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Cosa vuol dire “fare le fiche” o “far le fighe”

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Far le fiche o far le fighe è un gesto volgare caduto in disuso, ma ampiamente citato nella letteratura, con particolare frequenza in Rabelais e nelle opere di natura burlesca, grottesca o comica, ma pure in opere di registro alto, come nella Divina Commedia. Il gesto consiste nel chiudere a pugno la mano, inserendo il pollice tra indice e medio. In questo modo si rappresenta l’organo sessuale femminile – la fica o figa, nel gergo volgare – che viene posseduto dal pene rappresentato dal pollice. Esso è un gesto di sopraffazione, come sopraffazione era intesa, un tempo il rapporto erotico tra uomo e donna.

Il maschio dominante si riferisce in questo modo alla potenza del suo pene e della sua figura, lanciando un messaggio di dominio territoriale. Quel segno è oggi sostituito dal pugno chiuso e dall’innalzamento del medio che simula il pene in erezione. E’ un gesto d’insulto, come l’esibizione dei genitali, in quanto tende a raffigurare un soggetto attivo che sottomette sessualmente un soggetto passivo. Oggi, in italiano, si usa, al contempo, la frase “va’ a fan culo” o “incùlati” con tutta una serie di varianti e di italianizzazione di termini dialettali, legate alla sfera dell’omosessualità. La mano conchiusa in questo modo assumeva anche un valore di scongiuro contro il Caso e il Destino, mostrando il soggetto gioiosamente armato – come dimostra l’iconografia – a sostenere ogni prova, con baldanza e con il sorriso sulle labbra.

Anonimo, cerchia di / Anonyme, cercle de Bartolomeo Manfredi, Bravo che fa un gesto volgare / Homme faisant le geste de la fica, c. 1615-1625, olio su tela / huile sur toile, Museo nazionale di Palazzo Mansi, Lucca

Anonimo, cerchia di / Anonyme, cercle de Bartolomeo Manfredi, Bravo che fa un gesto volgare / Homme faisant le geste de la fica, c. 1615-1625, olio su tela / huile sur toile, Museo nazionale di Palazzo Mansi, Lucca


Godfried Schalcken, Uomo che fa il gesto delle fiche

Godfried Schalcken, Uomo che fa il gesto delle fiche

Al fin delle sue parole il ladro
le mani alzò con amendue le fiche,
gridando: “Togli, Dio, ch’a te le squadro!”
(Dante Alighieri, Divina Commedia, XXV canto dell’Inferno)

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IL FICO-FICA NELLA PITTURA

http://www.stilearte.it/fico-quante-allegorie-sessuali-nellarte-con-desinenza-in-a/

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