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Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto
Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto

Anticipazioni mostre. Marzo 2015 – PIERO DELLA FRANCESCA. il disegno tra arte e scienza

PIERO DELLA FRANCESCA. il disegno tra arte e scienza

Reggio Emilia, Palazzo Magnani
Da 14 marzo al 14 giugno 2015

A Palazzo Magnani, dal 14 marzo al 14 giugno 2015, l’esposizione PIERO DELLA FRANCESCA. Il disegno tra arte e scienza. Il codice Reggiano A 41/2 (titolo provvisorio). L’evento espositivo si articola intorno al codice del De Prospectiva Pingendi, uno dei più importanti testimoni della fondamentale opera prospettica di Piero della Francesca.


La mostra, a cura di Filippo Camerota Vicedirettore Museo Galileo Firenze, Francesco Paolo Di Teodoro Docente Storia dell’Architettura, Politecnico Torino, Luigi Grasselli Docente di Matematica Università di Modena e Reggio Emilia, presenterà un centinaio di opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri e da collezioni private: manoscritti, libri, incisioni, disegni, dipinti, sculture, calchi, maioliche, medaglie accompagneranno il visitatore in un percorso che segue a grandi linee i capitoli del trattato e attraversare le sale sarà come sfogliarne le pagine. Peraltro, se tutti i testimoni del De Prospectiva Pingendi (7 tra latini e volgari), dell’Abaco (2, uno solo autografo), del Libellus de quinque corporibus regularibus (codice unico), dell’Archimede (codice unico) fossero concessi in prestito, per la prima volta l’intero corpus teorico e grafico di Piero sarebbe riunito assieme in un unico luogo, Reggio Emilia.

La rassegna si articola intorno al codice del De Prospectiva Pingendi conservato alla Biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia, uno dei più importanti testimoni della fondamentale opera prospettica di PIERO DELLA FRANCESCA.
Il manoscritto, opera di un copista (lo stesso del cod. Ambr. Lat. C 307 inf e di alcune correzioni al codice di Bordeaux Cod. 516), reca numerose correzioni, note marginali (circa 60) ed estese aggiunte di mano di Piero (due intere pagine, ff. 66v e 67r). Esso fa fede del lavoro di continua revisione del testo e ospita nei suoi 110 fogli numerosi disegni di mano dell’artista, che per sé stessi rappresentano un fatto eccezionale. Linee sottilissime che ricordano la mitica abilità di Apelle solcano, infatti, le pagine del codice per illustrare scrupolosamente l’altrettanto puntuale descrizione testuale dei metodi del disegno prospettico. Dal De Prospectiva Pingendi, di fatto, inizia la grande esperienza prospettica rinascimentale.

La mostra si struttura in nove sezioni:
Sezione I. I testimoni del De prospectiva pingendi
Sezione II. I principi geometrici
Sezione III. Le regole del disegno prospettico
Sezione IV. I corpi geometrici
Sezione V. I “maestri della prospettiva”
Sezione VI. Il disegno di architettura: ichnographia, orthographia, scaenographia
Sezione VII. La figura umana
Sezione VIII. Gli inganni della visione
Sezioni IX. La bottega del pittore (sezione didattica)

Si comincia dai principi geometrici e si prosegue con le figure piane, i corpi geometrici, l’architettura, la figura umana, la proiezione delle ombre, l’anamorfosi.
Ogni tema avrà un monitor che mostra l’animazione di una doppia pagina del trattato (scrittura e disegno) e un modello tridimensionale a ‘fil di ferro’ o con piani trasparenti che riproduce l’oggetto illustrato nella doppia pagina. Tutti i corpi disegnati nel trattato saranno, perciò, ricostruiti e, posti all’inizio delle varie sezioni, segnaleranno la continua presenza del De Prospectiva Pingendi e l’egida di Piero.

Tra le opere in mostra Tra le molte opere in mostra il cui prestito è già confermato:
Piero della Francesca, De Prospectiva Pingendi, Milano, Bibl. Ambrosiana 
Luca Pacioli, Summa de arithmetica, Venezia 1494, Biblioteca Panizzi 
Pietro Perugino, S. Bernardino guarisce un uomo assalito e ferito con una pala, Perugia, Gall naz. Dell’Umbria
Ercole de’ Roberti, Predella della Pala Griffoni, Roma, Musei Vaticani 
Antonio da Sangallo il Giovane, Studio per un mazzocchio, Firenze, GDSU
Baldassarre Peruzzi, Studio scenografico per “La Bacchide”, Firenze, GDSU 
Michelangelo, Studi per la Biblioteca Laurenziana, Firenze, Casa Buonarrorti
Donato Bramante, Scena tragica, ca. 1490, incisione a bulino, Fi, GDSU  

La mostra si svolgerà in Palazzo Magnani, ma sarà al centro di una rete di luoghi e segni che coinvolgerà l’intera città.
Infatti la Sezione V avrà il suo epilogo nella Basilica di San Prospero dove gli stalli del coro ligneo cinquecentesco, debitamente illuminati, secondo lo stile dell’allestimento del Palazzo, focalizzeranno l’attenzione sulla produzione emiliana di tarsie (si attiverà un coinvolgimento degli intarsiatori di Rolo).
Le macchine matematiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia oltre che nella/e stanza/e dedicata/e loro (Sezione IX) potranno trovare posto in un ambiente esterno a Palazzo Magnani e lì potrebbero essere organizzati laboratori per bambini, adolescenti e adulti. Gli allestimenti nelle piazze cittadine e nella Stazione Mediopadana (opera di Santiago Calatrava inaugurata l’8 giugno 2013) – traduzione reggiana delle tavolette prospettiche brunelleschiane, testa piegata e rivolta in su e anamorfosi del calice di Piero – saranno segnacoli a scala monumentale ed emanazione degli oggetti che, in forma ridotta, saranno posti in mostra.

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