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Educare agli inganni di photoshop. Ecco il prima e il dopo

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Le nuove tecnologie comporteranno, sotto l’aspetto educativo e percettivo, una nuova necessità morale e didattica, al cospetto delle immaginI. E cioè che, a differenza di quanto riteniano come dato acquisito – “la fotografia è la modalità di rappresentazione oggettiva della realtà” – il prodotto fotografico è estremamente manipolabile, attraverso programmi di grande resa. Non è un concetto da poco. In passato erano possibili fotomontaggi o lievi fotoritocchi.


Oggi, chiunque, è in grado di deformare la realtà. Questo dato di fatto, al di là delle implicazioni generali, può avere un grande peso da considerare nella vita di tutti i giorni, soprattutto quella delle adolescenti o degli adolescenti, che sono ancora preda di pregiudizi estetici e che avvertono il proprio crpo imperfetto, inadatto a presentarsi e a partecipare alla competizione sociale e sessuale. La nuova educazione all’immagine passa anche attraverso la consapevolezza che le grandi magre, le grandi perfette non solo passano la propria vita a modellare il prOprio corpo in palestra, ma sono oggetto, soprattutto, di notevoli ritocchi fotografici. La controprova divertentissima – e molto utile sotto il profilo pedagogico – è il recupero dei giornali di gossip nei quali le state bellezze sono fotografate fugacemente in spiaggia o sotto il sole. Anche i loro corpi statuari si presentano pieni di “difetti”, che tali non sono, forse, ma segni di umanità.

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