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Giannetto Vimercati


Giannetto Vimercati, particolare, Marien Platz a Monaco

Giannetto Vimercati, particolare, Marien Platz a Monaco

Varien Platz a Monaco, dipinto dalle tonalità accese, trasfiguranti, condensa quanto prodotto da Giannetto Vimercati (1888-1944) nel breve periodo trascorso a Monaco di Baviera (1912-13) entro il clima della Secessione, momento nel quale sono in auge gli stilemi klimtiani. Ma con il ritorno alla città natia affiorano echi segantiniani, anticipatori della successiva visione influenzata dalla tradizione pittorica lombarda, condivisa da altri noti artefici locali. I motivi ispiratori sono racchiusi in pochi brani paesaggistici dedicati al territorio bresciano: la Valle Trompia, il lago di Garda. Militare durante il primo conflitto mondiale, al rientro dal fronte Vimercati partecipa alle mostre allestite nel Ridotto del Teatro Grande (1919), dove fra le altre opere espone L’allarme, Trasparenze e Vento, “costruite con singolare gusto e sicurezza”. Giudizio valido anche per i dipinti presentati in seguito accanto a quelli di Cesare Bertolotti, Emilio Pasini, Cresseri, Barbieri, Bosio… L’immersione nel clima culturale locale è favorita pure dall’adesione alle manifestazioni della “Società per l’Arte in Famiglia”, animata da Rovetta e Manziana.

Giannetto Vimercati,  Tizio di Collio

Giannetto Vimercati, Tizio di Collio

Come non ricordare poi la vasta rassegna del Paesaggio italiano, ordinata nella Villa Alba di Gardone Riviera nell’inverno 1920-21? Vimercati figura accanto ai bresciani Filippini, Soldini, Bertolotti, Cresseri, Verni, Fiessi e ai protagonisti della pittura italiana del tempo: basti citare Antonio Fontanesi, Lorenzo Delleani, Mosè Bianchi, Gaetano Previati, Emilio Gola… Ripercorrendo l’itinerario creativo di Giannetto Vimercati, si scoprono caratteristici angoli cittadini, ma soprattutto i rustici casolari di Tizio di Collio, di Ome o di minuscole località valtrumpline coronate da rigogliose trame collinari; il Garda, invece, rivive nelle atmosfere ventose, nelle trasparenze, nei forti contrasti cromatici che precedono l’uragano. Purtroppo sopravvengono tempi amari per Vimercati, spirito libero, educato agli ideali di giustizia; deve aver sofferto non poco a causa del potere mortificante affermatosi anche a Brescia. Con l’avvento della seconda guerra mondiale, si rifugia dai parenti ad Ome, luogo dal quale è testimone dell’apocalittica luce prodotta dai razzi e dagli ordigni esplosivi durante il bombardamento del 13 luglio 1944. A fronte di quei bagliori il cuore non gli regge, immaginando la distruzione della sua città che, tramite i colori, ha conosciuto: le nobili mura, le popolose contrade, le prospettive entro le quali palpita l’esistenza degli umili.

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