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Gustav Klimt – Sul lago di Garda dipinse Malcesine appiattendo il paese con il cannocchiale

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Il maestro austriaco soggiornò a Tremosine, dove eseguì paesaggi rigorosamente en plein air, decifrando da lontano le case di Malcesine grazie a un potente strumento ottico. Le vacanze gardesane offrirono l’opportunità al pittore di analizzare il tracciato architettonico, più che la natura stessa, così rigogliosa e potente, nell’alto lago.
Il lago di Garda è soggetto che nei secoli numerosi artisti, italiani e stranieri, hanno immortalato, tramandandone la bellezza e permettendo ad occhi sensibili di ammirare i tanti volti e le molteplici sfumature. Non stupirà però scoprire che non tutte le località gardesane hanno goduto la medesima fortuna: ben presto, infatti, già nel corso del Settecento, e soprattutto dopo il soggiorno di Goethe, si crearono leitmotiv ricorrenti, generando vere e proprie mode. Era abitudine comune per artisti o per semplici turisti, provenienti da varie parti d’Europa, recarsi regolarmente negli hotel del Garda per conoscere, nel corso di soggiorni climatici, i luoghi che avevano già potuto ammirare attraverso tele, disegni o stampe. Sirmione, Torbole, Malcesine, Riva, Desenzano divennero imprescindibili mete e di conseguenza soggetto di composizioni. Non si allontanò da questi cliché neppure Gustav Klimt (1862-1918), massimo rappresentante della Secessione Viennese.

GUSTAV KLIMT, Malcesine (part.), 1913, olio su tela, 110 x 110, opera distrutta nel 1945

GUSTAV KLIMT, Malcesine (part.), 1913, olio su tela, 110 x 110, opera distrutta nel 1945

Dove trascorrere le vacanze sul lago di Garda? Klimt non si fermò a Riva, che restava in territorio austriaco, ma varcò il confine tra Italia e Austria. Percorse qualche chilometro di una strada panoramica che lo condusse a Tremosine.

Tremosine è un balcone d’erba che strapiomba sul Garda. Il clima è secco e ventilato; l’esposizione è ideale. Sotto il profilo dei valori ottici offre visioni cristalline – il vento costante e la distanza dalla pianura lo avvolgono d’ immagini nitidissime – irrorate da una solarità già mediterranea. Klimt – che è linea e tassello – doveva amare particolarmente questa pulizia del disegno generale, insita nel paesaggio dell’Alto Garda. Egli, benché molto noto soprattutto per i ritratti, le rappresentazioni allegoriche e i disegni attraversati da quella sensualità e quell’erotismo che tanto ossessionarono la società austriaca fin de siécle, realizzò anche alcuni paesaggi. E i dipinti prodotti sul Garda sono realmente eccelsi.Pervenne tardi a questa produzione. Nel 1898 raggiunse quella tranquillità economica che gli permise di concedersi villeggiature estive e di immortalare così nuovi scorci. Nel complesso affrontò tale tematica attraverso cinquantacinque oli. Di tutti questi, sicuramente due sono dedicati al Garda. Klimt, infatti, tra il luglio e l’agosto del 1913 (lo stesso anno in cui Kafka visitò il Benaco) soggiornò a Tremosine nell’albergo Morandi, dove ancora oggi esiste una targa commemorativa. Fu proprio in tale località, comunque dal porto di Campione,lì sotto –  che il pittore realizzò “Malcesine sul lago di Garda” e “ La chiesa di Casone”. La tecnica da lui impiegata è particolare: sebbene abbia dato vita, nel corso della sua carriera, a circa quattromila disegni, non aveva l’abitudine di effettuare schizzi di paesaggi. E’ per questa ragione che sceglieva di lavorare en plein air, piantando il cavalletto tra gli alberi o su una barca, o ancora, come nel caso delle tele eseguite a Tremosine, usando il cannocchiale, una volta posizionatosi (probabilmente) nel porto di Campione, la frazione a lago di Tremosine.
 


GUSTAV KLIMT, La chiesa del Cassone, 1913, olio su tela, collezione privata

GUSTAV KLIMT, La chiesa del Cassone, 1913, olio su tela, collezione privata

 

Neppure la produzione paesaggistica di Klimt ha tradito il formato di tela a lui più congeniale, quello quadrato, che esalta il labirinto delle linee, reminiscenza di mosaici bizantini. Oltre a queste due tele sicuramente di tema benacense, ve ne è una terza, “Giardino all’italiana”, che ha diviso la critica: in molti ritengono, infatti che essa non abbia alcun rapporto con l’Italia e tanto meno con il Garda.

 

Infine, triste è la sorte toccata al dipinto “Malcesine”, bruciato nel 1945 nell’incendio di Immendorf insieme ad altre tre straordinarie composizioni klimtiane, “Filosofia”, “Medicina” e “Giurisprudenza”.Resta comunque, con intensità, una fotografia, quella che vediamo.

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