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Mario Cresci, Senza titolo, 2014 | Ex / Post. Orizzonti Momentanei
Mario Cresci, Senza titolo, 2014 | Ex / Post. Orizzonti Momentanei

Ex / Post. Orizzonti momentanei. Mario Cresci a Gallarate

MARIO CRESCI. Ex / Post. Orizzonti momentanei
Gallarate, Museo MA*GA (via De Magri 1)
7 settembre – 19 ottobre 2014

Orari:
dal martedì al venerdì, 9.30-12.30; 14.30-18.00
sabato e domenica, 11.00-18.30

Ingresso gratuito

INFO
Tel. +39 0331 706011
Fax +39 0331 706048
info@museomaga.it
www.museomaga.it

L’evento di fine estate del Museo MA*GA di Gallarate vedrà protagonista Mario Cresci (Chiavari, 1942), riferimento sin dagli anni sessanta per tutte le ricerche che sviluppano un approccio sperimentale all’utilizzo del linguaggio fotografico.

L’artista ligure è stato invitato dal MA*GA per la rete OFFICINA CONTEMPORANEA [OC] – Sistema Culturale Urbano, a realizzare un lavoro inedito sul tema della città, appositamente pensato per il museo e per Gallarate.


La mostra, in programma dal 7 settembre al 19 ottobre 2014, curata da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni, presenterà 40 opere di Mario Cresci che racconteranno il territorio gallaratese, la sua identità geografica e architettonica.

Cresci ha colto, nelle diverse giornate di campagna fotografica passate a Gallarate e nelle sue vicinanze, l’estrema stratificazione del territorio.
Il titolo del progetto Ex / Post. Orizzonti momentanei fa proprio riferimento ai continui mutamenti e agli insediamenti di un paesaggio in costante trasformazione.

Le immagini racconteranno luoghi interni alla città, come le archeologie industriali in cui sopravvivono delle celle di lavoro marginali, o quelle trasformate in destinazioni d’uso diverse per le quali erano state pensate, come il Museo del Volo di Malpensa o ancora la nascita di nuovi complessi edilizi sovrapposti su quelli di antiche preesistenze.

Mario Cresci, Senza titolo, 2014 | Ex / Post. Orizzonti Momentanei

Mario Cresci, Senza titolo, 2014 | Ex / Post. Orizzonti Momentanei

Il progetto di Mario Cresci è il primo di una serie che, in un prossimo futuro, vedrà il MA*GA affermare, in maniera sempre più importante, un ruolo di committente, chiamando a collaborare i grandi esponenti della fotografia internazionale su programmi specifici.
Inoltre, alcune delle opere realizzate in queste occasioni troveranno stabilmente posto all’interno della collezione permanente del museo gallaratese.

La rete OFFICINA CONTEMPORANEA [OC] – Sistema Culturale Urbano, sostenuta da Fondazione Cariplo ed elaborata da undici istituzioni attive nella città di Gallarate proporrà, fino al 2016, una serie di iniziative nei diversi ambiti che contraddistinguono la cultura contemporanea, quali festival, incontri, convegni, mostre, concerti, spettacoli, diventando, per l’appuntamento di EXPO 2015, un ottimo volano di promozione per l’intero territorio gallaratese.

Note biografiche
Mario Cresci, Chiavari (GE), 1942.
Fin dagli anni Sessanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, le installazioni. Tra i primi in Italia della sua generazione, applica la cultura del progetto e la coniuga a una sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale. Le capacità di analisi della percezione visiva, della forma e della fenomenologia del pensiero artistico, acquisite al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano subito, tra la fine degli anni Sessanta e per tutto il decennio successivo, con lʼesperienza del lavoro sul campo.
Negli anni 1968 e 1969 svolge la sua attività tra Roma Milano e Parigi.
A Roma, in particolare, realizza con due nastri fotografici dai contenuti di contestazione politico-sociale, una serie di performances urbane.
A Milano invece compone la prima installazione fotografica in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano, esponendo un migliaio di cilindri trasparenti contenenti altrettante fotografie, anch’esse trasparenti, intese come simboli del consumismo di allora, nel nome del dualismo tra ricchezza e povertà.
È del 1979 “Misurazioni”, il libro che conclude il progetto sperimentale del laboratorio-scuola di formazione artistica tra arte, multimedia e design, ideato per la Regione Basilicata. Questa esperienza lo avvicina sempre più all’insegnamento che, dalla fine degli anni Settanta in poi, diviene parte integrante del suo lavoro dʼautore.
Tra il 1991 e il 2000, in qualità di direttore dellʼAccademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, inserisce nella sua innovativa programmazione interdisciplinare numerosi eventi culturali dedicati ai giovani artisti come: “Arte & Impresa”, “Clorofilla” e “Accademie in Europa”, in collaborazione con Vittorio Fagone e la GAMEC di Bergamo. Dopo questa complessa esperienza culturale, riprende il suo lavoro dʼautore.
Varie sono le tematiche e le sperimentazioni sviluppate nelle sue opere nel corso degli anni: dagli slittamenti di senso, alle variazioni; dalle analogie al rapporto con il paesaggio e i luoghi dell’arte, come nelle opere site specific che appartengono alle ricerche degli ultimi anni.
Dal 2005 in poi intensifica la sua attività artistica distaccandosi ulteriormente dall’idea di una fotografia fine a se stessa, nell’intenzione di rendere più leggibile, attraverso la sperimentazione, il rinnovamento teorico e pratico dell’immagine che attraversa altre discipline e saperi diversi.
Come docente, tiene corsi di Teoria e metodo della fotografia al Politecnico di Milano, all’ISIA di Urbino. all’Orientale di Napoli, alla Facoltà di Lettere di Parma, allo IED e alla NABA di Milano e dal 2004 al 2011 nel biennio di specializzazione in Fotografia allʼAccademia di Brera di Milano.
Per diversi anni è visiting professor all’Ecole d’Arts Appliqués di Vevey (CH).

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