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Il nudo nell’arte

Il Figliol prodigo nell’arte – Piaceri sfrenati sulla tela

La vita dissoluta del figliol prodigo, nella pittura tra Cinquecento e Seicento,  è un immaginoso prologo di peccati rispetto all’episodio evangelico nel quale viene rappresentata la grazia effusa del perdono paterno. L’episodio, che è  ben noto, ha per protagonisti un anziano e i due figli: uno virtuoso, che contribuisce alla conservazione e alla crescita della proprietà familiare, l’altro dissipatore - prodigo, appunto - che, lontano da casa, sperpera il denaro fino a cadere in rovina. Quando quest’ultimo, senza più risorse, è costretto a tornare al villaggio natio, è accolto dal padre con immensa felicità, che suscita stupore e dolore nel figlio morigerato.

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Hans Sebald Beham – Sesso contadino nella campagne del Cinquecento

Le sue opere grafiche - molte delle quali di limitate dimensioni, come quelle degli altri "Piccoli maestri" - coprono una vasta gamma di temi, anche se l'incisore è noto soprattutto per le scene di vita contadina, di mitologia o storia, spesso associate a un elemento erotico

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Eros, dolore, piacere e coscienza nei quadri iperrealisti di Saturno Buttò. Le altre opere

A disegno finito stendo il fondo, una prima stesura ad olio (piuttosto diluito) che ricrea il tono cromatico della scena evidenziando le zone chiare e scure. La terza fase è la stesura del colore definitivo, che applico a corpo e per velature successive a seconda di quanto si vuole indugiare sul dipinto. Una volta terminato uso della vernice da ritocco per uniformare le varie opacità e imperfezioni tipiche dell’olio”.

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Kristian Burford, guardare nella carne. Gli allestimenti. Il video

Quando il vestito si apre e cade, la cultura scompare e appare la natura. Guardare, quello che sta sotto, quello che sta al di là. Quello che, per convenzione non può essere visto e osservato, se non catturando furtivamente l'immagine. Le donne sono splendide sculture. Gli allestimenti fotografici nascono, nella prima parte della carriera di Burford, come scenografie di un film di Visconti, che vengono poi fotografate con il personaggio. Successivamente, anche con l'entrata in contatto della geometrizzazione della cultura americana, l'artista, raggiunge l'essenziale ed elimina gli apparati decorativi di matrice inglese ed europea. Quando il vestito si apre e cade, la cultura scompare e appare la natura. Guardare, quello che sta sotto, quello che sta al di là. Quello che, per convenzione non può essere visto e osservato, se non catturando furtivamente l'immagine. Le donne sono splendide sculture. Gli allestimenti fotografici nascono, nella prima parte della carriera di Burford, come scenografie di un film di Visconti, che vengono poi fotografate con il personaggio. Successivamente, anche con l'entrata in contatto della geometrizzazione della cultura americana, l'artista, raggiunge l'essenziale ed elimina gli apparati decorativi di matrice inglese ed europea. Quando il vestito si apre e cade, la cultura scompare e appare la natura. Guardare, quello che sta sotto, quello che sta al di là. Quello che, per convenzione non può essere visto e osservato, se non catturando furtivamente l'immagine. Le donne sono splendide sculture. Gli allestimenti fotografici nascono, nella prima parte della carriera di Burford, come scenografie di un film di Visconti, che vengono poi fotografate con il personaggio. Successivamente, anche con l'entrata in contatto della geometrizzazione della cultura americana, l'artista, raggiunge l'essenziale ed elimina gli apparati decorativi di matrice inglese ed europea

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Quando le donne venivano messe all’asta. I quadri erotici, la paura araba

Maxime Du Camp, che aveva viaggiato estesamente nel Vicino Oriente, ha esaminato il dipinto al Salone parigino del 1867. Ha sostenuto di aver trovato gli elementi per riconoscere il mercato degli schiavi del Cairo e ha descritto il dipinto come "una scena sul posto". "La povera ragazza . ha scritto - è in piedi, sottomessa, umile, rassegnata, con una passività fatalistica che il pittore ha reso, con abilità, molto evidente"

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Yolanda Dorda, quando la pittura arde pensieri di dolce fuoco. Le opere

Yolanda Dorda è un'ottima artista spagnola, che lavora con pennellate larghe e rapide, ottenendo notevoli effetti di composizione dell'immagine, sulla retina dello spettatore, a distanza. L'ampliamento del segno impressionista crea un notevole movimento di corpi e di luce nelle sue opere, anche grazie al coinvolgimento percettivo del fruitore che completa gli spazi mancanti, attraverso l'azione attiva della propria mente. Ciò produce un senso di pienezza e di piacere. Dorda non lavora soltanto alla pittura sensuale, anche se mostra una notevole specializzazione nella figura e nel nudo.

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Marion Soyer, i meccanismi della nuda passione vibrano nel filo. Video

Passion simple (2013) esplora i meccanismi della passione, il punto più intenso di attrito del rapporto con l'altro e con se stessi. Attraverso la messa in scena del testo di Annie Ernaux gli acrobati attraversano tormenti e estasi in un dialogo tra parole e gesti, tra intimo e universale. I corpi sono alternativamente sublimati e strappati da un'assenza invasiva. L'interpretazione è di Marion Soyer, coreografa, danzatrice d'arte classica e acrobata francese

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Pietro Annigoni, i nudi sensuali del “pittore delle regine”

Fu un artista amatissimo e, al tempo stesso, per il suo classicismo e realismo - nonché per la sua attività di ritrattista dei potenti del mondo - uno dei pittori fortemente osteggiati dalle neo-avanguardie. Accanto ai modelli dei volti e dei corpi, resi sempre con un linguaggio alto e un'analisi acuta, i suoi dipinti si rivelano immediatamente, sotto il profilo cromatico per il recupero del blu e del rosso antico - o pompeiano -. Pietro Annigoni (nato il 7 giugno 1910 a Milano e morto il 28 ottobre 1988 a Firenze ) si richiamò, alle tecniche rinascimentali. La sua fama mondiale è particolarmente legata ai ritratti della regina Elisabetta II (1955) (National Portrait Gallery, Londra ), di Papa Giovanni XXIII e dello Scià di Persia. In questa galleria di nudi vedremo citazioni a Giorgione-Tiziano a Rembrandt-Boldini e a Novecento. a annigoni la-bella-italiana

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Nude e frammentate nello specchio, performance firmata Joan Jonas

Questa è un'intervista con l'artista Joan Jonas, che parla del suo pezzo di spettacolo Mirror Check, che ha allestito a 14 Rooms, la mostra Live Art durante Art Basel, organizzata da Fondation Beyeler, Art Basel e Theater Basel. Nel lavoro di Joan Joans, Mirror Check, la modella osserva e esamina il proprio corpo nudo con un piccolo specchio rotondo. Lo specchio simbolizza il tentativo di conoscenza di sé ma anche la frammentazione, perché riflette parti del corpo, senza poterlo restituire tutto

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