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I cani nell’arte

Perchè Tiziano dipinse un cagnolino che faceva pipì nella capanna e perchè fu cancellato

a tiziano

Prima che i dettati della Controriforma si diffondessero anche relativamente alla pittura e, in genere, all'arte, le capacità interpretative dei pittori, a sostegno della verità degli episodi evangelici e biblici, passavano anche attraverso il dipinto di uomini o cani che orinavano sulla sacra scena. Nulla di blasfemo, in questo caso. La Chiesa cattolica negli anni precedenti a San Carlo Borromeo, inflessibile, terribile, pudibondo riformatore e agli esiti della Controriforma, assecondò o permise ai pittori l'inserimento di frammenti di vita quotidiana nell'ambito delle opere sacre, elementi che successivamente, sarebbero stati eliminati in quanto non pertinenti al tema, che doveva essere sviluppato con la minor fantasia possibile, in perfetta aderenza con le verità esplicitata dalle narrazioni bibliche

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Guernica di Picasso. Prima stesura? Nel 1446. Le matrici del capolavoro. L’urlo

Maestro del Trionfo della Morte, 1446, affresco staccato, cm 600x642, Palermo, Galleria regionale di Palazzo Abatellis

Abbiamo analizzato struttura e lessico figurativo della grande opera di Picasso. Da ciò emerge con chiarezza che il capolavoro-denuncia pone le proprie radici nel Trionfo della Morte affrescato da un anonimo a Palermo a metà del XV secolo. Ecco come l’artista novecentesco recupera e rilancia creativamente l’antica matrice

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L’abbaiare del cane e le bestie in allerta davano un senso preciso alle scene dipinte

Diana e Atteoneape

L’atteggiamento di allerta si configura come uno dei massimi esempi della funzione iconografica svolta, nei dipinti, dagli animali da compagnia, che si rivelano, nella maggior parte dei casi, non tanto come elemento scenografico, quanto come autentici motori di senso finalizzati al condizionamento della scena stessa. Cani e gatti, dunque, come indicatori di tracce sonore, atti a coinvolgere non solo la vista ma anche l’udito dello spettatore.

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Il tradimento in pittura – Venere, Marte, Vulcano e il cane di Tintoretto

Tintoretto foto 2 scheda esplicativa

L’allestimento scenico delineato da Tintoretto coglie soprattutto il punto di vista psicologico del marito tradito. E’ solo da un’accurata osservazione della scena, infatti, che è possibile scoprire, anche grazie all’indicazione di un minuscolo cane che abbaia furiosamente all’intruso, la presenza del dio della guerra, l’elmo in testa comicamente nascosto sotto il letto.

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Cani nell’arte: Pisanello li usa per raccontare sentimenti e scena. Meraviglioso

1ringhio

Le intenzioni del cacciatore, inizialmente ostile nei confronti del grande ungulato, sono palesate da un cane che, ai piedi del cavallo, digrigna i denti al cospetto del cervo. Ma accanto a sé ha un altro elemento della muta che lo osserva con una dolcezza interrogativa, quasi che lo avvertisse che quella non è una preda, ma una presenza sovrannaturale. I cani rappresentano i pensieri di Eustachio. La sorpresa di trovarsi di fronte una preda splendida che vorrebbe catturare e la scoperta che il cervo porta la Croce di Cristo. La parte razionale dell'anima convince quella irrazionale a contenere la pulsione, in virtù di un disegno più alto. I sentimenti di Sant'Eustachio, affinchè siano resi nel loro divenire, quanto lo sviluppo narrativo, sono affidati a queste bestiole, preziose anche nella pittura

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Per chi fu costruita la Tomba del cane e cosa contiene? Il mistero svelato del monumento di Brescia

La statua di Arnaldo sembra indicare la Tomba del Cane, edificio neo-gotico progettato da Vantini e costruito sulla collina dei Ronchi

Il progetto porta la firma prestigiosa di Rodolfo Vantini (1792-1856) e l'opera bresciana fu terminata dall’allievo Giuseppe Cassa. L’architetto aveva disegnato un monumento sepolcrale di chiare forme neogotiche, ispirandosi alle trecentesche Arche Scaligere veronesi, nel quale confluivano, oltre a scelte ancora neoclassiche, anche le forme e il fascino dell’architettura egizia e l’inedito utilizzo della ghisa per le cuspidi delle guglie

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