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Dipingere l’erba di un prato – Tecniche, colori, tutorial


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Dipingere con olio o con acrilico l’immagine di un prato – ma anche realizzarla con le matite o con i pastelli a olio o quelli magri – è certamente un compito che può essere sottovalutato, ma che presenta, in realtà, molte difficoltà ai fini di una resa realistica del dipinto. E, per certi aspetti, centrare le vibrazioni del verde e le variazioni tonali può risultare il valore aggiunto al nostro dipinto.

La difficoltà di dipingere l’erba, anche con pennellate larghe, consiste nel pregiudizio visivo da cui muoviamo. Per convenzione si dice che l’erba è verde, ma questo colore, in realtà occupa solo una parte del prato. La realizzazione del dipinto implica, per ottenere i migliori risultati, una particolare preparazione della tela. Innanzi tutto osserviamo l’opera di Cesare Bertolotti, un pittore bresciano vissuto tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Bertolotti è riconosciuto come un importante “maestro dei verdi naturali”.
Il quadro di Cesare Bertolotti che proponiamo qui in fotografia –  dopo l’intervento di restauro conservativo – appartiene alla tipologia pittorica dell’autore riconducibile alla metà degli anni Venti del Novecento. L’opera, sviluppata in orizzontale (50,5×110 cm), è connotata da una forte resa luministica che permea l’intera rappresentazione. In primo piano, una donna, seduta su una roccia, lavora con ago e filo, mentre al centro un’altra contadina, con la gerla sulle spalle, si dirige verso una baita. Lo scenario naturale che incornicia questa suggestiva veduta è caratterizzato dall’imponente catena del Tredenus, in Valcamonica, sovrastata da un cielo di intenso azzurro, “virgolato” da pennellate rosa, che risultano un richiamo divisionista.

“Bertolotti – dice Giorgio Orlandi, il restauratore che è intervenuto altre su questa e su numerose opere del maestro -ha operato in prevalenza ad olio, utilizzando per supporto la tela ed il cartone adeguatamente preparati e seguendo con scrupolo il dettato del “dipingere grasso su magro”. La vera ricerca – e forse unica sperimentazione – che l’autore ha condotto, riguarda la scelta cromatica della preparazione di fondi oleo-resinosi. Dal fondo del quadro qui considerato, infatti, durante i restauri sono emersi svariati colori, secondo una metodologia adottata, tra l’altro, dal sommo Tiziano. Queste stesure di preparazione della tela o del cartone venivano fatte asciugare; l’artista iniziava poi la realizzazione propriamente detta dell’opera. Soprattutto i verdi, grazie ad una diversa vibrazione sui colori del fondo, imitavano alla perfezione, nella mutevolezza, le morbide discontinuità cromatiche presenti in natura”.

Cosa significa dipingere “grasso su magro” e cosa ha visto il restauratore sotto il colore di superficie? Per preparazione magra della tela -e lo vedremo nel filmato – si intende una stesura molto diluita di colore in essenza di trementina o, meglio ancora, in acquaragia. Questi solventi eliminano l’olio rendono le tinte magre, prive di sostanze oleose. Per certi aspetti la pittura magra assomiglia, cromaticamente e come comportamento,  all’acquerello.

Quindi: Bertolotti prendeva i colori del tubetto – blu, marrone, rosso, nero, giallo -, ne schiacciava una punta sulla tavolozza e immergeva il pennello nell’acquaragia, portandone una buona quantità sul colore. Con la soluzione magra e rarefatta stendeva un fondo sulla tela bianca, creando diverse aree di colore a macchie. Lasciato asciugare rapidamente il fondo, interveniva con pittura grassa, cioè con colore ad olio non più così diluito. Il fondo si comporta come la terra sottostante il prato – che non è completamente coperto, se escludiamo i prati dei giardini moderni – e come la parte dell’erba che si avvicina alla parte radicale.

monet albero luce prato

L’erba dipinta da Monet. Da notare le pennellate a virgola e l’intreccio di colori verde, verde scuro, blu e rosa-marrone

 

 

Ora, alla luce di quanto abbiamo detto, osserviamo il tutorial. La stesura è qui eseguita ad acrilico. Ma la regola non cambia. Vale anche per l’olio, per le matite o per i pastelli. Il primo barattolo mostrato dal pittore è un acceleratore di asciugatura. Non è indispensabile. L’acrilico asciuga rapidamente se messo all’aperto o se la tela viene fatta “sventolare”. A chi usa i colori a olio consigliamo invece di preparare una pittura magra, per il fondo, sciogliendo il colore in acquaragia. L’asciugatura è, anche in questo caso, molto rapida. Se operiamo all’aperto, essa non richiede più di una decina di minuti. Alla fine il pittore del tutorial usa un’altra sostanza: è la vernice finale mischiata al colore, per ottenere un effetto smalto sui verdi chiari della parte apicale dell’erba. A nostro giudizio, per essere tonalmente più efficace, il pittore avrebbe dovuto mischiare in alcuni punti, il verde al rosso e il verde al giallo.
Una lezione sui colori del prato si rivela ottima anche a scuola per potenziare le capacità d’osservazione dei bambini e dei ragazzi e per rimuovere l’idea del colore convenzionale. Ciò non significa forzare la creatività dei più piccoli. Ma spiegare a loro che esistono più modalità di rappresentazione della realtà, a partire dal sistema analitico, per giungere a quello sintetico, più legato all’immaginazione.

 

Un prato dipinto con pastelli a olio su tavola. L'immagine ravvicinata permette di vedere la mescolanza di colori utilizzata dal pittore per ottenere un effetto di realismo magico. La stessa tecnica può essere usata con le matite colorate. In quel caso va fatta una stesura lieve di colori, molto rarefatta sul fondo, sul quale poi si disegna con le matite verdi

Un prato dipinto con pastelli a olio su tavola. L’immagine ravvicinata permette di vedere la mescolanza di colori utilizzata dal pittore per ottenere un effetto di realismo magico. La stessa tecnica può essere usata con le matite colorate. In quel caso va fatta una stesura lieve di colori, molto rarefatta sul fondo, sulla quale poi si disegna con le matite verdi

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