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Arte erotica

Soy rebelde, Sono ribelle. 1971 pop, il canto e il corpo di Jeanette. Video

Ciò che differenzia i ragazzi degli anni Sessanta e Settanta da quelli di oggi è la presenza di un intenso ribellismo, contro un mondo conformista. Oggi non si protesta più. Ci si adegua. Bisogna essere conformi, per assunzioni e carriere. La contestazione era divenuta anche un mercato parallelo, alternativo. Jeanette Anne Dimech, conosciuta come Jeanette (Londra, 10 ottobre 1951), nel 1971 interpretò, in spagnolo, un brano, Soy rebelde, Sono ribelle. Una canzone che ebbe successo e che fu completata, successivamente, e trasformata nel video clip che vediamo qui sotto

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Gauguin, le donne, le ragazzine polinesiane. Eros in pittura e prima biografia sentimentale del pittore

Gauguin fu un pittore di una grandezza incommensurabile. Pari a quella del suo amico Van Gogh. Ma la sua pessima reputazione in campo sessuale limitarono- e limitano, ancora oggi, un simpatia diffusa, che attornia, normalmente il mito. Anche New York, nel 2017, ha meditato con una mostra, a Chicago, attorno al genio francese, sul quale pesa il peccato di accanimento sessuale, di infedeltà e di pedofilia, per le unioni con le ragazzine della Polinesia. Fatti gravi, questi ultimi, che richiedono non attenuanti, ma storicizzazioni. Comunque sia la vita erotica del pittore ha inciso pesantemente sul gradimento da parte del grande pubblico

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Pierre Gandon, il lato B di Mademoiselle. Di-sogni erotici di un disegnatore di francobolli

Donne e uomini sembrano tratti da statuette di porcellana. E' un Settecento da remake, quello che negli anni Venti del Novecento venne evocato negli arredamenti e negli apparati decorativi. Un Settecento di damine leziose e di imparruccati cavalieri. Così Pierre Gandon, tra i maggiori disegnatori di francobolli del mondo, rievocava un mito lezioso, manierato, di buone maniere, producendo disegni proibiti, ma non troppo. Le sue figure sono languide e rispettose. Ciò che appare immediatamente sono le forme opime del posteriore delle sue donzelle aggraziate

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“Qui si sta benissimo. Buone vacanze anche a voi”. Il post dell’Ottocento

Non smetteremo ma di tessere le lodi all'intelligenza, alla bravura, alla tecnica e al senso dell'ironia di Achille Devéria (Parigi, 6 febbraio 1800 – Parigi, 23 dicembre 1857) pittore, disegnatore e litografo francese, al quale Stile arte rende ampiamente omaggio. L'artista ebbe una produzione vastissima probabilmente perchè disponeva di una bottega organizzata, al di là della facilità e della rapidità con la quale perveniva a soluzioni disegnative e pittoriche di rilievo. Tra le serie che egli disegnò quelle dei popoli e delle città in amore che nell'epoca delle cartoline illustrate furono utilizzate come sulfurei messaggi da mandare, in busta chiusa, agli amici

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Les fleurs de Paris, cartoline postali osé tra fine Ottocento e primo Novecento

Corps perdus è il titolo di un cortometraggio degli anni Ottanta elaborato dal francese José Grisel, a partire da una collezione di cartoline postali prevalentemente prodotte in Francia, a Parigi. Le immagini furono scattate tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento - la datazione risulta facile, osservando le pettinature e gli arredi - ed ebbero come oggetto soprattutto jeunes filles en fleur. Le ragazze che posavano per i fotografi, in genere, erano anche modelle di nudo per i pittori, in un periodo in cui la vita era davvero difficile. Ma questi petits fleurs irradiano bellezza e speranza. Speranza che si è materializzata nel loro futuro estremo, che è il nostro presente e siamo noi.

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Signore dell’Ottocento, non ascoltate di notte il canto delle rane

Achille Deveria fu illustratore e un pittore mitico. Di grande abilità, percorse ogni possibilità espressiva, lasciandoci opere serie e un buon numero di tavole erotiche o comiche erotiche. Sempre pungente, cercava di mettere in luce le contraddizioni di una società perbenista, che viveva con esibizioni di facciate irreprensibili, ma che, naturalmente, scivolava poi lontano dai propri propositi e dalle durissime leggi morali. Divertentissimo questo lavoro nel quale egli prosegue sulla linea dei pericoli che le signore incontravano durante la villeggiatura in campagna. Seguendo un suono singolare e suadente - ma saranno rane a cantare melodie così belle? - la signora lascia la casa e si avventura nel bosco. I diavoli hanno preparato una grande tentazione per lei. Con quel concerto, con quella serenata è impossibile non concedersi all'uomo che arriverà tra breve.

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Quando alle donne erano proibiti i romanzi perchè accendevano le fantasie sessuali

I ricordi più immediati e vicini di libri che fecero precipitare, in ambito letterario, le eroine nel tormento furono il ciclo di Re Artù, con Lancillotto e Ginevra - nella Divina Commedia - e gli svagati sogni letterari d'amore con i quali madame Bovary riempiva le proprie solitudini campestri, in attesa di diventare oggetto di un predatore sessuale ammantato dal sentimento."Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:/ quel giorno piú non vi leggemmo avante!" scrive Dante, raccogliendo le parole di Francesca. Il libro fu un temibile seduttore. Un bandito. I cognati avevano iniziato a leggerlo insieme e a proiettarsi sulle figure innamorate di Lancillotto e di Ginevra. Finchè, proprio su quelle pagine si scambiarono il bacio che avrebbe dato l'amore, il tradimento, l'inferno. Fu quindi un romanzo, quello del ciclo bretone, la prima causa di tutto

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Quelle meravigliose estati in campagna. Le illustrazioni e gli episodi dell’Ottocento proibito

Ciò che in città risulta difficile, nei boschi o nelle radure, si semplifica. E anche l'etichetta meno rigida porta in luce quella carnalità esplosiva che risiede in natura ma che la civiltà ottocentesca intendeva deviare. Ciò che attraeva maggiormente i lettori era la conoscenza dei pensieri torbidi delle donne, nascosti sempre sotto un velo di ritrosia e di educazione. L'anonimo autore, finge di approfittare della lettura della corrispondenza disinibita tra due ragazze della capitale per portarci un un mondo fatto solo di sensi e di sesso. E di grande voyeurismo. I buchi delle serrature non mancano mai, come le sorprese di chi inquadrano e come. Anche quella era una scuola segreta. Il libro - più di 200 pagine - fu dotato di alcune esplicite incisioni

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Leggiadre gambe a volo di cigno. E tante posizioni. Gli affreschi delle terme di Pompei

Nello spogliatoio (apodyterium) delle di Pompei vennero realizzati sedici affreschi erotici - di cui otto ancora visibili - in cui venivano esplorati i modi, cioè le posizioni e le combinazioni offerte dalla sessualità. Peraltro, pare di capire, i realistici dipinti eseguiti da un ottima mano non dovevano costituire soltanto un elemento decorativo, ma, probabilmente, una sorta di pubblicità di un lupanare che si ipotizza fosse al piano superiore. Questo stabilimento termale era pubblico come utilizzo, ma di proprietà di un privato. Pertanto è ipotizzabile che, pur evitando la presenza, proibita, di prostitute alle terme, l'imprenditore potrebbe aver trovato il modo di aggirare la norma collocando le ragazze in un edificio attiguo o al piano superiore

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Com’era il museo parigino dell’erotismo. Dall’antico al moderno, senza censure. Il video

Le Musée de l'érotisme è un museo del sesso a Parigi dedicato alle arte erotica, esplorata attraverso le collezioni dell'antiquario Alain Plumey e dell'insegnante di francese Jo Khalifa. Fondato nel 1997, il museo è situato nel Pigalle distretto di Parigi, in 72 Boulevard de Clichy . La collezione spazia dall'antica arte religiosa di India , Giappone e Africa fino a l'arte contemporanea con un focus erotico- La superficie espositiva si sviluppa su cinque piani, tra cui un seminterrato, generalmente utilizzato per le mostre temporanee. Un piano è dedicato alle case chiuse. Il film Polisson et Galipettes viene visualizzato; si tratta di una raccolta di cortometraggi pornografici precedentemente esposti negli stessi luoghi di prostituzione.. I due piani superiori ospitano mostre, soprattutto di artisti contemporanei.

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