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Illusioni ottiche nell’arte

Disegnare un buco in anamorfosi. Video tutorial

a anamorfosi

Un gioco divertente che si basa sulle grandi illusioni ottiche della pittura. Siamo in presenza di una bella anamorfosi, resa ancor più ingannatrice dalla presenza di elementi geometrici che accelerano notevolmente le vie di fuga. Ecco allora che, osservando il foglio non frontalmente, si dischiude una sorta di canale di caduta dell'acqua che immaginiamo produttore di gorghi. Lavoro molto divertente, ben eseguito. Ma ricordiamo che se, vogliamo applicarlo nel campo della street art o della decorazione di ampi spazi, dobbiamo sempre pensare che il buco sarà tale solo se osservato da una certa angolazione, come quella che vediamo nella fotografia a buco

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Come venivano realizzate le anamorfosi? Ecco il segreto dei pittori antichi

a anamorfosi

Quando il foglio veniva messo di sbieco, il disegno tratteggiato dalla luce si allungava a dismisura sul muro. A questo punto il pittore si avvicinava alla parete e, con un carboncino o una punta, ricalcava la proiezione luminosa, imprimendo sul muro le linee anamorfiche. Il disegno scorciato appariva così allungato da risultare incomprensibile a una vista frontale. Il pittore colorava poi il volto stesso e, per mascherare ulteriormente la fisionomia, dipingeva frontalmente piccoli cespugli, animali, oggetti che avevano il compito di creare un paesaggio apparente

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Come e perchè nasce l’Iperrealismo

mattew

L'iperrealismo si configura come una nuova tendenza artistica, in America e in Europa, tra la fine degli anni Novanta e il Duemila. Ciò che differenzia questo genere dal precedente fotorealismo - che si sviluppava, attorno agli anni Settanta-Ottanta - sempre a partire da un'immagine già sintetizzata, che in quel caso era una stampa fotografica - è un sempre maggior incidenza della verità lenticolare, attraverso il modello offerto dalla fotografia elettronica ad alta risoluzione

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Un aereo che vola sul foglio. Ecco il trucco per questa splendida illusione ottica

A AEREO

La prospettiva e la rappresentazione della realtà, in pittura, secondo un'aderenza al reale, svilupparono, nel tempo l'elaborazione di divertenti inganni ottici. Oggi li percepiamo come tali, ma un tempo essi erano finalizzati, ad esempio, a rendere più ampie e grandiose le chiese o a conferire, prima dell'avvento della fotografia, una verità rappresentativa altrimenti impossibile. Un inganno ottico per rendere più acuta e veritiera la realtà raffigurata. Come per questo aeroplano. Un semplice disegno, che non solo diventa tridimensionale, ma proietta tra sè e la parte inferiore del foglio un vuoto verticale sorprendente

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L’opera 3d più grande al mondo. L’artista Francois Abelanet entra nel libro dei Guinness World record

Quattro giganti anamorfosi tridimensionali raffiguranti realistiche scene di strada. Una di queste, che arriva a raggiungere i 4071 metri quadrati di superficie, ha fatto entrare l'artista francese Francois Abelanet nel libro dei Guinness Word Record nella sezione "La più grande anamorfosi (ovvero raffigurazione di un oggetto secondo una prospettiva diversa da quella centrale) del mondo". In occasione della presentazione dei nuovi Renault trucks ecco comparire in piazza Bellecour queste immagini che, osservate da una particolare angolazione prendono vita superando la piatta superficie del pavimento e creando effetti tridimensionali coinvolgenti

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Come realizzare facilmente questo impressionante disegno. Il video

a piramide

Di grande effetto è questo gioco anamorfico che consente di raggiungere rapidamente ottimi risultati, con una matita, un pennarello, una squadra e un lieve ritaglio. Otterremo l'illusione prospettica che vediamo nella fotografia e che potremo vedere sviluppare con rapidità e sicurezza dal giovane disegnatore del filmato. Per completare l'effetto impressionante del disegno, sono stati collocati oggetti veri sui falsi gradoni dello ziqqurat

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Nei labirinti dell’anamorfosi. Da un solo punto è possibile vedere Dio

A EDOARDO VI COPERTINA

“Anamorfosi” è parola che appare nel Seicento e designa una certa specie di “depravazioni ottiche” fondate sui giochi della riflessione e della prospettiva. Si tratta di immagini distorte, mostruose e indecifrabili che, se viste da un certo punto dello spazio o riflesse con accorgimenti vari, si ricompongono, si rettificano, infine svelano figure a prima vista non percepibili. La conoscenza dei procedimenti per costruirle fu a lungo trasmessa come dottrina magica e segreta, finché a partire dal Cinquecento le immagini anamorfiche hanno cominciato a diffondersi Perché furono deformate scene e figure, rese leggibili da un solo punto di vista? Non era tanto la ricerca di una curiosità meravigliosa, come avvenne poi nel ’700 e nell’800, ma la necessità dell’applicazione pittorica di un concetto filosofico e teologico: al di là degli inganni dei sensi è possibile vedere, in scorcio, la verità di Dio

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