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La tecnica di Van Gogh – Guarda qui con la super-lente elettronica


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Quadro dipinto nell’anno precedente alla morte, quest’opera – Vue de l’Asile et de la Chapelle de Saint-Rémy, Veduta dell’ospizio e della cappella di Saint-Rémy ,autunno- rivela una grande sintesi, da parte di Van Gogh, e una progressiva perdita di quel procedere attraverso linee giustapposte di colore che caratterizza la sua pittura più analitica, che nasce da una trasformazione ella tecnci del disegno. Il quadro fu realizzato sur le motif – cioè di fronte al soggetto – nei pressi del manicomio di Saint Remy, nel Midi francese, dove l’artista si sarebbe tolto la vita l’anno successivo. L’opera è presa in un momento di transizione dalla luce all’oscurità e i colori preparati sono i primari: il blu e il giallo – che compongono la tessitura cromatica principale della tela.  una punta di rosso e di nero. Giallo e blu, che sono i colori dominanti nel dipinto vengono lavorati dal pittore, nella stessa tela, in modo diverso. Osserviamo le piante con con chiama verde-blu, davanti al piccolo nucleo architettonico.

L’osservazione ingrandita di questo punto – e lo potrete constatare direttamente, percorrendo, poi,la superficie della tela – permette di affermare senza possibilità di dubbio che l’artista mescolò direttamente i colori sulla tela, evidentemente schiacciando il tubetto del blu e del giallo , proprio in quel punto. Ciò è testimoniato dall’estrema vischiosità della materia, che viene lavorata, matericamente dal pittore, con movimento di polso, con il quale crea, come sempre, una direzionalità della stesura. La lente elettronica ci consentirà di osservare che Van Gogh lavorava con colori puri, senza diluenti poichè essi appaiono con la stessa consistenza che hanno nei tubetti. La stesura dei cirri dorati, nel cielo, quanto le linee cromatiche direzionali del campo, sono date a corpo – cioè senza diluizione – al termine dell’opera, qualche ora dopo la prima seduta, poichè non vengonp assorbiti dalla stesura sottostante; segno che la luce viene posta a tela quasi asciutta.

L'area del prato, nel dipinto di Van Gogh. E' visibile un impasto molto denso, di fondo, scaturito dalla mescolanza dei colori sulla tela stessa. Colori dati a corpo, senza diluizione, che appaiono in rilievo. Le linee colorate hanno la funzione di creare una direzionalità prospettica e di sagomare, nella diversa inclinazione, gli scoscendimenti del terreno. L'opera si presenta realizzata in due fasi. La prima che raggiunge il 90 per cento della stesura. La seconda, a fondo asciutto o quasi asciutto, è un intervento di di finitura, cromatico-lineare

L’area del prato, nel dipinto di Van Gogh. E’ visibile un impasto molto denso, di fondo, scaturito dalla mescolanza dei colori sulla tela stessa. Colori dati a corpo, senza diluizione, che appaiono in rilievo. Le linee colorate hanno la funzione di creare una direzionalità prospettica e di sagomare, nella diversa inclinazione, gli scoscendimenti del terreno. L’opera si presenta realizzata in due fasi. La prima che raggiunge il 90 per cento della stesura. La seconda, a fondo asciutto o quasi asciutto, è un intervento di di finitura, cromatico-lineare

Per usare la super-lente elettronica, cliccare sul link, più sotto. Attendere il caricamento. Una tastiera virtuale apparirà alla base del quadro, offrendoci la possibilità di muoverci sul quadro e di compiere, da vicino viaggio emozionante nella grande pittura, osservata a livello di macroscopico ingrandimento.

vangogh

 

La scheda del quadro che abbiamo esaminato

Vincent Van Gogh (1853-1890), Vue de l’Asile et de la Chapelle de Saint-Rémy, olio su tela,
45,1 x 60,4 centimetri, dipint0 a Saint-Rémy nell’autunno 1889

 

Provenienza dell’opera e passaggi di proprietà

Theo van Gogh, fratello del pittore, Paris.

Johanna van Gogh-Bonger, Parigi.

Paul Cassirer, Berlino,  il 20 feb 1907.

Margarete Mauthner, Berlino, maggio 1907.

Galerie Marcel Goldschmidt & Co., Frankfurt-am-Main e Berlino.

Alfred Wolf, Stoccarda, Lintal, Svizzera e Buenos Aires, dopo il 1928;.

Vendita da Sotheby, Londra, il 24 aprile 1963,  lot 6. Acquisto da parte di Francis Taylor, a nome di sua figlia, l’attrice Elizabeth Taylor.

L’opera viene portata all’asta nuovamente nel 2012,da Christie’s e battuta a 16 milioni di dollari

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