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Il nudo nell’arte

Jean Fouquet. Scandalosa amante del re. Agnese a seno nudo diventa la Madonna

UN QUADRO IN 30 RIGHE - Agnès Sorel, la bellissima Agnès, è la favorita di Carlo VII. Piace molto anche al potente ministro del re, Étienne Chevalier. Quando la donna muore, nel 1450, Chevalier commissiona al maggior pittore francese del tempo, Jean Fouquet, un’opera per la chiesa di Melun...

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Il cammeo erotico dei Romani. Suona, mio amore. Suonano i tuoi fianchi e civettuola la cavigliera tintinna

Esistono, nella rappresentazione plastica, poche scene forti e intense come quella che emerge da una coppa per libagioni del I secolo. E' un frammento. Vetro viola e concrezione vitrea mista a terra chiara lavorata e incisa, a livello di cammeo, così da conferire al frame erotico il massimo realismo. Il caricamento muscolare del maschio è perfetto, quanto meravigliosmente ricettiva è la parte posteriore della giovane donna. Il maschio non le usa violenza. Esercita una potenza rispettosa, alla quale il corpo femminile, in parte perduto, reagisce con analogo sentire. Certo, un capolavoro rimasto a livello di frammento

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Sussurra i versi dell’Aretino, mostra le immagini di Raimondi. E leggi:” Fottiamci, anima mia, fottiamci presto/ perchè tutti per fotter nati siamo;/ e se tu il c… adori io la p… amo,/ e saria il mondo un c… senza questo”

Il pittore Giulio Romano, importante allievo e collaboratore di Raffaello, dipinse una sorta di kamasutra della classicità greco-romana, con posizioni in buona parte statuarie e atletiche. Le opere, oggi perdute ma rilanciate da Marcantonio Raimondi, l'incisore di Raffaello, ispirarono al poeta Pietro Aretino i Sonetti lussuriosi, una raccolta poetica di esplicita natura sessuale, composta nel 1526. L'opera è divisa in due libri contenenti sedici e tredici composizioni. Le incisioni di Marcantonio Raimondi risalgono, in prima pubblicazione, al 1524 e componevano un sorta di manuale erotico o comunque un rilievo sessuologico che aspirava a quell'enciclopedismo che caratterizzava il periodo rinascimentale, come dimostra peraltro il titolo con il quale erano conosciute: I Modi o Le 16 posizioni. Nel 1527 Le incisioni furono unite editorialmente ai Sonetti lussuriosi dell'Aretino, ma quasi tutti i libri vennero fatti sequestrare dal papa e messi al rogo

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Franco Bocchi, disegni erotici di fuoco e di gioia. Le immagini

Artista di vaglia, Franco Bocchi è anche un notevole disegnatore, dotato di una scioltezza e incisività del tratto assolutamente non comuni. E'questa naturalezza sinuosa del segno a renderlo un ottimo autore di arte erotica. Questo aspetto - che pochi conoscevano - è stato sottolineato nel corso della vasta retrospettiva tenutasi a Chiari, nel Palazzo della cultura - estate 2016 -, nel corso della quale il curatore, Maurizio Bernardelli Curuz, ha chiesto che fosse riservata una sala appositamente allestita, su questo tema e su questa tecnica di convergenza tra disegno e pittura. L'approccio giocoso, pone l'artista a compiere alcune citazioni molto spontanee, quali, ad esempio, al Boldini erotico. [caption id="attachment_54133" align="aligncenter" width="1930"]10 NINFEA Franco Bocchi, Ninfea[/caption]

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Caillebotte, quando l’organo sessuale delle donne appare triste e desolato

Il volto è affaticato; una profonda occhiaia segna quelli che un tempo - qualche mese prima, perchè la modella è giovane - potevano essere lineamenti ingannevolmente belli; il brutto ventre prominente, risale gonfio dalla magrezza del corpo emaciato; la parte inferiore del bustino che le ha scavato una linea tra la carne tra la base della cassa toracica e la vita; la pelle, colpita dalla luce radente della finestra alle spalle della modella, cade flaccida, all'altezza del ginocchio sinistro; e un colorito malato, anche nell'ombra; e sull'alluce del piede destro nero di lucido da scarpe. Piedi contratti nai nervi, non distesi, come nelle Veneri classiche;e un gonfiore a livello dell'incavo della gamba destra.

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Iconografia – Perchè le antiche romane facevano l’amore tenendo il reggiseno?

Uno scarso interesse del maschio latino nei confronti del seno? Da escludere. Una rapinosa velocità nel giungere all'atto? Forse, ma non del tutto. La principale ragione per la quale nei dipinti erotici le donne romane appaiono sempre con il reggiseno risiede in un motivo legato a una pur semplice ragione semantica. La fascia pettorale di stoffa o, nei casi più raffinati, collane sottili che assecondano la rotondità della mammella, lambendo dolcemente i fianchi, sono una necessità iconografica per sottolineare la differenza tre le donne e le dee. Pur avendo le stesse forme, le divinità esibiscono il seno nudo, mentre il pittore sottolinea la natura delle donne normali con la fascia.

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Padovanino, l’impero dei sensi e della sensualità

Fu un pittore di grande sensualità,che esplorò l'intensità dell'eros, attraverso il recupero - di facciata - di racconti biblici - come Susanna e i vecchioni, Sansone Dalila, Giuditta e Oloferne)o della romanità classica. La sua Carità romana, che rappresenta il prigioniero Cimone mentre succhia il latte dal seno della figlia Pero, che gli fa visita nel carcere e che lo nutre in questo modo per evitare che muoia di fame, è uno dei racconti pittorici più conturbanti

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Francois Boucher – Louise O’Murphy, donna bellissima amata da Luigi XV e Casanova

Aveva 15 anni, nel 1752 quando Marie-Louise O'Murphy (Rouen, 21 ottobre 1737 – Parigi, 11 dicembre 1814) posò nuda per il pittore Francois Boucher, in uno dei dipinti licenziosi del grande maestro rococò e, a partire dallo stesso anno, diventò (1752-1755) amante del re Luigi XV. Era figlia di una rivenditrice di abiti usati e prostituta, madre usa a concedere le proprie figlie al miglior offerente, ma con l'avvedutezza di conservarne la verginità per il miglior offerente, in futuro. E che Marie Louise fosse stata scelta dal sovrano per questo particolare ufficio, ossservando il quadro, o fosse notataa da un gentiluomo di camera del re Luigi XV, Dominique Guillaume Lebel o che entrambi i fatti si intrecciassero, come pare probabile, o sisovrapponessero, poca importa

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Tintoretto – La pelle luminosa della Casta Susanna: struttura e impaginazione

L’atmosfera, all’apparenza serena – sul fondo si muove, accarezzando la superficie di un laghetto, un gruppo di anatre mentre, poco distanti, due cervi si abbeverano -, nasconde però una doppia insidia. L’attenzione dell’osservatore è immediatamente attirata dalla figura in primo piano, quella di Susanna, che, in virtù di un utilizzo della luce sapientemente studiata da Tintoretto, risplende nella sua carnagione chiara – che prevale su una vegetazione ombrosa – simile ad una dea pagana più che ad un’eroina biblica

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