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Libri antichi – Come si procede al restauro di un Antifonario settecentesco


di Laura Corchia

In questo breve articolo vogliamo raccontarvi la storia del restauro di un libro molto pregiato, un Antiphonarium Romanum datato 1776 ed appartenente alla Biblioteca Diocesana “R. Ferrigno” di Ostuni. Ma, andiamo per ordine. Innanzitutto: cos’è un Antifonario? Essenzialmente è un libro liturgico cattolico usato per le ore canoniche. A differenza del breviario, l’antifonario contiene le parti cantate della liturgia  e non comprende le letture. Solitamente si tratta di volumi dalle grosse dimensioni, arricchiti da raffinati frontespizi e da capolettera meticolosamente miniati. La parola “Antifonario” significa letteralmente “raccolta di antifone”.

atifonario 1

L’ Antifonario restaurato nel laboratorio Codex di Guagnano (Lecce) è costituito da 342 carte e misura mm 485 x 335 x 115; presenta notazione quadrata nera, su tetragramma rosso. Come si evince dalla marca tipografica, il volume fu stampato a Venezia, presso la stamperia di Tommaso Baglioni. L’incisione raffigura un’aquila bicipite coronata, insegna appartenuta a Girolamo Zenero e poi eredita dal Baglioni, il quale poté vantare una longeva e proficua attività editoriale. Tra i pregiati volumi usciti dai suoi torchi, ricordiamo la Difesa contro le accuse di Baldassarre Capra (1607) e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.

Il volume versava in un cattivo stato di conservazione. Tutta la compagine era stata intaccata da numerosi camminamenti di insetti, da gore diffuse e da polveri. Inoltre, vecchi restauri eseguiti in maniera maldestra avevano contribuito ad aggravare il degrado. La coperta in pelle era parzialmente danneggiata e, pertanto, si è reso necessario un intervento di integrazione e ripristino.

Così si presentava la coperta dell'antifonario, prima dell'intervento di restauro

Così si presentava la coperta dell’antifonario, prima dell’intervento di restauro

 

Il taglio della pelle per l'intervento sulla coperta del libro

Il taglio della pelle per l’intervento sulla coperta del libro

La parte esterna del volume dopo l'intervento di recupero

La parte esterna del volume dopo l’intervento di recupero

 

 

Dopo la compilazione della scheda progetto, indispensabile per registrare, collocare il volume e per elencare in maniera dettagliata i materiali costitutivi, si è proceduto con una serie di sequenze fotografiche in digitale ad alta risoluzione. Le fotografie sono fondamentali nel restauro, in quanto consentono di registrare la fase iniziale, il procedere dei lavori e il risultato finale. In questo modo, si ha a disposizione un archivio che potrà essere utile in futuro, in occasione di eventuali ulteriori interventi.

Il volume è stato restaurato attraverso un parziale smontaggio della compagine dalla coperta. L’operazione di smontaggio è avvenuta recidendo i i fili lungo la piega di cucitura dei primi e degli ultimi fascicoli. Ad operazione ultimata, sono state asportate le polveri con l’ausilio di pennelli morbidi e le deiezioni animali sono state rimosse attraverso una lieve pressione con bisturi e lancette. Dopo aver effettuato preliminari test per la misurazione del pH con pHmetro ad elettrodo piatto, le carte che presentavano i danni più rilevanti sono state smontate, lavate, deacidificate e restaurate con l’ausilio di una macchina deponitrice di fibre.

antifonario interno

Il fascino del restauro librario si avverte maggiormente quando, con pazienza e precisione, si interviene invece in maniera manuale. In questo caso, in corrispondenza di lacune e strappi, si applicano piccole porzioni di carta e si saldano con collanti reversibili, impiegando tecniche idonee al danno riscontrato. Questi tipo di intervento permette all’operatore un contatto diretto con la carta, con il suo profumo, con la sua consistenza tattile, con le trame delle sue antiche fibre.

Dopo l’asciugatura e la cucitura dei fascicoli, si è passati al recupero dell’antica coperta in pelle.

Il restauratore di libri antichi non è solo un conoscitore di fogli, inchiostri, pergamene e pigmenti. Egli è legatore, incisore, doratore, calligrafo, scienziato. Conosce a fondo ogni tipo di pelle, ogni trama della carta e, forse, ogni piega dell’animo di chi ha scritto. Egli ridà vita a libri e manoscritti, depositari pazienti della nostra cultura e delle nostre origini. È un mestiere che profuma di carta. È un mestiere dal sapore antico.

 

Ulteriori informazioni: http://www.laboratoriocodex.it/

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