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Scultura contemporanea

Jason deCaires Taylor, in fondo al mare il museo di scultura più suggestivo del mondo

Le sue sculture iperrealiste sono destinate al fondo del mare. E' così che si riempiono di vita silente, si colorano, vengono dolcemente modificate da concrezioni e da colonie di minuscoli esseri marini; sono rivitalizzate dalle correnti, dei pesci, dai coralli e dalle alghe. Jason deCaires Taylor, lo scultore che realizza questi straordinari lavori,è nato nel 1974 da padre inglese e madre della Guyana. E'cresciuto in Europa e in Asia, dove ha trascorso gran parte della sua infanzia, durante la quale ha esplorato la barriera corallina della Malesia

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Giulio Paolini – Obiettivi paradossi, la poetica, intervista, quotazioni gratis

“Il mio lavoro” racconta il grande maestro italiano, torinese d'adozione “si svolge intorno ad un diaframma implicito all’immagine, imponendo una lettura circolare che sottrae alla visione il valore dell’evidenza” - “L’artista è un’instabile controfigura che si aggira nel vuoto, senza però rinunciare a descriverlo”

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Silvia Naddeo, il cibo diventa scultura, mosaico, storia dei semplici

L’unicità di un oggetto ordinario, l’indagine di un vissuto straordinario. Tra le fette di una semplice zucchina si cela la scoperta di un percorso individuale, di una specificità distintiva: così la dicotomia alimento/oggetto si fa metafora dell’individualità rispetto alla moltitudine, svelando agli occhi di chi guarda e interpreta la singolarità di ciò che appare comune.

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Richard Serra, equilibrio tecnologico e colpo di frusta

Alla Gagosian Gallery (555 West 24th Street, New York, fino al 24 Ottobre 2015) la mostra Ramble Drawings. L’approccio tipico di Serra, di stampo concettuale, mira soprattutto ad evitare la rigida connotazione geometrica e seriale della Minimal Art, proponendo un progressivo «prosciugamento» emozionale con equilibri sospesi, da sinuosi fogli d'acciaio che creano un percorso curvilineo, ad un rigorismo morale ed ascetico di linee bianche su campo nero: il freddo assoluto e l’ azzeramento con la forma compiuta e chiusa in se stessa.

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Teka, una scultura sonora che scolpisce in un cubo le voci e le esplosioni di Gaza

L'opera del giovane artista Teka si è imposta nella sezione scultura del Premio Novicelli '15, raggiungendo il podio e collocandosi al secondo posto. L'opera, 60', è una scultura sonora che si presenta come un grosso cubo realizzato con materiale di recupero, alla cui base elementi luminosi hanno la funzione di staccarla visivamente dal terreno. La fonte sonora, che funziona in loop con la replicazione di un tracciato sonoro, è contenuta dal cubo. Stile Arte ne ha intervistato l'autore

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Robert Morris, danza e lacrime delle statue nei sudari pietrificati

Alla galleria Castelli di New York. La messa in scena di questi personaggi fantastici rivela un grado di complessità che richiama gli otto pleurants, il gruppo delle statuette piangenti eseguite da Carl Sluter - il maggiore scultore di stile gotico internazionale dell’Europa settentrionale - che si trovavano sulla tomba di Philippe Pot, siniscalco del duca di Borgogna. Questa coesistenza impossibile fra vuoto e pieno, accentuata dalla mobilità di personaggi di un repertorio drammatico privo di contesto, propone un linguaggio gestuale universale attraverso movimenti corporei e gestualità teatrali in grado di produrre astrazioni, oppure di fabbricare condotte non verbali che caratterizzano un ricco corredo di sensazioni insolite.

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