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Elena Debiasio, Nell'Aggregazione 2013, installazione, 3x4,5x4,5 m., 64 teli di garza e filo di cotone
Elena Debiasio, Nell'Aggregazione 2013, installazione, 3x4,5x4,5 m., 64 teli di garza e filo di cotone

Elena Debiasio, l’alfabeto Morse e il magnetismo dell’anima

Stile arte intervista Elena Debiasio, vincitrice del terzo premio pittura, categoria over 25 della quinta edizione del Premio Nocivelli 

 

 

 

 

Elena Debiasio, Aggregazioni, 2013, pigmenti e resina su tela, 100x100 cm. Opera salita sul podio del Premio Nocivelli

Elena Debiasio, Aggregazioni, 2013, pigmenti e resina su tela, 100×100 cm. Opera salita sul podio del Premio Nocivelli

Iniziamo con una breve scheda anagrafica, come se leggessimo una carta d’identità. Sotto il profilo della produzione artistica può immediatamente specificare il suo orientamento stilistico ed espressivo? 


 Sono nata, vivo e lavoro a Milano. Qui ho frequentato una scuola d’arte particolarmente orientata all’illustrazione e alla pittura iperrealista, mia prima grande passione. Per anni ho dipinto quadri il cui minuzioso realismo non era una gara con la fotografia, ma – ne prendevo piano piano coscienza – la manifestazione del desiderio di entrare nelle cose, di rappresentare i mondi interiori. Una estremizzazione di questa ricerca è stato il fotografare pezzetti di stoffa non più grandi di tre o quattro centimetri, ingrandire la foto e ricavarne dipinti a olio grandi un metro per un metro e mezzo, rappresentando ogni filo e ogni intreccio, con le rispettive ombre e luci. E forse ancora di più il periodo che ho chiamato  “iperrealismo astratto”, quando su grandi quadri dal fondo nero, un unico sottilissimo filo appariva e veniva suddiviso in altri “sottofili”, e ancora, ancora, per poi gradualmente ricostituirsi fino a ritornare ad essere un unico sottilissimo filo che “usciva di scena”.Una vera e propria rivoluzione copernicana è stato l’incontro con la maestra e artista internazionale di calligrafia orientale Paola Billi. Con lei ho studiato il segno, il gesto, il rapporto fra il corpo e la superficie, una superficie molto grande, sulla e nella quale stai, vivi e realizzi l’opera. Il ciclo “Gesti di luce”, grandi opere di 3m x 3m, sono stati il frutto della conoscenza di nuovi strumenti, come i grandi pennelli della calligrafia cinese e giapponese.

 

L’indagine sul segno e la sua frammentazione mi hanno, in seguito, portato alle riflessioni sulla grande legge universale del magnetismo, che mi si evidenziava osservando che il segno è, in fondo, un insieme più o meno grande di microelementi, da noi percepito come un’unica entità. Inizia così il lavoro sulle Aggregazioni, che ancora oggi mi affascina e mi impegna.Venendo al punto attuale della mia ricerca e premettendo che definire e incasellare è sempre abbastanza difficile, posso dire che mi muovo nell’ambito di una microgestualità, temperata dalla successiva cura di ogni particolare, un modo di procedere assimilabile a quello iperrealista (ecco riaffiorare il mio antico amore). E’ pure presente, sottostante, la ripartizione geometrica della superficie, secondo numeri e proporzioni, come la sezione aurea, mai casuali; il tutto, però, con un trattamento del supporto che in me rievoca uno spazio profondo e costantemente fecondo di eventi.

 

 

Elena Debiasio, Aggregazioni, (particolare), 2013, pigmenti e resina su tela, 100x100 cm. Opera salita sul podio del Premio Nocivelli

Elena Debiasio, Aggregazioni, (particolare), 2013, pigmenti e resina su tela, 100×100 cm. Opera salita sul podio del Premio Nocivelli

 

Nell’ambito dell’arte, della filosofia, della politica, del cinema o della letteratura chi e quali opere hanno successivamente inciso, in modo più intenso, sulla sua produzione? Perché?

 

La semplicità, poesia, potenza, di Mark Rothko. L’armonia, l’equilibrio di Mondrian. La disinibita libertà di Pollock. L’estrema essenzialità del minimalismo di Judd. Il “non finito” michelangiolesco. Il coinvolgimento che mi procurano le teorie del campo e del bosone di Higgs. I cieli di Van Gogh con il loro vorticare di energie. La levità delle sculture di Fausto Melotti. La pittura di Turner, carica di movimento e di luce. Il concetto filosofico di monade, espresso da Leibniz. Sono tanti, forse troppi per rievocarli tutti qui i richiami, gli spunti dall’esterno che entrano in sintonia con la mia sensibilità. E forse, più che incidere, come dice la domanda, sulla mia produzione, essi mi accompagnano e con essi procedo.

 

 

Può analizzare nei temi e nei contenuti l’opera da lei realizzata e presentata al Premio Nocivelli, illustrando le modalità operative che hanno portato alla realizzazione?

 

L’opera presentata al Premio Nocivelli si intitola “Aggregazioni”, tema che caratterizza la mia ricerca degli ultimi anni.   

Un punto magnetico invisibile si muove nello spazio,

attirando a sé elementi, corpuscoli che lo rendono manifesto.

Tutto è aggregazione.

Il magnetismo che ogni idea ha in sé aggrega i microelementi che la manifestano.

La rappresentazione è rarefatta, corpuscolare.

Le particelle sono entità distinte, monadi che non perdono la propria identità.

Nel grande bianco, mosso dalle tensioni e alterazioni della superficie,

la luce agisce con tutte le sue potenzialità, in modi sempre diversi e inattesi.

 

 Indirizzi di contatto

www.elenadebiasio.it

elena@elenadebiasio.it |biancokappa@gmail.com

 

REGOLAMENTO, MONTEPREMI E ISCRIZIONI DEL PROSSIMO PREMIO NOCIVELLI

http://www.premionocivelli.it/home.pag

 

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