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Pittura dell’ottocento

Van Gogh disegnatore, la tecnica – Trasformò il pennello in matita e usò la camera ottica

Van Gogh e il disegno. Per l'artista fu non solo un esercizio fondamentale, ma il tratto grafico fu persino trasfuso, a livello di pittura, attraverso le ben note segmentazioni delle linee, presenti nei suoi dipinti. Si può pertanto affermare che Van Gogh non si staccò dalla pratica disegnativa, trasformandola in un intervento fondante della sua espressione anche in ambito pittorico.

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I buoi bianchi di Giovanni Fattori

  Si potranno di nuovo ammirare, grazie ad una vendita all’asta che si terrà a Roma con esposizione anche a Milano, alcuni capolavori della pittura macchiaiola del nostro Ottocento. Proveniente dalla celebre Raccolta Checcucci e da decenni conservato gelosamente in collezione privata, ricompare alla fruizione dei collezionisti il capolavoro di Vincenzo Cabianca I marmi di Carrara Marina, tela datata 1861, ...

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Utagawa Hiroshige – La formazione, le fonti, le stampe e l’influenza sull’Occidente

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Renoir l’italiano

Nell’autunno del 1881, Pierre-Auguste è in crisi. La scelta impressionista gli va stretta, ormai. Decide così di mettersi in viaggio per il Belpaese. S’innamora della grande tradizione veneziana, degli affreschi di Pompei. Il genio di Raffaello lo manda in estasi. Al ritorno, la sua pittura non sarà più la stessa

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Eterno è l’attimo

Tutti lo conoscono come il più “giapponese” dei Nabis. Poi quel giovane artista, esponente di spicco del movimento dei “Profeti”, comincia a scalpitare. Dipinge quadri dove il colore lievita dai recinti della forma. La visione del reale si illumina dei lampi della memoria e del sogno, oltre lo spazio e il tempo. Finché Pierre Bonnard se ne fugge lontano dai clamori delle avanguardie, per dedicarsi anima e corpo alla missione di rendere “vivente la pittura”

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