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I tesori miniati trovati percorrendo i novanta chilometri dell’Archivio segreto vaticano

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L’Archivio Segreto Vaticano custodisce la più ricca e preziosa raccolta di documenti del mondo. Oltre mille anni possono essere “ raccontati” attraverso gli atti allineati in circa novanta chilometri scaffalature. Nella sua moderna concezione, esso nasce intorno al 1610, per iniziativa di Paolo V, sebbene fin dai tempi apostolici i papi conservassero con cura le scritture che si riferivano all’esercizio delle loro attività. Il complesso di tali scritture era riunito nello Scrinium Sanctae Romanae Ecclesiae, che, di regola, seguì i pontefici nelle diverse residenze. Dopo vari progetti per creare un archivio centrale della Chiesa, Paolo V ordinava di trasferire nelle tre sale adiacenti alla Biblioteca Segreta (le cosiddette Sale Paoline) registri di bolle e di brevi, libri della Camera, collezioni di documenti.

archivio segreto testo scritto per interno

Ebbe origine così l’Archivio Segreto Vaticano. Le sale preposte al suo insediamento furono appositamente pavimentate e affrescate; le tre Sale Paoline, adiacenti al Salone Sistino, si animarono nelle pareti e nelle volte di splendide scene raffiguranti atti di donazione da parte di diversi sovrani europei alla Santa Sede. Le sale furono attrezzate con armadi in legno di pioppo recanti le armi gentilizie e gli emblemi, a intarsio e cesello, di nobili famiglie, tra cui i Borghese, i Pamphili e i Chigi.

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Nel 1880-1881, per volontà di Leone XIII, l’archivio pontificio fu aperto agli studiosi divenendo così il principale centro di ricerche storiche a livello planetario. E’ del 1884 la fondazione della Scuola di Paleografia, di Diplomatica e Archivistica. L’Archivio Segreto Vaticano esplica la propria attività culturale con lo studio, l’esame e la pubblicazione dei documenti custoditi. Lo stesso mantiene inoltre rapporti gli studiosi di diverse nazioni, partecipa a missioni archivistiche, congressi, conferenze, esposizioni, mostre documentarie fornendo materiale, supporto e risorse umane di alto profilo. Durante il pontificato di Giovanni XXIII (1958-1963) sono stati istituiti ufficialmente il gabinetto fotografico e il laboratorio per il restauro dei documenti con legatoria. A questi è seguito un laboratorio altamente specializzato di interventi di recupero e di restauro dei sigilli. Un’opera assai impegnativa, voluta espressamente da Paolo VI e inaugurata da Giovanni Paolo II nel 1980, è stata la costruzione del grandioso edificio destinato all’ampliamento dell’archivio. Si tratta di una struttura realizzata su due piani, ricavata nel sottosuolo del Cortile della Pigna, per una capienza di quarantatremila metri lineari di scaffalatura.

In questo contesto si sviluppa l’attività editoriale dell’Archivio Segreto. Nel 2000 si vara Exemplaria Praetiosa Archivi Segreti Vaticani: un progetto straordinario ed ambizioso, avviato per volontà delle massime autorità vaticane al fine di adempiere alla responsabilità storica che deriva dal custodire e divulgare un patrimonio culturale immenso, unico al mondo. Nascono così edizioni speciali a tiratura rigorosamente limitata, eseguite secondo le antiche tecniche dell’arte orafa, dell’arte grafica, dell’arte tessile e sotto la direzione di tecnici espertissimi. Con gli Exemplaria Praetiosa i tesori conservati in Vaticano, patrimonio dell’umanità, possono riprendere vita ed essere conosciuti ed ammirati ovunque. Una collezione irripetibile, iniziata ufficialmente con Jubilaeum 1300-2000 (Exemplaria Praetiosa, I), che raccoglie le testimonianze del primo Giubileo della storia, indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300, e dell’ultimo, grande Giubileo del 2000. Il primo esemplare fu consegnato a Giovanni Paolo II, nel corso dell’ Udienza generale del 13 dicembre 2000, quale simbolo cristiano del passaggio al nuovo millennio. Munificentia Venetiarum (Exemplaria Praetiosa, II), edita in soli 399 esemplari numerati e certificati, e già considerata, per sua natura, una rarità, presenta la riproduzione del documento miniato e dotato di sigillo in oro finemente lavorato con cui il Doge Pasquale Cicogna, nel 1586, donava a Papa Sisto V il Palazzo Gritti a San Francesco della Vigna. Un importante atto che si colloca all’interno della ricchissima documentazione conservata negli Archivi Vaticani, riguardante i rapporti tra Venezia e la Santa Sede tra il XV e il XVIII secolo. Due pregiati tomi di grande formato rilegati in pergamena naturale, raccolti in una custodia realizzata in cuoio toscano pieno fiore, si presentano agli occhi dell’appassionato bibliofilo nella loro ricercatezza; sul dorso del contenitore la pelle traforata con il motivo di intreccio delle antiche legature lascia intravedere l’elegante finitura del contenuto. L’opera accompagna i fruitori in un viaggio a ritroso nel tempo.


Il volume che contiene l’edizione critica del documento consente di calarsi nel panorama storico-politico della Serenissima Repubblica e di gustare la visione, penetrandone le diverse valenze. Ampi spazi sono dedicati all’architettura di Palazzo Gritti e al profilo di Pasquale Cicogna, inserito nel contesto del suo dogato. Numerose stampe policrome propongono i particolari più significativi della parte miniata. Tutte le emissioni di Exemplaria Praetiosa sono a tiratura limitata e rigorosamente conformi agli originali.
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Ogni esemplare è numerato e autenticato personalmente dal Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, che sottoscrive le relative certificazioni.

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