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Arsenico e polvere di meteorite sulla tavolozza di Sigmar Polke


Autore notissimo a livello internazionale, Sigmar Polke – scomparso l’11 giugno 2010 – amava utilizzare nelle proprie creazioni materiali atipici, sostanze quali l’olio di lavanda, la polvere di meteorite, scaglie d’oro e vermiglione e, soprattutto, l’arsenico, a lui particolarmente caro.

E’ considerato un “maestro dell’imprevisto”, in quanto i suoi lavori nascono dalla furia creativa del momento, un’ispirazione che non segue regole e schemi operativi; nelle sue tele si possono percepire le intuizioni originarie, poi evolutesi per una via o per l’altra nella fase della realizzazione, che egli definì “il punto d’incontro di idee e materiali”, in cui “si vede quello che si vuole, ma bisogna lavorare con il dipinto, e il risultato è sempre differente”.
In occasione della Biennale del 2007, Polke ha portato a Venezia The Axis of Time, ovvero “l’asse del tempo”, sette quadri astratti di grandi dimensioni. Una lacca, con la quale ha imbevuto, attraverso una colorazione su sette strati, i supporti di tre metri per cinque utilizzati per le opere, è stata la “protagonista” del ciclo, una sostanza in grado di emanare una luminescenza eterea che produce un effetto particolare a cui l’autore è molto attento, poiché è in grado di “modificare” la tela. “C’è la luce verde e c’è quella rossa – affermava Sigmar Polke -. Poi c’è quella nera, che è la più pericolosa. Io sto cercando di creare un’altra luce, una luce che viene dalla meditazione”.

Un’opera di Sigmar Polke

Un’opera di Sigmar Polke


 

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