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L’arte di Dessì in mostra al Mac di Lissone

Gianni Dessì indaga il mondo con occhio curioso e vigile. Nel corso degli anni l’artista ha sviluppato una personale visione della realtà che ci circonda, conscio del fatto che l’arte è «un vedere attraverso il quale si disegna il mondo».

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Né astratta né figurativa, l’arte di Dessì interroga i linguaggi della pittura per assecondare le proprie intuizioni, le idee e le urgenze che gli permettono di raggiungere un’essenza e un’evidenza delle forme. Grazie a una economia stringente che ha la forza di aprirsi alla vastità, Dessì continua imperterrito a sviluppare un percorso coerente ma sempre imprevedibile.
«Vagheggio un’idea dell’arte che possa essere inclusiva e non esclusiva» ammette l’artista. È con questo spirito che si esplica il titolo di questa mostra: Tutto insieme allude a un complesso eterogeneo attraverso il quale Dessì intende riarticolare lo spazio espositivo, creando rimandi e concatenazioni tra i singoli elementi. Poiché la somma delle singole parti è più grande delle parti stesse, l’artista intende stabilire una relazione tra opera e opera, combinando assieme pittura, disegno e altre tecniche, alla maniera di disjecta membra che si ricompongono a chiarire il proprio corpus artistico.
Dessì crea forme precise nella loro definizione benché libere nella loro interpretazione; ciò consente uno scambio vicendevole tra dento e fuori, finito e non-finito, generando un flusso di energie e di sensibilità. Concependo ogni mostra alla stregua di un ambiente unitario, l’artista stabilisce una forte relazione tra le opere e lo spettatore. Tematizzando la sostanza del gesto e del segno, dei pieni e dei vuoti, Dessì genera un coagulo di significati che trovano il proprio fondamento nel groviglio del mondo. In mostra a Lissone un
dipinto su tela, una serie di opere su carta e una grande vetroresina intendono afferrare il cuore stesso della forma mentre migra tra le tecniche e i materiali.

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Biografia

Gianni Dessì si è diplomato in scenografia con Toti Scajola all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1978 ha tenuto la sua prima mostra presso la Galleria Ugo Ferranti di Roma.

Nei primi anni Ottanta ha stabilito il suo studio nell’ex pastificio Cerere in via degli Ausoni, nel quartiere romano di San Lorenzo; qui si è tenuta la mostra Ateliers (1984) in occasione della quale gli artisti aprirono i loro studi al pubblico. All’esperienza dell’ex Pastificio Cerere e a quella che fu definita Nuova Scuola Romana sono state recentemente dedicate mostre a Villa Medici a Roma (2006) e al Mart di Rovereto (2009).
La sua attività espositiva annovera numerose mostre sia in Europa che negli Stati Uniti, tra le più importanti si ricordano le partecipazioni alla Biennale di San Paolo nel 1981, alla Biennale des jeunes artistes di Parigi nel 1982, alla Biennale di Venezia nel 1984 e nel 1986. Nel 1995 gli è stata dedicata un’ampia
rassegna antologica alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento. Negli ultimi anni, sue mostre personali si sono tenute al Macro di Roma (2006) e al Museo d’Arte Moderna di Saint-Etienne (2011).

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