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Juan Eugenio Ochoa

Juan Eugenio Ochoa, finalista del Premio Nocivelli 2014, analizza la propria opera

nocivelli

Come nasce la sua ricerca artistica?
Lirica-analitica non è solo il titolo di un’opera ma un programma di lavoro, un modus operandi. La stratificazione pittorica ottenuta con la sovrapposizione di colori, di linee e di velature, corrisponde a una procedura manuale che proprio nell’atto di ricostruire la realtà, trova il modo di distaccarsene. Alle immagini di partenza, tratte dai giornali o dagli albums fotografici si sovrappongono altre più recenti generate durante il fare pittorico stesso. Si sviluppa cosi sulla tela un processo di trasformazione costruttiva in cui l’immagine, anziché trovare una nuova identità, afferma il suo carattere mutevole, la sua “vita” paradossale e la sua natura di “fantasma” e come la memoria della quale proviene, rimane sempre sfuggente e inafferrabile.

In che modo l’opera selezionata sviluppa i temi di questa ricerca?
La costruzione dell’opera si basa nell’uso di linee di luce e ombra e la sovrapposizione di velature di colore. Il quadro diventa dunque uno spettro di vibrazioni dove gli opposti e le dualità (luci-ombre, pieni-vuoti, presenze-assenze, accelerazioni-deaccelerazioni, colori complementari) si fronteggiano ma solo per ritrovarsi nell’unità del tutto. L’impossibilità a vedere in modo definito ciò che si ha davanti, stimola il fruitore a completare e ricreare ciò che vede ricorrendo alle immagini e le esperienze della sua memoria.

Come procede nel lavoro? In base a cosa sceglie materiali e tecniche?
Il mio lavoro artistico verte su un processo di creazione molto tradizionale: i lavori nascono strato per strato, passata su passata rispettando i principi tradizionali della pittura ad olio. Tuttavia, nella mia ricerca artistica, la pittura diventa il soggetto primo di se stessa; cosi che il supporto, il colore, e gli strumenti non rappresentano soltanto elementi fondamentali della tecnica pittorica, ma diventano i mezzi attraverso i quali il pensiero e l’azione concettuale possono essere rappresentati. In particolare, ho cercato di rispondere alla domanda: Si può lavorare in pittura per via di mettere e per via di levare? In principio stendo il colore sulla tela, già predisposta, ed in un secondo momento, servendomi di apposite spatole procedo a asportare il colore; “per via di levare” ottengo visioni che, senza essere in se forme esplicite, risultano immagini evocate.

Juan Eugenio Ochoa. Biografia

Juan Eugenio Ochoa nasce a Medellin, Colombia, nel 1983.
 Dopo aver conseguito il Diploma di Laurea in Medicina, ha realizzato studi di ricerca in Cardiologia presso l’Università degli Studi di Milano- Bicocca, ottenendo il titolo di dottorato nel luglio 2013.
Ha conseguito il diploma di Bienno specialistico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel luglio 2013 con la tesi “Caratteri della Pittura Analitica Italiana e rapporti con la Pittura Europea” con voto 110/110 e lode.
Ha realizzato diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Vincitore e Finalista di alcuni premi Nazionali ed Internazionali.
Vive e lavora a Milano.

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