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L’elogio del difetto nella mostra dedicata a Gaetano Pesce

GAETANO PESCE
Il tempo della diversità
MAXXI, 26 giugno – 5 ottobre 2014

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A – 00196 Roma
www.fondazionemaxxi.it – info: 06.320.19.54; info@fondazionemaxxi.it

orario di apertura: 11.00 – 19.00 (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica)
11.00 – 22.00 (sabato) giorni di chiusura: chiuso il lunedì, il 1 maggio e il 25 dicembre

Per tutta la vita ha teorizzato la diversità, la casualità, l’abbattimento delle barriere tra discipline, la libertà dal conformismo e dalla prevedibilità, ha progettato oggetti ispirati alle persone che rispecchiano l’imprevedibilità della vita, elogiando il difetto e l’errore: è Gaetano Pesce architetto, designer, artista di fama internazionale cui il MAXXI presieduto da Giovanna Melandri dedica dal 26 giugno al 5 ottobre 2014 la mostra Gaetano Pesce. Il tempo della diversità a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi curatrice per il Design del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione.



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Una grande mostra realizzata grazie al contributo di Eni, che ripercorre il percorso creativo di Pesce dalle origini alle ultime ricerche. Il cui filo conduttore sono i temi della creatività e dell’opera d’arte come commento aperto della realtà, tratto distintivo del suo pensiero e della sua produzione artistica.

In mostra disegni, bozzetti, schizzi, modelli originali e oggetti in scala al vero, a sottolineare l’aspetto ideativo e concettuale dei progetti di Pesce. In un itinerario che rende il visitatore protagonista, coinvolgendolo nella scelta di sette percorsi tematici che guidano nella storia della produzione dell’autore: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica.

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La mostra, che all’interno del museo occupa tutta la Galleria 1 al piano terra, è caratterizzata in una prima parte da un allestimento costruito con un sistema di 40 pannelli mobili, che raccontano attraverso diverse espressioni il lavoro di Pesce dagli anni Sessanta ad oggi. Il tema della diversità, sotteso a tutta l’esposizione, si esprime infatti nell’idea di un allestimento in divenire, in cui il pubblico viene guidato a una lettura sempre diversa della mostra, espressa di volta in volta nella disposizione casuale e variabile dei pannelli.

La seconda parte è pensata in contrapposizione a quella precedente: dalla foresta dei pannelli semoventi, simile a un labirinto, si passa a una sala di più ampio respiro in cui è protagonista una singola opera: una installazione pensata e realizzata appositamente per il MAXXI, che ha per protagonista il Tempo. Sulla piazza esterna campeggia invece la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata da Gaetano Pesce nel 1969 per denunciare la condizione femminile. La grande seduta, detta Donna e anche Mamma, concentra in sé molti dei temi ricorrenti nella produzione dell’autore, tra cui il legame con il corpo e l’aspetto performativo. Uniti a un significato recondito di grande intensità: un monito alla condizione femminile nel mondo. Up 5&6 rappresenta il modo di Pesce di fare arte partendo dal reale e per la vita reale, e nella sua versione gigante che ben dialoga con lo spazio del MAXXI, vuole creare un luogo di riflessione in cui trattare questo tema ancora drammaticamente attuale.

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“Sono orgoglioso di esporre il mio lavoro al MAXXI – dice Gaetano Pesce – istituzione culturale nella capitale del mio Paese. L’esposizione comprende opere del passato, del presente e opere fatte in occasione di questa mostra, come le due installazioni, una dedicata al Tempo, che nel suo scorrere è sempre diverso, a differenza di come viene normalmente concepito, l’altra dedicata a una poltrona che compie oggi 45 anni dalla sua prima edizione.

Questa seduta, che metaforicamente lega con una catena un corpo femminile ad una palla, l’avevo concepita per denunciare la condizione di prigionia a cui la donna è condannata dai pregiudizi maschili. La poltrona sarà installata nella piazza del Museo, in una nuova versione macroscopica alta 7 metri e al suo interno una serie di questioni sulla condizione della donna nel mondo e uno speciale tributo a Malala Yousafzai e al suo coraggio. Scopo di questa mostra, che si interroga sulla condizione contemporanea della donna, è anche quello di affermare la necessità della multidisciplinarità del lavoro artistico di oggi, così come lo era nel passato: penso a certi artisti del nostro Rinascimento, che sono riusciti a dimostrare che non esistono barriere tra le diverse forme dell’arte”.

“In un museo attento all’innovazione come il nostro – dice Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura – l’impegno creativo di Gaetano Pesce rappresenta una ricerca continua e costante nel linguaggio, nei risultati formali e nei modi di produrre. Multidisciplinare e anticonvenzionale, la mostra che vede lavori dagli anni 60 ad oggi è arricchita da due installazioni site specific. Concepite appositamente per gli spazi del Museo, le due nuove opere confermano l’intenzione del MAXXI di essere un centro vitale di produzione culturale.

“La mostra si incentra sul senso della diversità come cambiamento e trasformazione. – dice Domitilla Dardi curatrice della mostra – Più che proporre uno schema rigido di lettura del lavoro di Pesce, che da decenni teorizza il caos creativo e l’abbattimento delle discipline, si è preferito raccontarne l’opera attraverso parolechiave e un allestimento mobile, mutevole nel tempo. Il risultato è un itinerario sempre diverso dove ognuno è libero di muoversi tra oggetti che volutamente non sono accondiscendenti e consolatori, non mistificano la caducità delle cose, ma la mostrano in tutta la sua emozionante verità”.

“Pesce ha fatto coincidere la domanda di diversità che si registra nel nostro tempo con il tema dell’utilità sociale, che egli estende all’indagine metodologica dei nuovi strumenti di produzione. – dice Gianni Mercurio curatore della mostra – Questo spiega perché la sua ricerca si è sviluppata sondando le necessità dell’individuo, le nuove tipologie costruttive e le logiche di trasformazione culturale, etiche, economiche e politiche, per poi elaborare teorie che hanno avuto e stanno tuttora avendo riscontri sorprendenti”.

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