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Julia Margaret Cameron – Classe 1815, grande fotografa dall’anima femminista

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cameron
Dotata di un notevole occhio pittorico, influenzata compositivamente dal’atmosfera preraffaellita che permeava l’immaginario del suo tempo, Julia Margaret Cameron, delicata e sensibile signora della buona società inglese, nata nel 1815, anno di chiusura del Congresso di Vienna, a Pattle, è considerata una delle migliori ritrattiste dell’Ottocento, per quella sua capacità di trovare, in lunghe estenuanti pose dei suoi soggetti, le posture e le espressioni che meglio esprimessero la personalità dell’effigiato.

Era un’autentica gara con la pittura, di superamento della meccanicità del dagherrotipo a favore di un uso artistico dell’invenzione ottocentesca. (In copertina, una splendida fotografia del 1866, dedicata a uno studio della figura di Beatrice Cenci). Cameron si avvicinò nella maturità alla fotografia – aveva 48 anni – e in modo fortuito, ricevendo in dono dalla figlia una fotocamera. Evidentemente un regalo che incontrava pienamente il gusto della signora che da quel momento – era il 1864 – e per più di un decennio – lasciò la macchina fotografica nel 1875, quattro anni prima di morire – prese molto sul serio quella passione, interloquendo con artisti, personaggi del bel mondo e soprattutto signore, che amavano essere ritratte da lei, per quell’effetto flou che conferiva, romanticamente alle fotografie. In particolare Cameron sperimentò una doppia lunga esposizione che fu aspramente criticata per una sfocatura cercata – come frutto dell’indefinito romantico – e che i colleghi maschi ritenevo frutto di un uso scorretto della macchina. Ma Cameron, proseguì, divenendo un’antesignana coraggiosa dell’uso espressivo della fotografia.

Julia Margaret Pattle era nata a Calcutta l’11 giugno 1815, quarta di sette sorelle. Suo padre era un ufficiale di Compagnia delle Indie Orientali e sua madre discendeva dall’aristocrazia francese. Julia Margaret era la più vistosa e vitale delle sorelle, note per la loro mondanità e per l’eccentricità artistica. Educata principalmente in Francia, Margaret tornò in India nel 1834. Nel 1836, dopo una lunga malattia,  mentre era in convalescenza a Capo di Buona Speranza, in Sud Africa, incontrò l’astronomo inglese Sir John Herschel (1792-1871), che stava indagando sistematicamente il cielo dell’emisfero australe.Fu proprio Herschel che, nel 1842, le fece conoscere quella nuova invenzione che giungeva dalla Francia: la macchina fotografica.  I due, legati dalla passione per la fotografia,rimasero amici e si scrissero per tutta la vita, esaminando soprattutto le tecniche fotografiche. Lo stesso soggiorno in Sud Africa cambiò la vita di Margaret anche sotto il profilo sentimentale. Là, infatti, conobbe Charles Hay Cameron (1795-1880). Cameron fu un riformatore della legge indiana e proprietario di  piantagioni di caffè a Ceylon (oggi Sri Lanka). Margaret e Charles si sposarono nel  1838 e diventarono una coppia di primo piano nella società coloniale inglese. Un decennio più tardi,  si trasferirono in Inghilterra, dove avrebbero fatto crescere i quattro figli.   Nel 1860 un nuovo trasferimento a Freshwater, nell’isola di Wight, dove Julia Margaret avrebbe iniziato, con applicazione e assiduità, l’esplorazione delle potenzialità espressive della macchina fotografica. Frattanto i figli, divenuti grandi, si erano sposati a Ceylon per la gestione delle piantagioni di famiglia. Così i genitori, nel 1875 lasciarono l’Inghilterra per ricomporre il nucleo familiare.

 

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