall’altra ricerca sul presente e prospettiva sul futuro, attraverso l’inclusione di artisti che rispondono, con le loro nuove opere, a questa storia, evocandone gli scenari ulteriori.

Le sale della collezione si arricchiscono e vengono completate con nuovi interventi, mettendo in dialogo artisti italiani e internazionali di generazioni diverse, attraverso la presentazione di opere storiche e di nuove commissioni di: Vito Acconci, Marisa Albanese, Gianfranco Baruchello, Henri Chopin, Francesco Clemente, Tony Cragg, Robert Filliou, Cyprien Gaillard, Mark Manders, Marisa Merz, Dennis Oppenheim, Nam June Paik, Gianni Piacentino, Vettor Pisani, David Robbins.

La scelta del sottotitolo di questo capitolo intermedio, Intermezzo, indica un momento di sintesi, approfondimento e condivisione dell’identità e della funzione della collezione museale quale strumento al contempo di educazione e di intrattenimento, narrazione multipla condivisa con gli artisti e il pubblico. La collezione del museo Madre è infatti assimilabile a una sinfonia ascoltata nel suo eseguirsi, a una proiezione cinematografica o a una messa in scena teatrale in continuo movimento, il cui intermezzo costituisce l’intervallo che ne puntualizza e riassume i passaggi e il metodo, prima di introdurre nuovi capitoli.

Nam June Paik, TV Buddha, 1985. Monitor, telecamera, scultura lignea dorata (esemplare unico). Collezione Pierluigi e Natalina Remotti. Fotografia © Paola Mattioli

Nam June Paik, TV Buddha, 1985. Monitor, telecamera, scultura lignea dorata (esemplare unico). Collezione Pierluigi e Natalina Remotti. Fotografia © Paola Mattioli

Le sale già in precedenza dedicate al rapporto tra linguaggio, spazio e corpo – e di conseguenza alle esperienze dell’Arte Concettuale e Minimale, della Poesia Visiva e della Performance – sono incrementate dall’opera di Vito Acconci, con la sua scritta al neon “HELP”, e dai dattilopoemi diHenri Chopin, messi in relazione con le opere di poesia visiva già presenti in collezione di Arrigo Lora Totino; ma anche dalle vetrine con polaroid di spazi abbandonati di Cyprien Gaillard e dalle immagini fotografiche, che congiungono dimensione intima e perlustrazione ambientale, diDennis Oppenheim. Mentre al racconto delle ricerche di Fluxus e dell’Arte Povera si aggiungono artisti-chiave di entrambi gli ambiti, come Robert Filliou e Nam June Paik per Fluxus, e Gianni Piacentino per l’Arte Povera. Attraverso la presenza poi dei dipinti di Marisa Merz e Francesco Clemente, posti in relazione alle sculture di Mark Manders e Tony Cragg, inizia l’esplorazione dei linguaggi della pittura e della scultura, che sarà ulteriormente ampliata nei successivi appuntamenti.

Inoltre il concetto di museo come arena in cui si incontrano cultura alta e cultura popolare, museo e comunità, luogo dell’immaginario e dell’immaginazione in grado di generare e accogliere differenti forme di rappresentazione (al contempo reali e ipotetiche, critiche e narrative) è al centro delle nuove opere realizzate per la collezione del Madre da Marisa Albanese (il Madre reinterpretato come architettura di carta, corrispondente alle sue pubblicazioni, che si disperde e si identifica con il proprio quartiere) e dall’artista americano David Robbins (autore di un vero e proprio programma televisivo per il Madre, invitato a uscire da se stesso per incontrare l’immaginario del pubblico), a cui si aggiunge l’universo immaginifico di RC Theatrum, teatro-museo che ospita tutti i saperi, di Vettor Pisani, e un nuovo corpus di opere cinematografiche diGianfranco Baruchello, di cui il Madre sta costituendo, nel corso dei vari capitoli di Per_formare una collezione, una vera e propria retrospettiva delle pionieristiche opere video e filmiche.

Come già accaduto in occasione dei due precedenti appuntamenti di questo progetto, anche in questo caso le opere non occupano soltanto le sale espositive del secondo piano, ma invadono tutta l’architettura dell’antico convento di Donnaregina, a definire un’esperienza del museo come organismo vivente, fatto non soltanto di spazi fisici ma anche di relazioni sociali e simboliche, di storie da raccontare come di possibilità da configurare: Per_formare una collezione (Intermezzo)ribadisce così la vocazione “narrativa” e “progettuale” alla base della costruzione della collezione del Madre. Anche in questa occasione ad ogni opera è dedicata una scheda monografica di approfondimento, attraverso la quale il pubblico potrà ripercorrere sia le direttrici principali della ricerca dell’artista sia la storia dell’opera in collezione.

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